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Due coniugi che, per causa di forza maggiore, vivono in comuni diversi beneficiano dell’esenzione Imu?

Due coniugi che, per causa di forza maggiore, vivono in comuni diversi beneficiano dell’esenzione Imu?


Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA
:  Sono sposata in regime di separazione dei beni, ma risiedo in comune diverso da quello di mio marito. Nel rispettivo comune di residenza entrambi siamo titolari di abitazione principale (prima casa) .

Dal 2012, il comune dove risiede mio marito chiede di riunire la residenza come nucleo familiare per poter usufruire delle agevolazioni fiscali IMU. In questo momento io non posso riunire la residenza perché devo supportare i miei genitori: mia madre è in condizioni di disabilità dal 2013.

Mi è stato concesso il diritto alla legge 104 per permessi e congedo dal lavoro che tra l'altro anch'esso è vicino a casa mia. Può essere questa una esigenza da presentare al comune per giustificare l'impossibilità a riunire il nucleo familiare ? Non si tratta di un operazione "elusiva" ma è motivata da una reale necessità .

Colgo l'occasione per ringraziarvi della risposta


   



RISPOSTA
:  In materia di ICI (v. art. 8, comma 2, D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504), la giurisprudenza, ai fini del riconoscimento del trattamento fiscale proprio dell' "abitazione principale", si era espressa nel senso di ritenere necessario tenere conto non già della sola dimora del contribuente ma, unicamente, di quella della sua famiglia. Infatti, secondo il predetto orientamento, il concetto di "abitazione principale" considerato dalla norma richiama quello tradizionale dì "residenza della famiglia", desumibile dal primo comma dell' art. 144 cod. civ., da tenere distinta dai luoghi di eventuali domicili fissati altrove ai sensi dell' art. 45 cod. civ., perché questo luogo individua presuntivamente la residenza di tutti i componenti della famiglia, salvo che tale presunzione sia superata dalla prova che lo spostamento della propria dimora abituale sia stata causata dal verificarsi di una frattura del rapporto di convivenza (v. Cass. n.14389/2010).

 

L’art. 13, comma 2, del D.L. n. 201/2011, per quanto riguarda l’IMU, stabilisce che per "abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedano anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile ".

Lo scopo della norma è di evitare comportamenti elusivi in ordine all'applicazione delle agevolazioni per l'abitazione principale, e dunque di impedire che i coniugi - stabilendo la residenza in due immobili diversi nello stesso comune - usufruiscano entrambi delle agevolazioni dettate per l'abitazione principale e per le relative pertinenze. La medesima limitazione non è però prevista nel caso in cui gli immobili destinati ad abitazione principale siano ubicati in comuni diversi.

Secondo la Circolare Ministero dell'Economia e delle Finanze 18-05-2012, n. 3/DF, in tale ipotesi, infatti, il rischio di elusione della norma sarebbe bilanciato da effettive necessità di dover trasferire la residenza anagrafica e la dimora abituale in un altro comune, ad esempio, per esigenze lavorative, ecc. che ovviamente il contribuente ha l’onere di documentare, ove necessario.



COSA C'E' DA SAPERE...

Rispetto a quanto previsto per l'ICI, la definizione di abitazione principale presenta dei profili di novità. Infatti, l'art. 13, comma 2, del D.L. n. 201/2011, stabilisce che per "abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedano anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile ". Dalla lettura della norma emerge, innanzitutto, che l'abitazione principale deve essere costituita da una sola unità immobiliare iscritta o iscrivibile in catasto a prescindere dalla circostanza che sia utilizzata come abitazione principale più di una unità immobiliare distintamente iscritta in catasto.

L'altro aspetto di novità consiste nel fatto che per abitazione principale si deve intendere l'immobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. In altri termini, il legislatore ha innanzitutto voluto collegare i benefici dell'abitazione principale e delle sue pertinenze al possessore e al suo nucleo familiare e, in secondo luogo, ha voluto unificare il concetto di residenza anagrafica e di dimora abituale, individuando come abitazione principale solo l'immobile in cui le condizioni previste dalla norma sussistono contemporaneamente, ponendo fine, anche in questo caso, alle problematiche applicative che sulla questione hanno interessato l'ICI.

Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
Cinzia Calabrese, Marco Chiudioni, Ada Martino, Romeo Melucci.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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