Cerca
Register   |  Login
Percorso di navigazione > Home > Notizie


03
Riforma del Lavoro: ultimi ritocchi
Ultime ore per mettere a punto il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro. Il passaggio alle Camere si avvicina. La firma di autorizzazione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, già questa sera.

Solo un ultimo passaggio tecnico da parte del governo e poi il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro passa al responso delle Camere. Ancora poche ore per sciogliere alcuni nodi che riguardano l’art.18, ma anche novità sul processo del lavoro messo a punto dal ministro della Giustizia, Paola Severino.

Questa sera il testo definitivo dovrebbe avere la firma di autorizzazione del Capo dello Stato. Riguardo all’art. 18 il governo potrebbe mettere nero su bianco i criteri per evitare i possibili abusi dei licenziamenti individuali per motivi economici, dietro al quale si potrebbero nascondere altre motivazioni di natura disciplinare o discriminatoria. Inoltre, il testo potrebbe contenere anche nuove norme che regolano il processo del lavoro che snellisce i tempi con decisioni in due mesi e sentenze ad hoc.

Lo stato dei punti salienti della riforma del lavoro.

Articolo 18
Il testo licenziato il 23 marzo scorso dal Consiglio dei Ministri con la formula “salvo-intese” prevede: 1) reintegrazione in caso di licenziamento discriminatorio, con estensione della tutela anche alle aziende con meno di 15 dipendenti; 2) indennizzo da 15 a 27 mensilità per i licenziamenti economici; 3) scelta del giudice tra indennizzo e reintegro (quest’ultimo solo nei casi più gravi) per quelli disciplinari. I dipendenti del comparto statale resteranno al di fuori di tali applicazioni.

Nuovi ammortizzatori sociali nel 2017
 All’inizio dovevano entrare a regime nel 2015, poi l’opposizione dei sindacati ha spostato di due anni il termine di applicazione. La nuova Riforma non prevede indennità di disoccupazione o di mobilità: il Governo ha scommesso sull’Aspi, un sussidio di disoccupazione universale. Sparisce anche l’indennità di mobilità, erogata nei licenziamenti collettivi delle aziende industriali con più di 15 dipendenti, ma già i sindacati dal canto loro hanno proposto il suo mantenimento almeno per coloro che perdono il lavoro dopo i 60 anni, una sorta di scivolo verso la pensione. Il Governo punta a limitare anche l’uso della Cig straordinaria escludendo dalle causali la cessazione di attività.

Contratti a termine arriva la stretta
Restando preminente nella filosofia del Governo il progetto di rafforzare la diffusione del contratto a tempo indeterminato, questo tipo di contratto è stato penalizzato con un contributo aggiuntivo dell’1,4% - da sommare all’1,3% attuale e in caso di stabilizzazione recuperabile fino a 6 mesi di versamenti - che le aziende dovranno versare per il finanziamento dell’Aspi. I contratti a termine, inoltre, non prevedono proroghe oltre i 36 mesi. Solo i contratti stagionali o sostitutivi non vengono inclusi in questa dinamica “dissuasoria”, distinzione che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ad artigiani e commercianti, preoccupati delle eventuali ricadute sul costo del lavoro. Parere positivo anche da parte di Confcommercio – Rete Imprese per l’Italia.

Un record sospetto
 Le partite Iva aumentano soprattutto tra i giovani (+22% a gennaio), così il Governo ha dichiarato guerra ai contratti atipici che nascondono lavori subordinati. L’Italia risulta infatti in testa alla classifica europea per lavoratori in proprio senza dipendenti: 1,4 milioni sotto i 40 anni, cioè il 15% degli occupati. Per individuarne l’abuso sono previsti tre parametri di riferimento: durata della collaborazione superiore a 6 mesi in un anno, ricavi oltre il 75% sul totale dei corrispettivi, postazione fissa nella sede istituzionale od operativa del committente.

Il Ministro del Lavoro ha assicurato molto severità a cominciare dalla trasformazione in contratto subordinato e possibile recupero dei contributi persi per i datori di lavoro che riscontrino queste tre situazioni, anche disgiunte. Pertanto, stage (standard minimi di uniformità sul territorio nazionale), associazione in partecipazione (stipulabili solo tra familiari di primo grado o coniugi), contratti a tempo determinato e d’inserimento, part-time (sarà necessaria una comunicazione amministrativa, contestuale al preavviso al lavoratore, per variare l’orario), a chiamata, co.co.pro. (sarà più stringente la definizione del progetto e più alta l’aliquota per la gestione separata Inps al 33% nel 2018), lavoro accessorio e apprendistato (un meccanismo legherà assunzione di nuovi apprendisti e stabilizzazione del 50% assunto nell’ultimo triennio), tirocini e voucher (operatività sottoposta a regime orario), tutto verrà verificato. La riforma intende difendere solo quella flessibilità necessaria ad affrontare le fluttuazioni economiche e le riorganizzazioni aziendali.

