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TASI più “leggera” dell'IMU?

Nelle grandi città risparmi importanti: a Torino 332 euro, a Roma 319 euro, a Milano e Genova 174 euro  e a Napoli 165 euro. Ma la situazione cambia in presenza dei figli o per le rendite catastali basse: la maggiori detrazioni previste dall'Imu rendono il confronto con la Tasi sfavorevole.


Il comuni che entro il 23 maggio non hanno deliberato e quindi inviato al ministero delle Finanze le aliquote e detrazioni Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, hanno ancora qualche ora di tempo per farlo, il termine scade oggi.

In attesa che la situazione si definisca, non sono mancati calcoli e confronti tra la Tasi e l'Imu visto che la Tasi ha sostituto l'Imu sull'abitazione principale (le seconde case pagano sia l'Imu che la Tasi).

L'ultima indagine arriva dalla dall’Ufficio studi della CGIA e compara l’importo che i proprietari di prima casa pagheranno quest’anno con la Tasi rispetto a quanto hanno versato nel 2012 quando c’era l’Imu, in 2 Comuni capoluogo su 3 il nuovo tributo sarà più “leggero” della vecchia imposta municipale.

“Ovviamente – tiene a precisare il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – il risultato che emerge da questo confronto è ancora parziale, perché non hanno ancora deliberato l’aliquota Tasi, o pubblicato la medesima sul sito del Dipartimento delle Finanze, almeno altri 25 Comuni capoluogo di provincia: tra i quali, realtà importanti come Bari e Palermo. Tuttavia, stando ai 76 Comuni dove è stato possibile effettuare il confronto, il nuovo tributo sui servizi indivisibili sarà, in almeno 49 casi, meno oneroso della vecchia Imu versata dai proprietari delle abitazioni principali nel 2012. Soprattutto nelle grandi città, i risparmi saranno di tutto rispetto: a Torino ammonteranno mediamente a 332 euro, a Roma a 319 euro, a Milano e a Genova a 174 euro e a Napoli a 165 euro”.

Dalla CGIA fanno sapere che i calcoli sono stati effettuati sulla rendita catastale media di ciascun Comune capoluogo di Provincia. Inoltre, si è presa in considerazione un’abitazione di tipo civile (categoria catastale A2 che comunemente è la più diffusa) e sono state rilevate le aliquote e le detrazioni presenti nelle delibere comunali pubblicate entro l’8 settembre 2014 sul sito del Dipartimento delle Finanze. Ovviamente, i risparmi o gli aumenti di imposta sono importi medi.

La situazione cambia in senso peggiorativo in presenza di figli o per rendite catastali più basse. Le maggiori detrazioni Imu infatti rendono il confronto con la Tasi sfavorevole per il contribuente. Nel nostro caso, ripetendo i calcoli sono oltre il 50% dei comuni capoluoghi di provincia (40 su 76) nei quali la Tasi è più pesante dell’Imu.

I più tartassati
I proprietari di prima casa che rispetto a 2 anni fa subiranno i rincari maggiori sono quelli residenti a Verbania (+ 200 euro), a Mantova (+ 120 euro), a Prato (+ 117 euro), a Trieste (+ 100 euro), ad Ascoli Piceno (+ 85 euro) e a Lucca (+ 83 euro).

I beneficiati
Coloro che dal confronto Tasi/Imu godranno il maggior risparmio sono i proprietari di prima casa residenti a Siena: il vantaggio economico rispetto al 2012 sarà per ciascuno di loro di 374 euro. Seguono i torinesi (- 332 euro), i romani (- 319 euro), i livornesi (- 277 euro) e i brindisini (- 260 euro).

“Se teniamo conto – sottolinea Bertolussi - che nel 2013 la quasi totalità degli italiani non ha pagato l’Imu sulla prima casa, gli importi previsti dalla Tasi per l’anno in corso rischiano di mettere in seria difficoltà economica non poche famiglie, soprattutto a Bologna, dove il versamento medio si aggirerà attorno agli 867 euro. Meno pesante ma altrettanto impegnativa la situazione che si verificherà a Genova, a Torino e a Milano, dove i proprietari dell’abitazione principale pagheranno rispettivamente 725, 716 e 624 euro”.

Se entro il 10 settembre i comuni ritardatari si metteranno in regola con le aliquote e detrazioni sulla Tasi, i contribuenti dovranno pagare la prima rata entro il 16 ottobre e il saldo a dicembre. Nel caso in cui la scadenza del 10 settembre non fosse rispettata,  l’imposta sarà dovuta applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille e sarà versata in un’unica soluzione il 16 dicembre 2014 .

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