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Ristrutturazione condominio: per la detrazione dal 730 quale documentazione deve avere il condomino?

Ristrutturazione condominio: per detrarre la spesa dal 730, quale documentazione l'amministratore deve fornire al condomino?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA 

Con riferimento a questo vostro articolo avrei un dubbio: per il rifacimento del tetto, effettuato nell'estate del 2015, il nostro condominio ha pagato l'amministratore, il quale ha saldato la ditta appaltatrice; l'amministratore ha fornito a noi condomini una dichiarazione con la quota versata da ognuno, che dovrà servire alla compilazione del modello 730/unico. Potete confermarmi che è sufficiente? Non servono i dati della fattura emessa a nome del condominio? Grazie.


       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

In riferimento alle spese sostenute dal condominio per lavori su parti comuni l’Agenzia delle entrate ha fornito un importante chiarimento con la Circolare del 1/6/2012 n. 19/E.

Nella citata Circolare è stato precisato che anche a seguito delle modifiche introdotte dal D.L. n. 70/2011, nell'ipotesi di interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, vale quanto precisato con Circolare del 1° giugno 1999, n. 122/E per cui il condomino potrà fruire della detrazione in esame, se in possesso della certificazione dell'amministratore del condominio che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti ai fini della detrazione, di essere in possesso della documentazione originale e la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

In tali ipotesi, nella dichiarazione dei redditi, i singoli condomini dovranno limitarsi ad indicare il codice fiscale del condominio, senza riportare i dati catastali identificativi dell'immobile.


Tornando al suo quesito si ritiene che, oltre la predetta dichiarazione contenente gli elementi su indicati, non sia necessario acquisire ulteriori documenti come, ad esempio, la copia delle fatture intestate al condominio.


Cosa c’è da sapere....

La detrazione fiscale delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio è disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR che consente di detrarre dall’Irpef una parte degli oneri sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.


La Guida dell’Agenzia delle entrate per le ristrutturazioni edilizie precisa che, al ricorrere dei requisiti, i contribuenti possono usufruire delle seguenti detrazioni:

- 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare;

- 36%, con il limite massimo di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme che saranno spese dal 1° gennaio 2017 (salvo eventuali ulteriori proroghe).


L’agevolazione va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa in 10 quote annuali di pari importo.

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.


La Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 11/2014 ha precisato che per poter fruire della detrazione relativa a spese su “parti comuni”, anche i condomini con non più di otto condomini (cosiddetti mini condominio) per i quali non vige l’obbligo di nominare un amministratore, devono comunque chiedere l’attribuzione del codice fiscale per il condominio, ed assolvere ai relativi obblighi, se vogliono usufruire della detrazione fiscale.


La Circolare, nel richiamare le istruzioni fornite dalla Circolare 57/E del 1998, precisa che anche per il “mini condominio” i documenti giustificativi delle spese relative alle parti comuni dovranno essere intestati al condomino stesso e non ai singoli condomini. Anche in questi casi per la ripartizione delle spese relative alle parti comuni alle unità immobiliari i condomini dovranno concorrere alle stesse in ragione dei millesimi di proprietà.


Per quanto concerne i pagamenti è necessario effettuare i bonifici indicando, oltre al codice fiscale del condominio, anche quello del condomino che effettua il pagamento che potrà essere tratto indifferentemente sul conto corrente di uno dei condomini, a tal fine delegato dagli altri, o su conto corrente appositamente istituito.


E’ importante rilevare che tale fattispecie può essere molto più ricorrente di quanto si possa ritenere. Si pensi ad esempio ad un villino composto da soli 3 appartamenti, di proprietà di tre fratelli, che sostengono spese per la ristrutturazione del tetto. Anche in questo caso sarà necessario aprire il codice fiscale del “condominio” ed assolvere agli obblighi su indicati per non perdere le agevolazioni fiscali.

 

 

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 750.000 lavoratori e pensionati.

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