Pubblicato il 07 febbraio 2012, 12.23
Per un attimo Gazprom, il colosso del gas russo, fa “tremare” l’Italia, con un’annunciata riduzione del 30% del quantitativo di gas immesso nel nostro Paese. Il Ministero dello Sviluppo economico interviene con un piano eccezionale. Escluse per le utenze domestiche conseguenze negative.
La Sardegna imbiancata, una temperatura di – 21° C in Liguria, l’Emilia-Romagna sotto i ghiacci e la neve, black-out continui, autostrade chiuse, comunicazioni interrotte. L’elenco potrebbe continuare, ma è meglio fermarsi qui. Una situazione straordinaria, un gelo che in taluni casi neppure i nostri nonni ricordavano, forse reso ancora più difficile da affrontare dall’inadeguatezza dei mezzi usati e dalla scarsa organizzazione. Ma per le polemiche ci sarà tempo. In tutto questo un annuncio veloce sconvolge e preoccupa il nostro Paese, flagellato in queste ore dal gelo e dalla neve: il consumo di gas si avvia a grandi passi verso il record di 440 milioni di metri cubi consumati, un picco dei consumi atteso nei prossimi giorni. E da subito Gazprom, uno dei nostri maggiori fornitori della rete gas, ha messo in chiaro che ridurrà l’erogazione del 30%.
Il Ministero dello Sviluppo si muove
Il Comitato per il monitoraggio e l’emergenza gas del Ministero dello Sviluppo Economico ha parlato di “allerta per il picco eccezionale” annunciando “ulteriori misure” per migliorare gli approvvigionamenti del nostro Paese, soprattutto alla luce dell’eccezionale ondata di freddo che sta attraversando l’intero continente europeo. Una situazione considerata di allerta e che va riequilibrata nel calo di forniture di gas russo con l'aumento delle importazioni da Nord Europa e Nord Africa. Non solo: nella riunione di ieri del Comitato, è stato deciso di riavviare le centrali ad olio combustibile (il che denota che siamo in piena emergenza). Intanto è in corso l'attivazione del contenimento dei consumi dei clienti industriali, le cui clausole contrattuali prevedono queste possibilità. “Misure che tutelano pienamente le utenze domestiche per le quali sono escluse conseguenze negative”, comunica il Ministero.
Parla l’Eni
In un suo intervento a Radio 24, l’Amministratore Delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, ha annunciato che fino a mercoledì non ci saranno problemi con l’aumento concordato delle importazioni dall’Algeria e dal Nord Europa attraverso la Svizzera. Il problema è semmai verificare che cosa accadrà sempre con Gazprom fra i giorni di giovedì e venerdì, giornate in cui è prevista in Russia un’ulteriore ondata di freddo con relative diminuzioni dei volumi di gas importati dal rigassificatore di Rovigo.