Cerca
Registrazione   |  Login
Percorso di navigazione > Home > Notizie


26
AUSCHWITZ: addio al memoriale degli italiani


«L’opera d’arte, realizzata nel 1979 per commemorare i deportati italiani nel lager nazista, verrà trasferita a Firenze. Chiusa al pubblico da tre anni, l’istallazione sarà smontata e riproposta in tutt’altro contesto. Spezzando per sempre il legame con i luoghi dove, come diceva Primo Levi, “si è toccato il fondo delle barbarie”».

 

Articolo tratto dalla Rivista 50&Più, numero di gennaio 2015

 

di Giovanna Dall'Ongaro

 

«In questo luogo, dove noi innocenti siamo stati uccisi, si è toccato il fondo delle barbarie». Fino a poco tempo fa a chi leggeva le parole di Primo Levi non veniva richiesto il minimo sforzo di immaginazione, nessuna capacità di astrazione. Perché chi scorreva questo testo, necessariamente, doveva trovarsi esattamente lì dove la crudeltà umana aveva toccato il suo apice: nel campo di concentramento di Auschwitz. La toccante testimonianza di Primo Levi accompagnava, infatti, il visitatore all’interno del Memoriale Italiano nel Blocco 21 del lager nazista, convertito in un museo della memoria. D’ora in poi non sarà più così. L’opera realizzata nel 1979 in ricordo dei deportati italiani, una lunga spirale dipinta da Pupino Samonà, sarà infatti trasferita a Firenze dove inevitabilmente il testo assumerà un imprevisto valore simbolico. Dopo anni di trattative con la Direzione del Museo polacco e con il governo del Paese che avevano deciso il suo smantellamento, si è finalmente trovata la nuova destinazione: gli spazi del gigantesco centro d’arte contemporanea “Ex3” del capoluogo toscano. Lo smontaggio è affidato alle mani esperte dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma e dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, una garanzia per l’integrità fisica dell’opera. Ma altre preoccupazioni rimangono: che significato assumerà il Memoriale fuori dal suo contesto? A chi si rivolgerà? Il messaggio manterrà la forza originale?

 

A Dario Venegoni, vicepresidente dell’Aned, l’Associazione Nazionale degli Ex Deportati politici nei campi nazisti proprietaria dell’opera, abbiamo chiesto di spiegarci le ragioni che hanno portato a quello che lui stesso ha definito un “amaro epilogo”.

 

Innanzitutto, cos’è il Memoriale degli Italiani?

È a tutti gli effetti un’opera d’arte. Come tale, infatti, era stata concepita dalle persone che lavorarono alla sua realizzazione: l’architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso, lo scrittore Primo Levi, il pittore Pupino Samonà, il poeta e regista Nelo Risi, il musicista Luigi Nono, che affiancarono gli ex deportati allora al vertice dell’Aned, a cominciare da Gianfranco Maris, Teo Ducci e altri. A tutti costoro l’arte sembrò il linguaggio più adatto per descrivere l’indescrivibile. Il modo più efficace per coinvolgere emotivamente il visitatore. Così, nel 1980, venne inaugurato quello che può essere definito uno dei primi esempi di istallazione multimediale. Dove si alternano i dipinti di Pupino Samonà, la musica di Luigi Nono intitolata “Ricorda cosa ti hanno fatto” in Auschwitz, e i testi di Primo Levi.

 

Ma è proprio l’aspetto artistico a essere stato criticato dal governo polacco che preferirebbe invece “una rappresentazione didattica e pedagogica dei fatti’’… È questa la ragione per cui si è voluto smantellare il Memoriale?

Non solo. Nella decisione immaginiamo possano aver pesato anche altre valutazioni. Dopo il 1989 la Polonia ha iniziato una sistematica, e anche comprensibile, operazione di revisione del suo passato, con l’intento di liberarsi delle tracce lasciate dal regime comunista. Tra i dipinti del Memoriale compaiono anche un volto di Gramsci e una falce e martello che hanno urtato la sensibilità dei politici revisionisti. Ma il Memoriale è frutto della creatività di menti di tale levatura da essere difficilmente etichettate sotto una bandiera politica di partito. Un personaggio come Primo Levi può forse venire liquidato come comunista e la sua valenza culturale venire cancellata da un disegno politico di censura del passato? Noi riteniamo di no.

 

Cosa perderà il Memoriale nel trasferimento?

