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Se si ha un'unica abitazione di proprietà ma la residenza è presso altro immobile, occorre pagare l'Imu?

Se si ha un'unica abitazione di proprietà ma la residenza è presso altro immobile, occorre pagare l'Imu?

 

 

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

Vorrei avere un chiarimento circa l'Imu. Possiedo una prima abitazione nel comune di Roma dove io e il mio nucleo famigliare siamo stati residenti per oltre 5 anni dopo l'acquisto. A giugno di quest'anno abbiamo spostato la residenza in un altro immobile di proprietà di mia suocera. Siamo tenuti al pagamento dell'Imu come seconda casa?


Grazie per la vostra attenzione.

 



       
       
   
 
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RISPOSTA
Per la definizione di “abitazione principale”, ai fini della Tasi, il legislatore ha rimandato alle medesime disposizioni stabilite per l’Imu. La norma di riferimento è l’art. 13 del D.L. n. 201/2011 secondo il quale per abitazione principale si intende “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.”

Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze, in relazione al nucleo familiare, si applicano per un solo immobile. Il Decreto in sostanza richiede la contemporanea presenza sia della “residenza anagrafica” che della “dimora abituale” per il nucleo familiare ed al contempo prevede che se si possiedono due immobili nello stesso comune non si potrà usufruire dell’agevolazione per entrambi anche se marito e moglie hanno “diviso” le loro residenze.


Il legislatore però ha previsto dei particolari casi in cui è possibile derogare al principio generale su citato e, tra questi, la facoltà concessa ai Comuni di poter prevedere, nella propria delibera, che sia considerata “abitazione principale” anche l’unità immobiliare concessa in comodato a “parenti in linea retta, entro il primo grado” (genitori/figli) che utilizzano il suddetto immobile come “abitazione principale” per la sola quota di rendita non eccedente € 500, oppure se il comodatario appartiene ad un nucleo familiare con un ISEE non superiore a € 15.000 annui. L’agevolazione si applica limitatamente ad un solo immobile. Trattandosi di una “facoltà”, e non di un obbligo, è sempre necessario verificare se tale agevolazione è stata prevista nella delibera comunale.

 

Tornando la suo quesito poiché avete spostato la residenza e la dimora nell’immobile di proprietà di sua suocera, non potrà usufruire, ai fini Imu e Tasi, dei benefici fiscali previsti per la “prima casa” anche se l’immobile costituisce la sua unica abitazione di proprietà. Si evidenzia che il Comune di Roma, per l’anno 2015, ha previsto che sia considerata “abitazione principale” anche l’unità immobiliare concessa in comodato a “parenti in linea retta, entro il primo grado se il comodatario appartiene ad un nucleo familiare con un ISEE non superiore a € 15.000 annui e la utilizza come abitazione principale.

 

L’agevolazione spetta per una sola unità immobiliare e decorre dalla data di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle entrate. In questo caso è anche necessario presentare la dichiarazione Imu/Tasi entro il 30 giugno dell’anno successivo.  A meno che non possa usufruire della particolare agevolazione su indicata, poiché il trasferimento della residenza e della dimora è avvenuto nel mese di giugno, per la prima parte dell’anno dovrà assolvere le imposte considerando l’immobile come “abitazione principale” mentre, per la seconda parte dell’anno, dovrà effettuare il pagamento secondo l’aliquota ordinaria prevista dal Comune. In merito al numero dei mesi si ricorda che va conteggiato per intero il mese in cui il possesso e le condizioni per l’applicazione dell’imposta si verificano per almeno 15 giorni.

 

Ad esempio se il trasferimento della residenza è avvenuto il 20/6/2015 per 6 mesi potrà godere delle agevolazioni per l’abitazione principale e pagare la sola Tasi. Per i restanti 6 mesi dovrà assolvere l’Imu e la Tasi come “seconda casa”.

 


 

COSA C’E’ DA SAPERE...

La legge di Stabilità per il 2016, attualmente ancora all’esame del Parlamento, prevede l’abolizione della Tasi sulla prima casa e sulle sue pertinenze di categoria C2 (cantine) -C6 (posti auto) -C7 (tettoie e magazzini) limitatamente ad una per ciascuna categoria catastale.

 

Le case signorili, ville e castelli con categoria catastale A1-A8-A9 continueranno a pagare l'Imu, ma con un'aliquota base del 4 per mille e una detrazione di 200 euro. Inoltre, nell’attuale testo, è prevista anche l'abolizione della Tasi per gli inquilini che utilizzano l’immobile come abitazione principale. Per le abitazioni date in comodato d’uso ai figli o ai genitori l’esenzione dovrebbe spettare a condizione che il proprietario non possieda un altro immobile ad uso abitativo in Italia e nel 2015 abbia avuto la residenza nell’abitazione che vuole cedere al parente in linea retta entro il primo grado.


Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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