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SCACCHI per eccellere

Tre anni fa, il Parlamento Europeo ha raccomandato gli scacchi a scuola anche perché il rendimento aumenterebbe in media fino al 17%. In Spagna lo stanno facendo.
 
Articolo di Sadìa Maccari, tratto dalla rivista 50&Più di settembre

TUTTI IN CLASSE CON GLI SCACCHI. In Spagna, da quest’anno per legge. Lo sanno bene i membri del parlamento locale che hanno fatto quadrato intorno alla scacchiera, su proposta del socialista Pablo Martìn, che ha perorato la causa degli scacchi come disciplina di studio. E l’ha spuntata, forte dell’appoggio trasversale di nazionalisti baschi e popolari. Secondo i primi è infatti «un investimento strategico per il futuro», mentre i secondi la ritengono «un’appassionante disciplina sportiva nell’ambito educativo».

In Italia, per ora, tutto tace ma tra la Federscacchi (Fsi) e il Miur (Ministero dell’Università e della Ricerca) c’è un protocollo di intesa per cui, da questo mese, i ragazzi delle medie potranno accedere a una piattaforma gratuita sulla quale imparare, perfezionarsi e giocare cliccando sul sito www.federscacchi.it. Un primo risultato, se si pensa che è dal 2001 che da noi c’è chi sta lavorando per introdurre questa materia nella scuola, senza grande fortuna. Eppure sarebbe un ottimo traguardo, almeno a giudicare da studi tedeschi per i quali gli alunni scacchisti avrebbero un rendimento scolastico superiore del 17%. Questo perché gli scacchi aguzzano l’ingegno, aiutano a decidere sotto pressione, migliorano la capacità di concentrazione. Provando a spingersi avanti, dunque, già nel 2014 la Federazione Scacchistica Italiana e il Movimento sportivo popolare avevano formato 700 insegnanti pronti a divulgare l’uso pedagogico di questa disciplina, mentre da tempo stanno aumentando i corsi presso le sedi Coni rivolti agli insegnanti. Intanto, come detto, in Spagna è già realtà con le Cortes - le loro Camere - che hanno chiesto compatte al governo di Mariano Rajoy di dotare i ragazzi di tutto il necessario. Re, regine, cavalli, pedoni, torri e alfieri. Scacchiera compresa. Senza trascurare - come ha ricordato il socialista Martìn - che si tratta di un’attività che potenzia «capacità strategiche e mnemoniche, rapidità decisionale, con un costo economico contenuto ». Il che non guasta. Ne sono convinti anche gli esperti delle Università di Lérida e Girona, secondo i quali l’introduzione nelle scuole, come materia, permetterebbe di migliorare i risultati in matematica e nella lettura: due discipline in cui gli spagnoli mostrerebbero le maggiori carenze, almeno a giudicare dagli indici del Rapporto Pisa, il programma di valutazione internazionale degli studenti. Bobby Fisher, storico scacchista statunitense, nel lontano 1953, a 10 anni, disse: «Che ci vado a fare a scuola se là non insegnano gli scacchi? ». Oggi, in Spagna, si sarebbe ricreduto.


DANTE, IL GIOCATORE?
Il sommo poeta e la scacchiera
Che gli scacchi siano disciplina antica è certo. Sembra che anche il sommo poeta ne fosse estimatore. Quest’anno, in cui ricorre il 750° dalla nascita di Dante Alighieri, si torna a parlare del suo rapporto con re, regine e alfieri. Pare proprio che nel Paradiso, Canto XXVIII, versi 91- 93, ci sia traccia della sua conoscenza di questo gioco. L’occasione è il dibattito sul numero degli angeli, all’epoca assai sentito, che egli sviluppa così in questa terzina: «Lo incendio lor seguiva ogni scintilla; / Ed eran tante, che il numero loro / Più che il doppiar degli scacchi s’immilla ». Come a dire che il numero degli angeli fosse infinito.

A conferma di tale propensione per la scacchiera, le parole dello stesso Nicola Zingarelli - padre dell’omonimo vocabolario - che attribuisce a Dante: «esperienza in ordine alla conoscenza del gioco e delle proprietà numeriche della scacchiera». Un amore, quello dei fiorentini per gli scacchi, confermato dal Villani (1280-1348) nella sua Cronica,in cui parla dell’arabo Buzzecca che, proprio nel 1265, sfidò tre giocatori in piazza.

GIUSTO PER COMINCIARE
Storia di un gioco e dei suoi appassionati
Gli scacchi, la loro storia sino ai giorni nostri in Imparo gli scacchi, il libro di Adolivio Capece (Ed. Freemedia). Un manuale, in formato ebook e presto in stampa, col racconto delle celebrità di tutti i tempi accomunate da questa passione ideale per chi inizia e chi voglia migliorarsi.

Secondo alcuni studi scientifici, la pratica degli scacchi può rivelarsi assai utile come ginnastica mentale per frenare lo sviluppo di malattie come l’Alzheimer.




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