Quest’opera d’arte, ma il discorso vale per tutte le opere d’arte, è fortemente legata al contesto in cui è stata concepita. Tutto, a partire dalle dimensioni, è stato pensato in funzione del Blocco 21 di Auschwitz e non di altri luoghi. L’impatto sul visitatore sarà senz’altro diverso, quindi, se dalle finestre del Blocco, che dovevano rimanere necessariamente aperte, non si vedranno più gli scorci del campo di sterminio e se verrà impedito così il dialogo fortemente voluto tra il dentro e il fuori. Certamente Alberico Barbiano di Belgiojoso, figlio di Lodovico, cercherà di limitare il più possibile la perdita oggettiva dovuta al trasferimento. Ma il Memoriale sarà un’altra cosa. Non so immaginare quale sarà il suo impatto sui visitatori a Firenze. Senza dubbio sarà diverso da quello che avrebbe avuto ad Auschwitz.

 

A chi è dedicato il Memoriale?

Il Memoriale, così come è stato esplicitamente indicato da Primo Levi nel testo introduttivo, è dedicato a tutte le persone che sono state perseguitate dal regime nazista e fascista. Tra questi c’è un’alta percentuale di ebrei, vittime delle persecuzioni razziste, ma ci sono moltissimi dissidenti politici. Quasi mille italiani non ebrei finirono ad Auschwitz. È bene ricordarlo, così come è doveroso individuare le vere origini storiche delle deportazioni. Lo dice esplicitamente Primo Levi: Auschwitz è il punto di arrivo di un percorso iniziato in Italia con le violenze squadriste fasciste contro i lavoratori e i dissidenti politici. Esiste un filo rosso che unisce quelle repressioni agli orrori dei lager. Se non si prende coscienza di questo e se ci si limita ad attribuire le colpe dell’Italia alla deriva antisemita delle leggi razziali del ‘38 si compie un errore storico. La Shoah ha un ruolo essenziale e una drammatica specificità nella storia dei lager, ma sono convinto che non possa raccontarne tutta la storia. Ne trovo conferma anche nella stessa vicenda della mia famiglia.

 

Ce la può raccontare?

Quando furono varate da Mussolini le leggi antiebraiche, nel 1938, mio padre, dirigente comunista che cercava di ricostruire il sindacato alla Fiat, aveva appena finito di scontare i dieci anni di galera inflittigli dal Tribunale speciale fascista per la sua attività politica. Nello stesso processo venne condannato a sei anni un operaio umbro, Nello Buono. Questo signore, che dopo varie vicissitudini si era arruolato nella resistenza, nel ‘44 fu deportato prima a Mauthausen e di lì ad Auschwitz per smontare gli impianti del campo prima che arrivassero le truppe sovietiche. Le sue tracce si perdono nella terribile marcia di evacuazione nel gennaio 1945, nel corso della quale morì, con migliaia di altri, ebrei e non ebrei. Il Memoriale degli Italiani, ma soprattutto la storia, non possono dimenticarsi di uomini che, come lui, hanno combattuto vent’anni contro il fascismo e sono morti in un lager.

 

Stampa

 


AREA RISERVATA 50&PIU' CARD
Sconti e agevolazioni su tutti i servizi riservati ai soci.

COMMUNITY
Accedi allo spazio di incontro, informazioni e proposte.
COLLEGAMENTI UTILI
Accedi alla pagina dedicata ai link di maggiore interesse.

In Primo piano

Nuova sede del Patronato 50&PiùEnasco a Ottawa

Premiato con l'Aquila d'oro, l'imprenditore italo-canadese Angelo Filoso


Legge di bilancio 2019: misure e costi annunciati

Tanti i nodi da sciogliere per il nuovo esecutivo: dalla Flat Tax al reddito di cittadinanza, dalla riforma delle pensioni agli impegni con l’Europa


A Venezia il Trofeo delle Olimpiadi 50&Più

Lecce, scende di un gradino e si classifica seconda, al terzo posto la squadra di Belluno. VIDEO


Al via la 25° edizione delle Olimpiadi 50&Più

Gabriella Dorio e Marcello Guarducci accendono il braciere olimpico e agli atleti dicono: "Non fermatevi mai!"


Archivio News


 Forse ti interessano
 anche notizie su...
LAVORO e PREVIDENZA
Assistenza e sanità, sicurezza, pensioni e contributi  (...)

 TEMPO LIBERO
Arte e cultura, viaggi e turismo, scienza e tecnologia (...)

 COSTUME e SOCIETA'
Eventi, salute e benessere, novità per gli over 50, anniversari  (...)

ECONOMIA e FINANZA
Fisco, consumi e tariffe, trasporti, energia e ambiente (...)


 
Per ogni informazione contatta.il nostro numero verde.
La telefonata è gratuita da tutta Italia.