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Spese di ristrutturazione parti condominiali: il condòmino può recuperare la prima rata non portata in detrazione nel modello 730/2014?

Spese di ristrutturazione parti condominiali: il condòmino può recuperare la prima rata non portata in detrazione nel modello 730/2014?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

L’anno scorso ho dimenticato di inserire nel mod. 730/2014 la prima quota per le spese di manutenzione sostenute per  le parti condominiali della seconda casa, posso farlo nel 730/2015 partendo dalla seconda quota (perdendo quindi solo  la prima pari ad 1/10)? 

Grazie anticipatamente.


       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

La detrazione delle spese di ristrutturazione (articolo 16-bis Tuir) sulle parti comuni condominiali è conseguibile a decorrere dall'anno di effettuazione del bonifico bancario da parte dell'amministratore.

Nel suo caso specifico, la detrazione della prima delle dieci rate andava inserita nel modello 730/2014 con riferimento al periodo d'imposta 2013. In ogni caso, il beneficio della prima rata non sarà perso, in quanto per recuperare la rata dimenticata lei potrà alternativamente presentare:

  • una istanza di rimborso, ai sensi dell’articolo 38, del D.P.R. n. 602 del 1973 (Cir. n. 95/E/2000 paragrafo 2.1.2);

  • una dichiarazione integrativa a favore mediante l'utilizzo del modello Unico persone fisiche 2014 da presentare entro il 30 settembre 2015, così come previsto dall’art. 2, co. 8-bis del D.P.R. n. 322/1998, e precisato dalla Cir. n. 6/E del 25.01.2002.

COSA C'E' DA SAPERE…

Nella Circolare 19/E/2012 alla risposta 1.4 viene ribadito quanto indicato nella Circolare del 1° giugno 1999, n. 122/E, al par. 4.6, ovvero che il condòmino potrà fruire della detrazione per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, se in possesso della certificazione dell’amministratore del condominio che attesti: di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti ai fini della detrazione, di essere in possesso della documentazione originale e la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione È necessario, inoltre, che l’amministratore conservi tutta la documentazione originale, così come individuata dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 2 novembre 2011 al fine di esibirla a richiesta degli uffici.

La Circolare 11/2014 ha disposto l’obbligo di richiesta di attribuzione del codice fiscale del condominio per fruire della detrazione per lavori su parti comuni degli edifici; in presenza di un “condominio minimo”, edificio composto da un numero non superiore a otto condomini (prima delle modifiche apportate dalla legge n. 220 del 2012 all’articolo 1129 c.c. il riferimento era a quattro condomini), risulteranno comunque applicabili le norme civilistiche sul condominio, ne discende che, al fine di beneficiare della detrazione per i lavori di ristrutturazione delle parti comuni prevista dall’articolo 16-bis del TUIR, i condòmini che, non avendone l'obbligo, non abbiano nominato un amministratore dovranno obbligatoriamente richiedere il codice fiscale ed eseguire tutti gli adempimenti previsti dalla richiamata disposizione a nome del condominio stesso pena la decadenza dal diritto alla detrazione.

Con riguardo alla detrazione per la ristrutturazione edilizia, ciascun contribuente ha diritto ad una quota di detrazione annuale spettante fino a concorrenza dell'imposta lorda dovuta per l'anno in questione. Si evidenzia che l'importo eccedente non può essere richiesto a rimborso, né può essere conteggiato in diminuzione dell'imposta dovuta per l'anno successivo. Per gli anni in cui non si ha reddito, la detrazione sarà persa.

Gli esperti di 
50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono: Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo MelucciQuesta rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 750.000 lavoratori e pensionati.

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