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Una nuova cultura PREVIDENZIALE

Oggi il sistema contributivo impone, oltre all’assicurazione obbligatoria, la necessità di costruire una posizione integrativa.

di Gianni Tel, 50&Più

Per fare cassa non si può proprio fare a meno di intervenire sulle pensioni. Non ha fatto eccezione l’ultima riforma “Monti-Fornero” che ha scontentato un po’ tutti, partiti di ex maggioranza e opposizione, organizzazioni sindacali, lavoratori e pensionati.

Il risultato di questa riforma è che tutti andranno in pensione più tardi e con una rendita ridotta rispetto alle iniziali aspettative.

Una amara verità che deve stimolare ad una riflessione definitiva sulle necessità di investire sul  futuro. Con un giusto mix tra copertura pubblica (da conoscere e monitorare) e pensione di scorta.
Negli ultimi 20 anni il nostro sistema previdenziale è stato oggetto di nove riforme ed oggi con quest’ultima riforma ha forse trovato il suo equilibrio.

I principi su cui poggiano i nuovi provvedimenti sono, in sintesi:
  • L’affermazione del metodo contributivo come criterio di calcolo delle pensioni, in un’ottica di equità finanziaria intra/intergenerazionale;
  • La sostanziale eliminazione delle pensioni di anzianità;
  • La parificazione definitiva dell’età pensionabile tra uomini e donne anche nel privato e nel settore del lavoro autonomo;
  • La flessibilità nell’età di pensionamento, che consente al lavoratore maggiori possibilità di scelta nell’anticipare – ma con penalizzazioni – o posticipare il ritiro dal mercato del lavoro;
  • La semplificazione e la trasparenza dei meccanismi di funzionamento del sistema, con l’abolizione delle “finestre” e di altri meccanismi che non rientrino esplicitamente nel modello contributivo;
  • L’abbattimento delle posizioni di privilegio. Si armonizzano età, aliquote contributive e modalità di calcolo delle prestazioni; si individuano requisiti minimi per la pensione, in linea con la speranza di vita per le diverse fasce di età e in coerenza con gli altri ordinamenti europei.
Gli interventi legislativi hanno prodotto effetti certamente significativi. Ma dato che la sostenibilità sembra raggiunta, sarebbe riduttivo pensare che  possa essere l’unico criterio di riflessione sul sistema previdenziale.

Tutti abbiamo preso confidenza con il problema del risparmio personale e familiare; tutti controlliamo mensilmente il conto in banca. Quasi nessuno  controlla periodicamente quello previdenziale, da cui dipenderanno molte cose alla fine della nostra carriera lavorativa.

Mentre ci sono già circa otto milioni di lavoratori il cui futuro previdenziale è regolato dal sistema contributivo “puro”, tutti gli altri, a partire dal 2012 debbono sapere che riceveranno una pensione (anche se in pro-rata: retributiva e contributiva insieme) la cui consistenza  sarà determinata dal montante contributivo che stanno accumulando.

E qui si innesta il problema della cultura previdenziale.
Non ci si può solo soffermare sulla sostenibilità economico-finanziaria ma va anche considerata quella “sociale”.

Non c’è società che non elabori cultura. Non c’è sostenibilità sociale in tema di pensioni che non debba costruire una cultura previdenziale condivisa.
Oltre ai conti, è la cultura ad assicurare il patto tra le generazioni. E una cultura previdenziale nasce dalla riflessione e dalla consapevolezza.

Il sistema contributivo aggancia le prestazioni ai contributi effettivamente versati durante l’intera vita lavorativa. E impone oltre all’assicurazione obbligatoria, la necessità di costruire una posizione integrativa. In questo i fondi più vicini ai lavoratori (negoziali o di categoria) possono fare tanto. Certamente molto più di quello che spetta all’Inps il cui ruolo è quello di essere sempre di più – l’architrave dello Stato Sociale – garante delle prestazioni “di base”, sia per la previdenza che per l’assistenza.

Gli spazi di collaborazione tra l’Istituto previdenziale e i Patronati sono molti.

Il nostro patronato 50&Più Enasco, che assiste da sempre, gratuitamente su tutto il territorio nazionale, i lavoratori e i pensionati, permette on-line di conoscere la situazione personale, con la consultazione del proprio conto previdenziale predisponendo una proiezione di calcolo sulla liquidazione della futura pensione.
Ricevere in anticipo consigli e suggerimenti mette tutti in condizioni di non partire da zero. Il futuro previdenziale è nelle nostre mani, preoccupiamocene in tempo.



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