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MALTEMPO: rincari e danni
Per il riscaldamento pagheremo 35 euro all’anno in più. Al mese 20 euro in più per i generi alimentari. Intanto si cominciano a contare i danni in agricoltura  che ammontano a 50 milioni di euro al giorno.

Rincari? il nuovo anno ha debutto con l’aumento delle bollette dell’energia elettrica e del gas, i continui record del prezzo del carburante, senza contare il rialzo delle tariffe autostradali e quello di alcuni generi alimentari come il caffè (+0,5%, +16,5% rispetto a gennaio 2011) e dello zucchero (+0,3%, +15,9% su base annua), come rileva l’Istat. Ma i rincari sono stati generali: a gennaio 2012, sempre secondo l’Istat, l’aumento dei prezzi dei prodotti maggiormente consumati dalle famiglie (dal cibo ai carburanti) supera il tasso di inflazione. Il carrello della spesa costa agli Italiani il 4,2% in più, mentre l'inflazione si attesta al 3,2%. A conti fatti, secondo Federconsumatori spenderemo 928 euro annui.

Riscaldamento: 135 euro in più all’anno
Rispetto a gennaio il consumo di gas a causa del freddo è aumentato del 30%. Mediamente ogni famiglia consuma all’anno 1400 metri cubi di gas, se le temperature continueranno a mantenersi molto basse per ancora qualche giorno, ci sarà bisogno di 150 metri cubi aggiuntivi che a livello di spesa corrispondono a 135 euro in più all’anno, come ha spiegato Mauro Zanini, vicepresidente di Federconsumatori al quotidiano la Repubblica.

La benzina supera il latte
L’aumento del prezzo della benzina sui generi alimentari ha ricadute indirette di circa 87 euro, secondo i calcoli di Federcosumatori. Questo accade perché, come sottolinea Coldiretti, l’88% delle merci in Italia viaggia su gomma. Siamo legati all’autotrasporto a doppio filo, un esempio lo abbiamo visto con l’ultimo sciopero che ha paralizzato tutto il Paese. Il nuovo record del prezzo della benzina 1,8 euro/litro contagia la spesa dal campo alla tavola. “A subire gli effetti del record del prezzo dei carburanti – precisa Coldiretti - è tutto il settore agroalimentare, dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole. A causa di questo – continua Coldiretti – il costo familiare per trasporti, combustibili ed energia elettrica ha superato quello per alimenti e bevande con il prezzo di un litro di benzina che ha scalcato quello di un chilo di pasta e di un litro di latte fresco, solo per fare alcuni esempi”.

Frutta e verdura

Con il maltempo aumentano anche i prezzi di frutta e verdura. Molti i raccolti distrutti a causa di ghiaccio e neve. Ma dietro alcuni rincari si registra anche la speculazione. Secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, la spesa mensile aumenterà di 20 euro. “E’ intollerabile -  denuncia la Cia, Confederazione italiana agricoltori - che in soli tre giorni si è assistito a incrementi di oltre il 100%. Il caso delle zucchine, arrivate anche a 8 euro al chilo, è emblematico. Stesso discorso per le insalate e le melanzane. Addirittura su alcuni banchi i carciofi vengono venduti a 1,50 euro al pezzo”. La Cia sollecita le autorità competenti a “intervenire per stroncare qualsiasi rincaro ingiustificato”.

La conta dei danni: oltre 350 milioni di euro
L’ondata di maltempo si sta trasformando in un vero disastro per l’agroalimentare italiano: i danni, al momento, denuncia la Cia, superano i 350 milioni di euro, 50 milioni di euro al giorno. Il 70% dei quali riguarda solo l’agricoltura. Il freddo polare, che ha devastato un quarto dei campi coltivati a ortaggi, e l’impossibilità di trasportare le merci deperibili (200 mila tonnellate di frutta, verdura, latte, carne e uova) ha assestato all’intero settore un colpo micidiale. Più di 60 mila le strutture aziendali (serre, cascine, depositi, magazzini e stalle) distrutte o danneggiate dalla neve, dal gelo e dalla mancanza di corrente elettrica. Colpiti anche gli allevamenti: diecimila gli animali morti (tra bovini, ovicaprini, maiali e avicoli) e per molto altro bestiame ci sono seri rischi.
 “I danni - avverte il presidente della Cia Giuseppe Politi - sono al momento ingenti, visto che il maltempo ha colpito pesantemente le due regioni dove si concentra quasi il 50% della produzione ortofrutticola nazionale; l’Emilia Romagna (con 4,3 milioni di tonnellate) e la Puglia (con oltre 3 milioni di tonnellate)”.
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