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Unico immobile di proprietà: ha ragione il comune a chiedere il pagamento dell'Imu? Sì, se non vi è residenza e dimora

Unico immobile di proprietà: ha ragione il comune a chiedere il pagamento dell'Imu? Sì, se non vi è residenza e dimora

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA

Io e mia moglie, residenti presso le case dei rispettivi genitori, abbiamo acquistato la nostra unica casa con rogito effettuato il 30 aprile us, ma abbiamo preso la residenza anagrafica in questa casa solo il 4 settembre. Secondo il comune per i 4 mesi (maggio, giugno, luglio e agosto) in cui non avevamo la residenza anagrafica, dovremmo pagare l'Imu come seconda casa, pari a 300 euro. Di fatto è divenuta da subito la nostra dimora in quanto il primo giorno utile (il 2 maggio) abbiamo effettuato la voltura sui contratti di luce e gas. Tra l'altro il comune ci ha fatto pagare la Tasi come prima casa. Come dobbiamo comportarci?

Grazie 


       
       
   
 
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comunicazione.esterna@50epiu.it

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RISPOSTA

Occorre anzitutto premettere che dal 1° gennaio 2014 la prima casa è esente da IMU e sconta la sola TASI ad eccezione delle abitazioni cosiddette di “lusso”, classificate nelle categorie catastali A/1 – A/8 - A/9, che sono soggette sia ad IMU che a TASI secondo le previsioni delle delibere dei rispettivi Comuni.

In merito alla corretta definizione della “prima casa” il D.L. 201/2011, in materia di IMU, prevede espressamente la seguente definizione: “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”.

Il Legislatore in pratica evidenzia, per il possessore ed il suo nucleo familiare, la necessità della presenza di entrambi i seguenti requisiti:

- la dimora abituale;

- la residenza anagrafica.

Ai fini TASI, per l’abitazione principale, valgano gli stessi criteri previsti ai fini IMU e sarà pertanto necessario, anche in questo caso, il doppio requisito della residenza e dimora abituale.

Tornando al suo quesito si ritiene che la richiesta del Comune, per i quattro mesi in cui non ha avuto la residenza anagrafica nell’immobile, non possa essere contestata stante l’espressa previsione normativa.

Per gli stessi quattro mesi, però, anche riguardo alla TASI l’immobile non aveva i requisiti per essere considerato “prima casa”. Tenuto conto che, nella generalità dei casi, ai fini TASI l’abitazione principale sconta un’aliquota più alta degli altri immobili (in quanto soggetti già ad IMU) nel suo caso specifico le consigliamo di verificare l’importo di TASI effettivamente dovuto per l’intero anno vista la possibilità di conguagliare eventuali differenze nella rata di saldo in scadenza il prossimo 16 dicembre.


COSA C'E' DA SAPERE…
Secondo le prime anticipazioni dal prossimo anno la TASI e l’IMU dovrebbero essere sostituite da una nuova imposta patrimoniale la local tax. L'obiettivo è di accorpare in una tassa immobiliare unica una serie di gettiti di circa 30 miliardi di euro e che comprendono Imu, Tasi e una serie di tributi minori. La local tax, che dovrebbe essere inserita nella Legge di Stabilità, sarà caratterizzata da regole più semplici e lineari rispetto a quelle attuali che hanno creato notevoli disagi sia ai contribuenti sia agli addetti ai lavori. Sarà prevista un’aliquota base, che i Comuni potranno differenziare secondo le caratteristiche degli immobili, ed una detrazione fissa per l'abitazione principale.

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:

Cinzia Calabrese, Marco Chiudioni, Ada Martino, Romeo MelucciQuesta rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 750.000 lavoratori e pensionati.

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