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Con meno SPRECHI meno tasse

Ricerca Ufficio Studi Confcommercio: i servizi pubblici locali in Italia potrebbero costare poco più di 102 miliardi di euro contro gli attuali 174. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan conferma la riduzione della tassazione annunciata dal presidente del Consiglio Renzi.

"La riduzione delle inefficienze e degli sprechi nelle Amministrazioni pubbliche è la condizione necessari­a, sebbene non sufficiente, per intraprendere un percorso di graduale, sicura e generalizzata riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese". E' la conclusione contenuta nel Rapporto dell'Ufficio Studi Confcommercio "La spesa pubblica locale", presentato nell'ambito del convegno "Meno tasse meno spesa, binomio della ripresa" . Dalla ricerca emerge che la regione con la minore spesa pro capite in assoluto (2.963 euro) è la Puglia, seguita dalla Lombardia (2.579 euro) e dalla Campania (2.676 euro). La spesa massima è appannaggio della Val d'Aosta (6.943 euro), che precede Trentino Alto Adige e Sardegna.

Si tratta di un quadro piuttosto eterogeneo, in cui le Regioni a statuto speciale spendono ben più delle altre: mediamente 3.814 euro, cioè il 28,7% sopra la media nazionale e il 36% in più rispetto alle Regioni a statuto ordinario (2.812 euro). Inoltre, tre Regioni a statuto ordinario più piccole, Umbria, Molise e Basilicata, presentano una spesa media (3.137 euro) del 5,8% superiore alla media. In ogni caso emerge che la spesa locale è in qualche misura soggetta a economie di scala: maggiore è la popolazione servita, minore è il costo pro capite.

Secondo l'Ufficio Studi Confcommercio ai livelli attuali dei servizi pubblici si potrebbero risparmiare più di 74 miliardi di euro. In altre parole, ai prezzi della Lombardia (la Regione benchmark per il calcolo degli sprechi perché presenta livelli di servizio superiori a tutte le altre Regioni) i servizi pubblici locali in Italia potrebbero costare 102,3 miliardi di euro. Tolto il 70% che andrebbe reinvestito nel miglioramento dei servizi stessi, resterebbero quasi 23 miliardi di euro di potenziali risparmi netti, pari al 13% della spesa attuale.

Sangalli: “Ridurre di 1 punto percentuale ciascuna delle attuali 5 aliquote Irpef

“Con le risorse dalla lotta agli sprechi e alle inefficienze si potrebbe ridurre di 1 punto percentuale ciascuna delle attuali 5 aliquote Irpef. "Un intervento – ha specificato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli - che costerebbe complessivamente poco meno di 8 miliardi di euro". E che sarebbe benedetto perché "questa pressione fiscale a livelli record è un carico insopportabile per le famiglie e le imprese ed è incompatibile con qualsiasi realistica possibilità di crescita del Paese". Ci sono oggi nel Paese "segnali di ripresa effettiva, seppure timida". Ma questa ripresa "va consolidata e va scongiurata in tutti i modi l'attivazione delle clausole di salvaguardia che comporterebbe un aggravio di 70 miliardi di tasse in più nei prossimi tre anni”. Quello che serve "pochi tributi semplici da pagare, riduzione generalizzata delle aliquote Irpef, adozione di fabbisogni e costi standard".

Padoan: “Il taglio delle tasse deve essere credibile e permanente”

“La strategia della riduzione del peso fiscale è iniziata nel 2014 con gli 80 euro, prosegue quest’anno e proseguirà fino al 2018”, ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, intervenendo al convegno di Confcommercio. “Si tratta di un piano pluriennale volto a migliorare il benessere dei cittadini e a facilitare la vita delle imprese”. Ma “il taglio delle tasse deve essere credibile e permanente, deve avere quindi coperture adeguate” . Per questo la spanding review deve essere un processo continuo di miglioramento della spesa”.

All’interno di questo quadro il Ministro ha confermato il cronoprogramma della riduzione della pressione fiscale annunciata dal premier Renzi che prevede l’abolizione della tassa sulla prima casa, sull’Imu agricola e sui macchinari “imbullonati” a partire dal 2016, interventi su Ires e Irap dal 2017 e misure sugli scaglioni Irpef dal 2018 (il piano vale 45 miliardi di euro in tre anni) . “Se non avessi condiviso prima dell'annuncio del presidente del Consiglio Renzi queste misure sarei qui oggi, ma con un altro mestiere" ha detto il Ministro, che ha assicurato: “Non è un annuncio estemporaneo, ma un altro passo di una strategia messa in atto da tempo”. Il ministro ha anche rassicurato sull’innesco delle clausole di salvaguardia nel 2016: “Non ci sarà, i tagli di spesa sono previsti”.

Per saperne di Più: 
www.confcommercio.it

L.B.



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