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In che modo è possibile detrarre le spese per la ristrutturazione dell'immobile di proprietà del convivente?
  • In che modo è possibile detrarre le spese per la ristrutturazione dell'immobile di proprietà del convivente?

       
    Risposta a cura di 50&PiùCaaf


    DOMANDA

    Nell'immobile di proprietà della mia ragazza con la quale convivo da diversi anni (preciso che non siamo sposati) dobbiamo eseguire degli interventi di ristrutturazione. Dei due, solo io compilo il modello 730 per i redditi da lavoro e detrazioni varie. Vorrei sapere se posso portare in detrazione i bonifici per i lavori fatti, facendoli a nome mio e intestando le fatture a mio nome.

    Grazie

     


    Scrivi ai nostri esperti
    di 50&Più Caaf, invia una mail a:
    comunicazione.esterna@50epiu.it

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    RISPOSTA
    Riguardo alla possibilità per le “coppie di fatto” di fruire di alcune detrazioni fiscali generalmente riconosciute ai coniugi si segnala l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con una non recentissima pronuncia (n. 26543/2008).

    In particolare, la Corte con specifico riferimento alla possibilità di detrarre le spese sostenute per la ristrutturazione dell’immobile di proprietà del convivente more uxorio, ha ammesso in linea di principio la rilevanza ai fini fiscali di tale rapporto, compiendo anzi una sorta di equiparazione alla situazione dei coniugi, negando tuttavia in concreto il diritto alla detrazione, in considerazione del fatto che il contribuente non aveva dimostrato la detenzione dell’immobile da epoca anteriore all’inizio dei lavori.

    La Corte infatti ha precisato che “il rapporto di coniugio non determina, ai fini della detrazione di cui si tratta, una situazione di compossesso (o di detenzione comune) di tutti gli immobili di proprietà di ciascun coniuge, ma solo di quello (o quelli) concretamente utilizzato anche dal coniuge non proprietario, alla data di inizio dei lavori, a nulla rilevando la circostanza che le spese di ristrutturazione siano eventualmente sostenute dal coniuge non proprietario. L'applicazione al convivente more uxorio del medesimo principio comporta ovviamente l'onere per il contribuente di dimostrare la detenzione dell'immobile da epoca anteriore all'inizio dei lavori, circostanza che nella specie non risulta confermata da alcun mezzo di prova ed è anzi contraddetta dalle certificazioni anagrafiche di residenza”.

     

    In sostanza, ad oggi il convivente “more uxorio”, non proprietario dell’immobile, non può considerarsi per ciò solo legittimato a detrarre le spese di ristrutturazione sostenute, dovendo invece trarre altrove la propria legittimazione, sulla base di un atto pubblico o scrittura privata registrata, che gli consenta di acquisire, sin dal momento dell’avvio dei lavori, la posizione di possessore o detentore dell’immobile sul quale sono effettuati i lavori.

     

    In definitiva, nel caso prospettato, per consentire la detrazione delle spese di ristrutturazione sostenute dal convivente non proprietario dell’immobile, ad esempio, sarà sufficiente registrare, prima dell’avvio dei lavori, una apposita scrittura privata con la quale la proprietaria dell’immobile conceda lo stesso in comodato gratuito al proprio convivente.

     

    Cosa c’è da sapere...

    Possono fruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato.

    L’agevolazione spetta ai proprietari degli immobili e ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che sostengono le relative spese:

    • proprietari o nudi proprietari

    • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)

    • locatari o comodatari

    • soci di cooperative divise e indivise

    • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce

    • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

    Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

     

    Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.

    Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

    50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 750.000 lavoratori e pensionati.

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