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Le spese sanitarie parzialmente rimborsate da una assicurazione possono essere detratte dal 730?

Le spese sanitarie parzialmente rimborsate da una assicurazione facoltativa possono essere detratte dal 730?

 

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

Le spese sanitarie sostenute durante l'anno, parzialmente rimborsate da una assicurazione facoltativa (Assistenza Sanitaria Integrativa) - della quale non faccio accenno nel 730 e non ne deduco la quota associativa - possono essere da me scaricate per intero sul 730, o devo dichiarare soltanto la parte di spesa rimasta effettivamente a mio carico al netto del parziale rimborso ottenuto?

Sull'argomento ho ascoltato pareri discordanti e vorrei quindi conoscere l'esatta interpretazione da un Vostro esperto.

Nel ringraziarvi, colgo l'occasione per salutare cordialmente.


       
       
   
 
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RISPOSTA

In generale qualsiasi spesa, per poter essere considerata detraibile o deducibile ai fini delle imposte sui redditi, deve essere stata sostenuta dal contribuente che intende detrarla o dedurla ed essere rimasta a carico dello stesso. Pertanto, in linea di principio le spese sanitarie rimborsate non sono detraibili o deducibili.

Tuttavia, l’art. 15, comma 1, lett. c) del Tuir, prevede una eccezione a detta regola. Infatti, secondo la predetta disposizione “Si considerano rimaste a carico del contribuente anche le spese rimborsate per effetto di contributi o premi di assicurazione da lui versati e per i quali non spetta la detrazione d'imposta o che non sono deducibili dal suo reddito complessivo né dai redditi che concorrono a formarlo. Si considerano, altresì, rimaste a carico del contribuente le spese rimborsate per effetto di contributi o premi che, pur essendo versati da altri, concorrono a formare il suo reddito, salvo che il datore di lavoro ne abbia riconosciuto la detrazione in sede di ritenuta”.

 

Pertanto, secondo la predetta disposizione, il contribuente ha diritto alla detrazione o deduzione fiscale della spesa sanitaria sostenuta anche nel caso in cui la stessa sia stata rimborsata, qualora il rimborso sia riconducibile a contributi o premi per i quali non è prevista la detraibilità o la deducibilità o che, essendo versati da altri (ad esempio, il datore di lavoro) concorrono formare il suo reddito (di lavoro).

 

In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che “non appare rilevante la circostanza che il contribuente si sia o meno effettivamente avvalso per i contributi in parola delle agevolazioni fiscali spettanti”, rinunciando alla detrazione o deduzione dei contributi o premi, perché è la deducibilità o detraibilità in astratto del contributo o premio a costituire il presupposto per la detrazione o deduzione dell’intero ammontare della spesa sanitaria, ancorché rimborsata.

 

Si ricorda che, secondo le vigenti disposizioni fiscali, sono deducibili dal reddito complessivo del contribuente i “contributi versati, fino ad un massimo di euro 3.615,20, ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale istituiti o adeguati ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della salute” (art. 10, comma 1, lett. e – ter), Tuir) e che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente “ … i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all'articolo 10, comma 1, lettera e - ter), per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera e - ter)”(art. 51, comma 2, lett. a) Tuir).

 

A tale proposito è importante richiamare la Risoluzione 23.05.2003 n. 114/E, con la quale è stata estesa la deducibilità fiscale anche ai contributi versati dai pensionati a Casse di assistenza sanitaria istituite da appositi accordi collettivi, che prevedono la possibilità per gli ex lavoratori, che a tali Casse hanno aderito durante il rapporto di lavoro, di rimanervi iscritti anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, continuando a corrispondere in proprio il contributo previsto.

Tuttavia, la stessa Agenzia delle Entrate ha anche precisato che i contributi versati da parte degli ex lavoratori non sono deducibili dal reddito complessivo qualora il meccanismo di funzionamento del fondo preveda, in favore del pensionato, un versamento contributivo anche da parte dell’ex datore di lavoro e non sia possibile rinvenire un collegamento diretto tra il versamento stesso e la posizione di ogni singolo pensionato (Risoluzione 28.05.2004 n. 78), con la conseguenza che, in questo caso particolare, le spese sanitarie sostenute, anche se rimborsate, in tutto o in parte, dal Fondo di appartenenza, risultano detraibili/deducibili.

 

In linea con tale orientamento, sempre con riferimento al medesimo caso (presenza di versamenti alla Cassa dell’ex datore di lavoro per i quali non sia possibile rinvenire un collegamento diretto con la posizione del singolo iscritto), è stato anche precisato che, qualora il Fondo, per effetto dei contributi versati, rimborsi al dirigente in pensione anche le spese mediche sostenute dal familiare non a carico, dette spese sono interamente detraibili/deducibili da parte dello stesso familiare che le ha sostenute (Circolare 23.04.2010 n. 21, risposta 4.8).

 

Tornando alla sua domanda ne discende che qualora il rimborso sia riconducibile a Fondi integrativi del Servizio Sanitario nazionale o Casse sanitarie la cui contribuzione è deducibile dal reddito, le spese sanitarie rimborsate per effetto dei predetti contributi o premi non saranno detraibili o deducibili. Viceversa, nel caso in cui il premio o il contributo non sia detraibile o deducibile fiscalmente (ed esempio, nel caso di polizza sanitaria stipulata dal contribuente, ovvero nel caso considerato dalla precitata risoluzione 78/E del 2004), oppure abbia concorso a formare il reddito di lavoro, l’eventuale rimborso risulta fiscalmente irrilevante ed il contribuente assicurato o comunque indennizzato (o il familiare non fiscalmente a carico) potrà detrarre o dedurre l’intero ammontare della spesa sanitaria sostenuta, ancorché rimborsata.

 

Infine, non può sottacersi che sul piano pratico, per effetto delle summenzionate interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate, tendenti a sottrarre singoli casi dall’applicazione della regola generale, si è spesso ingenerata molta confusione negli operatori chiamati a compilare le dichiarazioni dei redditi, a causa della difficoltà, per non dire impossibilità da parte degli stessi, di poter conoscere il meccanismo contributivo del singolo Fondo o Cassa (con effetto sulla detraibilità o meno delle spese sanitarie rimborsate), in mancanza di una esplicita presa di posizione da parte dello stesso Fondo o Cassa sanitaria, mediante apposite circolari o indicazioni ufficiali ai propri iscritti.

 

COSA C’E’ DA SAPERE...

Non possono essere detratte o dedotte le spese sanitarie sostenute e rimborsate nello stesso anno, come ad esempio:

- le spese risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto, nel caso di danni alla persona arrecati da terzi;

- le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o ente pensionistico o dal contribuente a enti o casse con fine esclusivamente assistenziale, sulla base di contratti, accordi o regolamenti aziendali, e che, fino all’importo complessivo di 3.615,20 euro, non hanno contribuito a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente.

Possono, invece, essere indicate le spese rimaste a carico del contribuente, come per esempio:

- le spese sanitarie rimborsate per effetto di premi di assicurazioni sanitarie  versati (per i quali non spetta la detrazione d’imposta del 19 per cento);

- le spese sanitarie rimborsate sulla base di assicurazioni sanitarie stipulate dal datore di lavoro o ente pensionistico o pagate direttamente dallo stesso con o senza trattenuta a carico del dipendente.


Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci


Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi
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