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Se il genitore acquista la casa per il figlio, può detrarre le spese di ristrutturazione anche se l'abitazione sarà data in affitto?

Se il genitore acquista la casa per il figlio, può detrarre le spese di ristrutturazione anche se l'abitazione sarà data in affitto? 

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA 

Vorrei chiedere un consiglio riguardo la detrazione delle spese di ristrutturazione. A novembre 2014 ho acquistato, senza necessità di chiedere un mutuo, un appartamento per mia figlia (maggiorenne ma a mio carico in quanto studentessa e senza altri redditi) usufruendo delle agevolazioni prima casa. Mia figlia ed io siamo conviventi in un appartamento, sempre nel comune di Roma, insieme a mio marito.
Da aprile 2015 a novembre 2015 abbiamo fatto i lavori di ristrutturazione tramite l’apertura di un’apposita CILA presso il comune di Roma intestata a mia figlia.

Avendo letto sul sito dell’Agenzia delle entrate che “
La detrazione spetta anche al familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado) convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici risultino intestati a lui. L’agevolazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che beneficia della detrazione.” Ho fatto intestare tutte le fatture a mio nome ed ho conseguentemente effettuato i bonifici dal mio conto corrente.

Faccio inoltre presente che nella casa acquistata non abbiamo preso la residenza né lei né io, in quanto abbiamo intenzione di affittarla.
Infatti sia nel 2014 (per 2 mesi) sia nel 2015 abbiamo pagato IMU e TASI come seconda casa.
Chiedo cortesemente i seguenti chiarimenti:

  • Posso nel mio 730 di questo anno detrarre le spese di ristrutturazione da me sostenute per la casa di mia figlia?
  • Posso far affittare regolarmente l’appartamento senza perdere le agevolazioni relative all’acquisto?
Grazie



       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA


In linea generale le agevolazioni ottenute quando si acquista un’abitazione con i benefici “prima casa” possono essere perse quando:

  • non viene trasferita la residenza nel Comune ove è situato l’immobile entro diciotto mesi dall’acquisto;

  • si trasferisce la residenza in un altro Comune, se l’acquirente era già residente nel Comune dove si trova l’immobile acquistato, prima del decorso dei tre anni dall’acquisto (Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 69/E del 2002);

  • l’abitazione viene venduta o donata prima che siano trascorsi cinque anni dalla data di acquisto, a meno che, entro un anno, non si riacquista un altro immobile da adibire a propria abitazione principale.

Riguardo all’agevolazione per lavori di ristrutturazione, di cui all’art. 16 bis del TUIR, può usufruire della detrazione Irpef anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

In questo caso la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.

Sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Testo unico delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.


Venendo al suo quesito, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 12/06/2002 n. 50, risposta 5.1, ha precisato che non è necessario che l’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione sia considerato abitazione principale per il proprietario o per il familiare convivente, essendo sufficiente che si tratti di una delle abitazioni su cui si esplica il rapporto di convivenza (si vedano anche Risoluzione n. 184 del 12.06.2002, Risoluzione n. 136 del 6/05/2002 e Circolare 10.06.2004 n. 24 risposta 1.10).


Pertanto tutte le abitazioni a disposizione del nucleo familiare, ad esempio anche una seconda o una terza casa, possono essere ristrutturate dal familiare convivente, con relativo riconoscimento del beneficio fiscale, in presenza dei restanti presupposti normativi, purché in essa si esplichi la convivenza. Si evidenzia, a tal proposito, che la convivenza risulti agevolmente dimostrabile per un immobile utilizzato come casa vacanza estiva e/o invernale, mentre potrebbe risultare di difficile dimostrazione con riferimento ad un immobile che si trova nello stesso Comune dell’immobile dove si ha la propria residenza


La Circolare n. 50 del 12/06/2002, ha precisato anche che lo status di convivenza deve sussistere già al momento in cui si attiva la procedura, cioè, nei casi per i quali è ancora prevista, dall’inoltro della comunicazione preventiva all’Amministrazione finanziaria.


La detrazione, infine, va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e la successiva locazione dell’immobile medesimo non fa venir meno il diritto alla detrazione (anche se in quell’immobile non si esplica più la convivenza), né come detto comporta la decadenza dell’agevolazione “prima casa”.


Cosa c’è da sapere

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:


  • proprietari o nudi proprietari,

  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie),

  • locatari o comodatari,

  • soci di cooperative divise e indivise,

  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce,

  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali,

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile,

  • esegue gli interventi a proprio carico,

  • è stato registrato il compromesso.

Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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