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Se si possiede un'unica abitazione, ma senza risiedervi, è giusto che il comune richieda il pagamento dell'Imu?

Se si possiede un'unica abitazione, ma senza risiedervi, è giusto che il comune richieda il pagamento dell'Imu?


Risposta a cura di 50&PiùCaaf



DOMANDA

Mia madre possiede una casa di proprietà nella provincia di Brindisi, ma da 20 anni vive in Abruzzo. Si è sposata e il marito paga l'affitto per la casa popolare nel loro comune. Vorrei sapere: perché il comune di Brindisi richiede il pagamento dell’Imu come seconda casa?

 

Grazie 

 

       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

In via generale,  l’abitazione principale è esente da Imu e Tasi ad eccezione di quelle cosiddette di lusso. Sono considerate “di lusso” le abitazioni di categoria catastale A1-A8-A9 che continueranno, pertanto, ad essere soggette all’imposta.


Per la definizione di “abitazione principale” la norma di riferimento è l’art. 13 del D.L. n. 201/2011 secondo il quale per abitazione principale si intende “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.”

Il Decreto in sostanza richiede la contemporanea presenza sia della “residenza anagrafica” che della “dimora abituale”.


Tornando al suo quesito poiché sua madre non ha la residenza e la dimora abituale nell’abitazione di Brindisi dovrà assolvere l’Imu e la Tasi anche se risulta essere il suo unico immobile di proprietà.


Una particolare agevolazione, ai fini Imu, è però concessa per le abitazioni concesse in uso gratuito ai propri genitori oppure ai propri figli per le quali, al ricorrere di determinati requisiti e condizioni, è possibile ridurre la base imponibile del 50%.

 

Cosa c’è da sapere...

Anche per l’anno 2016 l’Imu e la Tasi è dovuta in due rate di pari importo la prima scadente il 16 giugno e la seconda scadente il 16 dicembre. Ai fini del calcolo della prima rata di acconto il versamento è effettuato sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente. Ai fini del calcolo della rata di saldo al 16 dicembre il conguaglio dovrà essere calcolato sulla base della delibera pubblicata dal Comune sul portale del Ministero dell’Economia e delle finanze (MEF) entro il 28 ottobre di ciascun anno.


Dal corrente anno per le abitazioni concesse in comodato ad uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) il legislatore ha previsto la possibilità di ridurre del 50% la base imponibile su cui calcolare l’Imu.

Si tratta di una disposizione che limita il beneficio ad un numero limitato di casi:

- l’agevolazione è prevista solo ai parenti in linea retta di primo grado (genitori/figli);

- il contratto di comodato (anche verbale) tra il proprietario dell’immobile (comodante) e il genitore/figlio (comodatario) deve essere registrato;

- per il comodatario deve costituire la propria abitazione principale (è necessario, pertanto, il doppio requisito della “residenza anagrafica” e della “dimora abituale”);

- gli immobili non devono essere accatastati alle categorie A1, A8, A9;

- è necessario presentare la dichiarazione Imu entro il 30 giugno dell’anno successivo (per il 2016 va presentata entro il 30/6/2017).

Il comodante, inoltre, deve:

- possedere un solo immobile in Italia (quello dato in comodato al genitore/figlio) e al contempo deve risiedere e dimorare abitualmente nello stesso Comune ove è ubicato l’immobile;

- oppure, in alternativa, potrà possedere anche due immobili ma entrambi ubicati nel medesimo comune di cui uno destinato a propria abitazione principale e l’altro a quella del comodatario (genitore/figlio);


Un importante chiarimento è arrivato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Risoluzione del 17/2/2016 n. 1/DF secondo la quale quando la norma richiama in maniera generica il concetto di “immobile” ci si deve riferire a immobili ad uso abitativo. Pertanto il possesso di altri immobili ad uso non abitativo (ad esempio pertinenze dell’abitazione, magazzini, negozi, uffici, terreni) non impedisce di usufruire della predetta agevolazione.

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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