Cos’è l’Aspi
L’assicurazione Sociale per l’Impiego sosterrà il reddito dei lavoratori che perdono il posto. Usufruirà di questo ammortizzatore “universale” chi nell’ultimo biennio ha lavorato almeno 52 settimane, un requisito richiesto già per l’indennità di disoccupazione. Ma c’è una novità: anche gli apprendisti, finora esclusi, potranno usufruirne, con un paracadute di 12 mesi in caso di perdita di lavoro. L’assegno, che prevede un tetto massimo di 1.119 euro lordi al mese, durerà 12 mesi per i lavoratori fino a 54 anni di età, 18 mesi per gli over 55. Sarà pari al 70% degli ultimi due anni di retribuzione nei primi sei mesi, con un calo di un 15% ogni sei.

I lavoratori temporanei
L’Aspi finirà per sostituire anche l’indennità di disoccupazione per i lavoratori temporanei, una sorta di mini-Aspi con criteri di accesso diversi: serviranno almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi (mobili), rispetto agli attuali 78 giorni di lavoro con minimo 2 anni di anzianità assicurativa. L’assicurazione sarà pagata durante la disoccupazione e non l’anno successivo come accade ora.

Pro e contro. Ma l’Aspi rischia di pesare soprattutto su chi ha più di 50 anni, la cui durata massima del sussidio si ridurrà ad 1/3 rispetto ad oggi nel caso di lavoratori over 50 del Centro-Nord, e calerà addirittura di 1/4 per i lavoratori del Sud. In sostanza, oggi ci sono circa 4 milioni e mezzo di dipendenti in mobilità:
-   quelli tra i 50 e i 54 anni godranno dell’Aspi per 12 mesi se residenti al Centro-Nord rispetto agli attuali 36 previsti con l’indennità di mobilità, mentre al Sud l’avranno per 12 mesi anziché 48.
-   quelli con più di 55 anni vedranno passare la mobilità dagli attuali 36 mesi (48 al Sud) a un anno e mezzo.

E i lavoratori over 60?
Con questo schema di ammortizzatori sociali e la recente riforma pensionistica, potrebbero esserci notevoli difficoltà anche per loro. In un’azienda in crisi, infatti, sarebbero i primi nella lista degli esuberi e, scomparsa l’indennità di mobilità, resterebbero coperti per un periodo di appena 18 mesi che difficilmente le condurrebbe alla pensione. L’idea è creare un fondo che incentivi l’esodo degli anziani, facoltativo e a carico dell’azienda che ogni mese verserebbe all’Inps una prestazione economica pari alla pensione che questi lavoratori prenderebbero con la normativa vigente, più la contribuzione figurativa. Ne usufruirebbero i lavoratori a cui, secondo la nuova normativa, mancano 4 anni al pensionamento.

Un’altra soluzione
Per ovviare ad entrambi i problemi (copertura dell’Aspi e sostegno al reddito) i tecnici del Governo hanno pensato, in attesa dell’entrata nel 2017 del nuovo sistema di ammortizzatori, di usare i circa 700 milioni del fondo della mobilità come copertura per i lavoratori over 58/60 in caso di licenziamento o come integrazione alla durata dell’Aspi. In tal modo, con lo 0,3% versato dalle imprese, si colma una penalizzazione visto che l’Aspi per questa fascia di età ha una durata di 18 mesi, rispetto ai 36 della mobilità (che diventano 48 al Sud).
Stampa






AREA RISERVATA 50&PIU' CARD
Sconti e agevolazioni su tutti i servizi riservati ai soci.

COMMUNITY
Accedi allo spazio di incontro, informazioni e proposte.
COLLEGAMENTI UTILI
Accedi alla pagina dedicata ai link di maggiore interesse.

In Primo piano

Invalidità civile 2020: i nuovi importi

Pochi euro per tutti: è la situazione che molti affrontano da tempo, sebbene i trattamenti siano calcolati sui redditi dei singoli


Spese detraibili: dal 1° gennaio è cambiato il metodo di pagamento


Olimpiadi invernali: vince il Trofeo la provincia di Massa Carrara

Secondo posto per la squadra provinciale di Bergamo e terzo per Lucca


Incontri 50&Più in Sardegna

La grande festa de soci 50&Più quest’anno si tiene a Geremeas (Ca) dal 30 maggio al 28 giugno


Archivio News


 Forse ti interessano
 anche notizie su...
LAVORO e PREVIDENZA
Assistenza e sanità, sicurezza, pensioni e contributi  (...)

 TEMPO LIBERO
Arte e cultura, viaggi e turismo, scienza e tecnologia (...)

 COSTUME e SOCIETA'
Eventi, salute e benessere, novità per gli over 50, anniversari  (...)

ECONOMIA e FINANZA
Fisco, consumi e tariffe, trasporti, energia e ambiente (...)


 
Per ogni informazione contatta.il nostro numero verde.
La telefonata è gratuita da tutta Italia.