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In caso di locazione dell’abitazione principale, gli interessi passivi del mutuo sono comunque detraibili?

In caso di locazione dell’abitazione principale, gli interessi passivi del mutuo sono comunque detraibili?
   

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

A marzo 2010 ho acquistato un immobile adibito ad abitazione  principale nel quale ho trasferito residenza  e domicilio. A gennaio dovrei affittare l’appartamento.

Se trasferisco la residenza in altro comune, perdo il diritto alla detrazione fiscale degli interessi passivi relativi al mutuo?
Grazie


       
       
   
 
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di 50&Più Caaf, invia una mail a:
comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

A norma dell'articolo 15, comma 1, lettera b) del TUIR, la detrazione Irpef, per interessi passivi sul mutuo stipulato per l'acquisto dell'abitazione principale spetta non oltre il periodo d'imposta nel corso del quale è variata la “dimora abituale”.

Concedendo l’immobile in locazione e trasferendo la residenza, sulla base di tale disposizione, non avrà diritto al beneficio della detrazione degli interessi. Tuttavia, se nei prossimi anni, l’unità immobiliare locata dovesse tornare ad essere utilizzata come abitazione principale, potrà ricominciare a fruire della detrazione in relazione agli interessi passivi inclusi nelle rate pagate, dal momento in cui l’immobile assumerà nuovamente la caratteristica di abitazione principale, in quanto come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, la continuità non è un requisito richiesto per fruire della detrazione in argomento (circolare 55/E del 14 giugno 2001, paragrafo 1.3.1).

 

COSA C’E’ DA SAPERE...

In linea di principio, il mancato utilizzo dell’immobile a titolo di abitazione principale, causa la decadenza dei benefici fiscali relativi alla detrazione degli interessi passivi. Sono, ad ogni modo, previste delle eccezioni, a seconda delle motivazioni per le quali si è verificata la variazione di utilizzo:

 

1) Trasferimento per motivi di lavoro: il diritto a fruire della detrazione per gli interessi passivi permane anche nel caso in cui il contribuente trasferisca la propria residenza in un comune limitrofo a quello in cui si trova la sede di lavoro, in quanto bisogna fare riferimento a variazioni dell’abitazione principale oggettivamente attribuibili all’attuale situazione lavorativa del contribuente, senza necessità che la nuova abitazione principale sia stabilita nel medesimo comune in cui si trova la sede di lavoro. Inoltre, l’amministrazione finanziaria sottolinea che potrà continuarsi a fruire della detrazione solo fintanto che sussistano i presupposti previsti per avvalersi della deroga, vale a dire, finché, permangono i “motivi di lavoro” che hanno determinato la variazione della dimora abituale. Se, pertanto, vengono meno le esigenze lavorative che hanno determinato lo spostamento della dimora abituale non troverà più applicazione la citata deroga, con la conseguenza che, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono venute meno le predette esigenze lavorative, il contribuente perderà il diritto alla detrazione degli interessi (Agenzia Entrate - Circolare 23 aprile 2010 n.21).

 

2) Personale delle forze armate e delle forze di polizia: il comma 2, articolo 66, della legge 342/2000 prevede, a favore del personale appartenente alle forze armate e di polizia a ordinamento militare, che gli interessi passivi derivanti dal mutuo ipotecario siano comunque detraibili per l'acquisto dell'unità abitativa (lettera b articolo 15 , Tuir), purché questa sia l'unica posseduta; soprattutto, in deroga al criterio ordinario, non è richiesto che essa venga adibita ad abitazione principale (Agenzia Entrate – Circolare 13 maggio 2011 , n. 20) . Tuttavia, in caso di cointestazione dell'immobile e del mutuo con il coniuge che non ha i medesimi requisiti lavorativi, la detrazione degli interessi passivi di competenza di quest'ultimo resta subordinata alla circostanza dell'utilizzo come abitazione principale; diversamente, il beneficio fiscale potrà essere conseguito soltanto dal contribuente militare per la quota di sua spettanza, non rilevando il fatto che il coniuge risulta essere fiscalmente a suo carico. Si evidenzia, infine, che la cessione in locazione dell'abitazione non costituisce pregiudizio al conseguimento della detrazione, qualora spettante.

 

3) Ricoveri permanenti in istituti: ai sensi dell'articolo 10, comma 3 bis, del Tuir, si considera “abitazione principale” ai fini Irpef quella nella quale il possessore o i suoi familiari dimorano abitualmente. Non rileva, quindi, la residenza anagrafica, ma la situazione di fatto (dimora abituale). La stessa disposizione di legge inoltre precisa che non si tiene conto del trasferimento della dimora se ciò dipende dal ricovero permanente in una casa di riposo. Anche in quest'ultimo caso non ha alcun rilievo il luogo in cui è posta la residenza anagrafica. Ne consegue che il trasferimento di residenza nella casa di riposo non comporta la perdita dell'agevolazione Irpef, a condizione ovviamente che la casa posseduta non sia locata.

 


Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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