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Le spese sanitarie sostenute nel 2015 e rimborsate da assicurazione nel 2016, vanno indicate nel 730?

Le spese sanitarie sostenute nel 2015 e rimborsate da assicurazione nel 2016, vanno indicate nel modello 730/2016 per la detrazione?

   

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

Una spesa medica sostenuta nel dicembre 2015, ma rimborsata da assicurazione nel febbraio 2016, con i relativi premi portati in deduzione dal reddito, deve essere indicata tra le spese mediche per la detrazione del 19% per poi essere restituite l'anno successivo? O sapendo del rimborso non viene indicata anche se di pertinenza di due anni fiscali diversi?
Grazie


       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

Non si considerano rimaste a carico del contribuente, e, pertanto non possono essere indicate nel Modello 730 le spese sanitarie sostenute nel 2015 che nello stesso anno, o al momento di presentare la dichiarazione, sono state rimborsate, quali ad esempio:

- le spese risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto, nel caso di danni alla persona arrecati da terzi;

- le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi versati a fondi sanitari integrativi del servizio sanitario nazionale, istituiti o adeguati ai sensi dell'art. 9 del decreto legislativo 20 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni - per i quali è prevista la deduzione dal reddito complessivo ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e - ter) del Tuir.;

- le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o ente pensionistico o dal contribuente a enti o casse con fine esclusivamente assistenziale, sulla base di contratti, accordi o regolamenti aziendali, e che, fino all’importo complessivo di 3.615,20 euro, non hanno contribuito a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente. In questi casi è comunque ammessa in detrazione la differenza tra la spesa sostenuta e la quota rimborsata.

 

A riguardo dei contributi versati a Fondi integrativi o Casse di assistenza, la deduzione complessiva - comprensiva dei contributi versati dall’ex datore di lavoro - non può eccedere il limite di euro 3.615,20. A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n107/E del 3 dicembre 2014 ha precisato che la deducibilità dei contributi versati ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale - prevista dall’art.10, comma 1, lettera e - ter) del Tuir – riguarda tutti i contribuenti , mentre la deducibilità (o meglio la non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro o pensione) dei contributi versati a enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale - cui ’articolo 51, comma 2, lett. a) del D.P.R. n. 917/1986 - riguarda solo i titolari di reddito di lavoro o pensione (v. ris. n. 114/E cit.).  

Pertanto, venendo al suo quesito si ritiene che sia più conveniente non indicare in dichiarazione dei redditi la spesa sanitarie sostenuta nel 2015 e rimborsata nel 2016, allorché è stato dedotto dal reddito complessivo il contributo versato al Fondo o alla Cassa di assistenza.   Indicare, infatti, nel Modello 730/2016 le spese sanitarie del 2015 comprensive dei  rimborsi avvenuti da parte del Fondo o della Cassa nel 2016 può risultare svantaggioso poiché il contribuente l’anno successivo, con il Modello 730/2017, dovrà assoggettare a tassazione separata il rimborso ottenuto nel 2016.

 

Cosa c’è da sapere...
E’ opportuno evidenziare che l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare 19/06/2002 n. 54/E, risposta 7, ha precisato che: “ … qualora i contributi e i premi di assicurazione versati dal contribuente risultino detraibili dall’imposta o deducibili dal suo reddito complessivo, per le spese sanitarie sostenute e rimborsate per effetto di tali assicurazioni,  il contribuente non potrà beneficiare della detrazione stabilita dalla citata lettera c) dell’art. 15. La disposizione in esame subordina la possibilità di detrarre le spese sanitarie rimborsate alla circostanza che per i contributi e premi di assicurazione versati dal contribuente competa o meno la detraibilità o la deducibilità. Non appare rilevante la circostanza che il contribuente si sia o meno effettivamente avvalso per i contributi in parola delle agevolazioni fiscali spettanti”. Pertanto, è esclusa la possibilità per il contribuente di poter scegliere di portare in detrazione l’intero ammontare della spesa sanitaria rimborsata, rinunciando alla deduzione del contributo.

Nelle ipotesi in cui i contributi versati risultino di ammontare superiore all’importo di € 3.615,20, è possibile portare in detrazione, oltre alla somma non rimborsata, anche una quota parte di quella rimborsata calcolata sulla base della percentuale risultante dal rapporto tra i contributi versati in eccedenza (rispetto al suddetto limite di € 3.615,20) e il totale dei contributi versati (Circolare 1.06.1999 n. 122, risposta 1.1.2 e la Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 6.1).

 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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