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Se il figlio sostiene le rate del mutuo intestato alla madre, può detrarre dal 730 gli interessi passivi?

Se il figlio sostiene le rate del mutuo intestato alla madre, può detrarre dal 730 gli interessi passivi?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

Pago il mutuo per l’acquisto della casa dove abita mia madre. Il mutuo per l'acquisto però è stato intestato a mia madre proprietaria dell’immobile. Mia madre è pensionata e non effettua la denuncia dei redditi ma solo il foglio red. Gli interessi sul mutuo possono essere da me scaricati nel mio 730?

Grazie


       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

 
L’Art.15, comma 1, lettera b) del TUIR stabilisce che dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19% della spesa sostenuta, nel corso del periodo d’imposta, per interessi passivi relativi al mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale. Per abitazione principale si deve intendere quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. La detrazione è a ammessa a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo.

 

E’ importante sottolineare che la detrazione spetta al contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo, anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado). Il beneficiario della detrazione deve coincidere con il proprietario dell’unità immobiliare, occorre dunque il requisito congiunto di “acquirente dell’unità immobiliare e mutuatario del contratto di mutuo” (Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7 del 29.01.2001, risposta 2.2).

Solo nel caso di mutuo intestato ai coniugi, nel caso in cui uno dei due è fiscalmente a carico dell’altro la detrazione spetta a quest’ultimo per entrambe le quote. detrazione, inoltre, spetta soltanto al soggetto che dall’atto di acquisto risulti essere “proprietario” o “nudo proprietario”, e non spetta mai all’usufruttuario in quanto lo stesso non acquista la proprietà dell’unità immobiliare.

Venendo al suo quesito, pertanto, se lei non risulta contemporaneamente sia cointestatario del contratto di mutuo, che proprietario dell’immobile, anche di una quota inferiore al 50%, non può beneficiare della detrazione Irpef del 19% relativa alla spesa sostenuta per interessi passivi derivanti dal mutuo ipotecario contratto per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale della sua mamma.


 

Cosa c’è da sapere... 

 

La detrazione spetta su un importo massimo di € 4.000,00. In caso di contitolarità del mutuo, l’importo di euro 4.000 va suddiviso tra i cointestatari al 50% ciascuno, se non diversamente riportato nel contratto di mutuo, non rilevando infatti la percentuale di proprietà dell’immobile.

 

Nel primo anno di stipula del mutuo, oltre agli interessi, è possibile portare in detrazione gli oneri accessori, quali: 1) le spese notarili per la stipula del contratto di mutuo (con esclusione di quelle sostenute per il contratto di compravendita); 2) le spese sostenute dal notaio per conto del cliente quali, per esempio, l’iscrizione o la cancellazione dell’ipoteca; 3) l’intero importo delle maggiori somme corrisposte a causa della variazione del cambio di valuta relative a mutui stipulati in ECU o in altra valuta; 4) la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzo, le spese di istruttoria, notarili e di perizia tecnica.

In caso di mutuo eccedente il costo sostenuto per l’acquisto dell’immobile, comprensivo delle spese notarili e degli altri oneri accessori, l’agevolazione deve essere limitata all’ammontare del predetto costo, risultante dal costo dell’immobile riportato sul rogito, dalle altre spese e dagli altri oneri accessori debitamente documentati.

 

Il diritto alla detrazione viene menoa partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’immobile non è più utilizzato come abitazione principale, salvo il caso di trasferimento per motivi di lavoro (anche se l’immobile viene dato in locazione) e di ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari (in questo caso l’immobile non deve essere dato in locazione). Tuttavia, se il contribuente torna ad adibire l’immobile come abitazione principale è possibile fruire nuovamente della detrazione le rate pagate da tale momento. La detrazione è sempre ammessa per il personale in servizio permanente nelle Forze Armate e della Polizia, anche a prescindere dalla circostanza che non sia la sua dimora abituale, a patto che sia l’unica abitazione posseduta.

 

    

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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