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Per le detrazioni fiscali sulla ristrutturazione di una abitazione in comodato d’uso, è sufficiente un contratto registrato all’Agenzia delle entrate?

Per beneficiare delle detrazioni fiscali sulla ristrutturazione di una abitazione data in comodato d’uso, è sufficiente un contratto registrato all’Agenzia delle entrate?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

Mio padre ha deciso di darmi in comodato d'uso gratuito una sua abitazione da ristrutturare e nella quale andrò ad abitare. Per usufruire delle agevolazioni fiscali di ristrutturazione devo avere la residenza nell'immobile datomi in comodato o è sufficiente il contratto registrato all'Agenzia delle entrate?
Ho fatto già un passaggio all'Agenzia delle entrate ricevendo pareri discordanti.
Vi ringrazio anticipatamente.


 


       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA


Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione non solo i proprietari degli immobili ma anche i titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.  Tra i soggetti che possono usufruire dei benefici fiscali sono compresi:

- i proprietari o nudi proprietari;
- i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);

- i locatari o comodatari.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (così come attestato dallo Stato di famiglia), purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture. Il titolo che attesta la disponibilità dell'immobile - requisito richiesto per fruire della detrazione- è costituito dalla condizione di familiare convivente e, pertanto, non è richiesta l'esistenza di un sottostante contratto di comodato.

Se invece le spese per i lavori sono sostenute dal detentore dell’immobile (locatario, comodatario), per fruire della detrazione è necessario che:

- l’atto che attribuisce loro il titolo (contratto di locazione e di comodato) sia regolarmente registrato;

- siano in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

La Circolare del 7 luglio 2015 n. 26/E dell’Agenzia delle entrate ha ribadito che “per quanto riguarda la registrazione, se i lavori sono effettuati dal conduttore o comodatario, nel modello devono essere indicati, oltre ai dati catastali identificativi dell’immobile anche gli estremi di registrazione del contratto di locazione o di comodato”.

Tornando al suo quesito se lei non convive con i suoi genitori, non avendo lo status di “familiare convivente”, dovrà  stipulare e registrare il contratto di comodato prima di eseguire i lavori. La normativa non richiede espressamente che lei abbia anche la residenza anagrafica in detto immobile in quanto la detrazione spetta al “detentore” .

Cosa c’è da sapere...

Per usufruire della detrazione fiscale è necessario indicare, nella dichiarazione dei redditi, i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione


Inoltre, occorre conservare  i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.  In particolare è necessario essere in possesso delle abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Per fruire della detrazione è inoltre necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, da cui risultino:

- causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)

- codice fiscale del beneficiario della detrazione

- codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Alla luce delle nuove regole introdotte dalla legge sulle unioni civili (legge 76/2016), la Risoluzione n. 64/E del 28 luglio 2016 dell’Agenzia delle entrate ha incluso tra i soggetti che hanno diritto ad usufruire della detrazione fiscale anche il convivente more uxorio che sostiene le spese di recupero del patrimonio edilizio, ma non è proprietario dell’immobile.

     

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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