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E' possibile mantenere i benefici fiscali per la ristrutturazione edilizia di una abitazione venduta?

E' possibile mantenere i benefici fiscali per la ristrutturazione edilizia di una abitazione venduta?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf



DOMANDA

A settembre ho venduto la mia abitazione (prima casa) ma, purtroppo, non sapevo che avrei perso anche la possibilità di usufruire dei benefici fiscali (box e caldaia).

In atto di rogito nemmeno il notaio ha accennato a questo aspetto e non vorrei perdere questo beneficio. A posteriori, è possibile rimediare chiedendo al notaio di inserire una nota integrativa all'atto di vendita senza costi aggiuntivi? Oppure ci sono altre possibilità?

 

Grazie 

 

       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

 

Per esplicita previsione normativa (art. 2, commi 12 bis e 12 ter, del Dl 138/11), in caso di vendita dell'unità immobiliare, o anche donazione, dell'unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi che fruiscono del 50 o del 65 per cento, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo tra le parti, all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare. Il proprietario del fabbricato oggetto dell’intervento, può optare, in sede di atto di vendita, per il mantenimento del diritto alla detrazione per le quote decennali residue. In caso di mancata opzione espressa nell'atto di compravendita, invece, la detrazione si trasferisce in capo all'acquirente.
 

Venendo alla Sua domanda, l'Agenzia delle Entrate, attraverso i vari documenti di Prassi sembra dare esclusivo riferimento all'atto di compravendita in quanto è in quel momento che giuridicamente si trasferisce la proprietà del bene e di conseguenza è nell'atto stesso che dovrebbe risultare l'accordo tra le parti per lasciare la detrazione in capo al venditore. Un eventuale atto successivo, potrebbe essere interpretato come una variazione di un precedente accordo e come tale non essere considerato valido.

Pertanto, in assenza di conferme ufficiali dell’Agenzia, si ritiene che al momento la strada proposta dell'atto integrativo non può assicurare alcuna certezza. Ad ogni buon fine, per il suo caso specifico e personale, potrà comunque presentare un’Istanza di Interpello all’Agenzia delle Entrate. A tale proposito, troverà tutti i chiarimenti utili cliccando qui.

 


Cosa c’è da sapere...

In caso di vendita dell'unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di ristrutturazione, anche se si tratta di lavori condominiali, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare (articolo 16 bis, co. 8, TUIR).


Se l’immobile sul quale è stato eseguito l’intervento di recupero edilizio è venduto prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire dell’agevolazione, il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate è trasferito, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente dell’unità immobiliare (se persona fisica).

 

In sostanza, in caso di vendita e, più in generale, di trasferimento per atto tra vivi, il venditore ha la possibilità di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile.


Tuttavia, in assenza di specifiche indicazioni nell’atto di compravendita, il beneficio viene automaticamente trasferito all’acquirente dell’immobile.


In caso di decesso dell’avente diritto, la detrazione non fruita in tutto o in parte è trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la “detenzione materiale e diretta dell’immobile”.


La condizione della detenzione del bene deve sussistere non soltanto per l’anno di accettazione dell’eredità ma anche per ciascun anno per il quale si vuole fruire delle residue rate di detrazione.


Se, per esempio, l’erede che deteneva direttamente l’immobile ereditato successivamente concede in comodato o in locazione l’immobile stesso, non potrà fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui non ha più la detenzione materiale e diretta del bene. Potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza degli anni successivi al termine del contratto di comodato o di locazione (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17/E del 24 aprile 2015).

 

 
Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 800.000 lavoratori e pensionati.

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