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Se non si risiede nell’immobile di proprietà, anche se prima casa, occorre pagare l’Imu?

Se non si risiede nell’immobile di proprietà, anche se prima casa, occorre pagare l’Imu?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

Lo scorso marzo ho acquistato la mia prima ed unica casa nel comune di Roma. Ho sempre avuto la residenza anagrafica presso il comune di Potenza, nell'abitazione dei miei genitori, pur non vivendo più con loro da ormai 14 anni. In questo lasso di tempo ho avuto  vari contratti di locazione, fino al trasferimento ultimo nella nuova casa a giugno di quest'anno. 

Nel momento della dichiarazione dei redditi il commercialista mi ha detto che, avendo la residenza altrove, non potevo usufruire delle agevolazioni fiscali per la prima casa e dunque mi ha invitata a pagare la prima rata. 

Volevo avere maggiori delucidazioni a riguardo e soprattutto conoscere l'andamento futuro: se entro dicembre il comune di Roma non avrà ancora notificato il mio cambio residenza, dovrò pagare anche la seconda rata dell'Imu?

Grazie

 

 

       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

L'IMU è stata istituita con Decreto Legge 201/2011 ed è stata oggetto di diverse revisioni normative nel corso del tempo.

Nel 2014 l’IMU è stata integrata nella IUC (Imposta unica comunale) istituita dalla Legge 27 dicembre 2013, n. 147, comma 703, e dallo stesso anno le abitazioni principali appartenenti alle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, e le relative pertinenze di categoria C/2, C/6, C/7, nel limite massimo di una per ciascuna categoria catastale,  sono esenti dall'imposta.

Per espressa previsione normativa, per abitazione principale deve intendersi: “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile”.

Il Legislatore in pratica evidenzia due concetti fondamentali: quello dell’unica unità immobiliare e quello della dimora abituale e residenza anagrafica del possessore e del suo nucleo familiare.

Detto requisito è stato previsto, oltre che per il possessore anche per il suo nucleo familiare, ed inoltre è stato espressamente ribadito che, in presenza di due immobili nel medesimo territorio comunale, in ogni caso solo uno di essi potrà essere considerato “abitazione principale”.

L'IMU e' dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell'anno nei quali si e' protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si e' protratto per almeno quindici giorni e' computato per intero. A ciascuno degli anni solari corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria.

Il versamento dell'imposta per l'anno in corso viene effettuato in due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. 

Venendo al suo quesito, affinché l’imposta non sia dovuta e l’immobile venga considerato "abitazione principale" si devono presentare contemporaneamente tre condizioni:

- il possesso/proprietà (o altro titolo reale quale ad esempio l'usufrutto o il diritto di abitazione);

- la residenza anagrafica;

- la dimora abituale intesa come elemento che sussiste continuativamente nel tempo.

Pertanto, per l’anno 2016 l’IMU non è dovuta dal giorno in cui è stato effettuato il cambio di residenza e, se questo è avvenuto dopo il 15 giorno del mese, il mese viene computato per intero.

Cosa c’è da sapere...

Dall’anno 2016 la Legge di Stabilità 2016 n. 208 del 28/12/2015 ha previsto che gli immobili adibiti ad abitazione principale sono esenti anche dalla TASI (tassa sui servizi indivisibili). Come per l’IMU, tali disposizione non trova applicazione per le abitazioni principali cosiddette “di lusso” (A/1, A/8 e A/9) che continueranno a scontare sia l’IMU che la TASI, ove prevista.

L’esenzione vale se l’immobile costituisce abitazione principale:

- per il possessore (proprietario, usufruttuario e/o titolare di altro diritto reale);

- per l’utilizzatore (inquilino, comodatario). Se l’inquilino o il comodatario non risiedono o non dimorano nell’immobile condotto in locazione o in comodato tali soggetti saranno tenuti al versamento della TASI.

- la TASI è comunque dovuta dal possessore (proprietario o titolare di altro diritto reale), nella percentuale fissata dal Comune.

 
     

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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