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Benzina: CORSA inarrestabile
Sempre più vicino il record di 2 euro al litro. Le associazioni dei consumatori avanzano la possibilità di un’accisa mobile che diminuisce quando il costo del petrolio aumenta.

Sembra inarrestabile la corsa del prezzo della benzina: aumentano le quotazioni nel mercato del Mediterraneo (seppur ancora lontane dai picchi del 2008) e di conseguenza aumenta anche il prezzo alla pompa. Secondo le rilevazioni quotidiane di Staffetta Quotidiana, le medie ponderate nazionali salgono a 1,826 euro/litro per la benzina (+0,8 centesimi) e a 1,761 euro/litro per il diesel (+0,2 centesimi). Gpl Eni fermo a 0,844 euro/litro in media nazionale, prezzi del metano auto fermi in media a 0,95 euro/kg.

A determinare gli aumenti delle medie sono i rialzi di Eni, IP, ed Esso, in particolate ha messo a segno il diciassettesimo rialzo dell’anno: +0,7 centesimi sulla benzina (media nazionale Eni calcolata dalla Staffetta a 1,830 euro/litro), +0,4 centesimi sul diesel (media a 1,766 euro/litro).

Stando così le cose, il record di 2 euro al litro non sembra così lontano. La colpa – seco
ndo Federconsumatori e Adusbef – è, non soltanto l’aumento della tassazione ma anche, e soprattutto, la mancata liberalizzazione del settore. Rosario Trefiletti ed Elio LAnnutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, si dicono “fortemente preoccupati, inoltre, dalle gravi tensioni del petrolio sui mercati internazionali, che rischiano di trascinare i prezzi ancora al rialzo”. Per questo è necessario intervenire urgentemente: applicando l’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta e impedendo che l’IVA cresca ulteriormente da settembre.

Per il Codacons “oggi un pieno di benzina costa 13,65 euro in più rispetto allo scorso anno. Nel 2011, infatti, ai primi di marzo la verde con servizio si pagava 1,554 euro/litro, ossia 27,3 centesimi in meno al litro. Considerando due pieni di carburante al mese, si tratta di una stangata mensile aggiuntiva pari a 27,3 euro e di una stangata annua pari a 327 euro e 60 centesimi. Un guadagno miliardario anche per il Governo che, di sola Iva, senza considerare le accise, guadagna per ogni litro di verde 31,70 centesimi di euro al litro contro i 25,90 centesimi che guadagnava lo scorso anno, ossia 2 euro e 90 centesimi in più a pieno ed oltre 69 euro in più all’anno per ogni automobilista italiano. Che sia per questo che il Governo non muove un dito per bloccare queste ingiustificate speculazioni sui prezzi dei carburanti?”.

Anche Faib Confesercenti sostiene che “sulla rete carburanti la situazione sta diventando drammatica”. Contestualmente la Federazione lancia l’allarme sui rischi connessi al caro-carburanti come le ripercussioni che potrebbe determinare sulla filiera della mobilità e su tutto il mondo produttivo, con una spinta inflazionistica che vanificherebbe i sacrifici degli italiani.

 “Lo Stato intervenga – si legge nella nota – attraverso la sua controllata Eni per calmierare il mercato, prevedendo un sistema di accise mobili e sterilizzando l’Iva. E’ improcrastinabile, inoltre, un decreto per la parziale defiscalizzazione dei carburanti nelle aree transfrontaliere, dove si scontano differenze di prezzi a doppia cifra e le stazioni di servizio italiane rischiano la chiusura con grave perdita per le casse dello Stato e per i servizi ai cittadini che per fare rifornimento dovranno recarsi oltre confine”.

Da: Helpconsumatori (www.helpconsumatori.it/)
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