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I 5 riti tibetani che fermano il TEMPO

La loro storia, velata di mistero, li rende ancora più interessanti. In realtà, i riti tibetani del ringiovanimento si ispirano alla filosofia base di altre discipline, sempre nate in Oriente, come il Tai Chi, il Qi Gong e lo Yoga».


L’articolo è tratto dalla Rivista 50&Più numero luglio/agosto

di Alessandro Mascia

Il primo a divulgare e a scrivere un libro sui Cinque riti tibetani del ringiovanimento fu, negli Anni ‘30, Peter Kelder, il quale narrava di aver incontrato un ex ufficiale dell’esercito inglese che a sua volta aveva incontrato un monaco lama tibetano dell’Himalaya. Il monaco aveva insegnato all’ufficiale inglese una serie di esercizi il cui risultato finale sarebbe stato quello di mantenere l’eterna giovinezza.

La storia, esposta nel libro, ha inizio un pomeriggio in cui Kelder si trova a leggere un giornale seduto su una panchina in un parco. Un vecchio gentiluomo gli si siede vicino e i due iniziano a parlare. È un tale colonnello Bradford, un ufficiale dell’esercito inglese ormai in pensione.I due fanno amicizia e, ad un certo punto, il colonnello annuncia di voler tornare in India per scoprire la fonte dell’eterna giovinezza. L’ufficiale racconta di quando vi era in missi­one ed aveva udito un’incredibile quanto bizzarra storia che riguardava i lama di un monastero situato in qualche sperduto luogo dell’Himalaya tibetano. In quel monastero si tramandava da migliaia di anni la soluzione di uno dei più grandi misteri del mondo. Secondo la leggenda i monaci erano eredi del segreto della Fonte della Giovinezza.

Cominciò così a raccogliere informazioni sulle vie da seguire, sulle caratteristiche della zona, sul clima e su qualunque altro dato potesse aiutarlo ad individuare quella località. Il colonnello Bradford chiese a Kelder se volesse unirsi nel viaggio, ma Kelder decise di non andare. Bradford partì e passarono molti anni in cui non si ebbero più notizie di lui; quando Kelder lo aveva quasi dimenticato, un giorno ricevette una lettera in cui il colonnello gli comunicava il suo ritorno.Quando i due si ritrovarono, Kelder fu testimone della strabiliante trasformazione del vecchio colonnel­lo Bradford, il quale mostrava ora le sembianze di un quarantenne. Invece di un vecchio curvo con un bastone da passeggio, vide una figura alta ed eretta, dal volto florido, i capelli folti con rare tracce di grigio. Il colonnello si apprestò a raccontare al suo amico quanto gli fosse accaduto durante il viaggio in Tibet. Parlò della scoperta di un remoto monastero nel quale i monaci non invecchiavano mai grazie a degli esercizi che quotidianamente professavano. Secondo Kelder gli esercizi dei monaci tibetani avevano il potere di “rinforzare il fisico, riequilibrare l’energia, rigenerare il corpo e la mente e rallentare il processo di invecchiamento”.

I lama fecero capire al colonnello che nel corpo sono presenti sette zone, fondamentali sotto il profilo energetico, chiamate Chakra che, come sette vortici, ruotano a grande velocità e consentono all’energia vitale di scorrere nel sistema endocrino e linfatico. Nel momento in cui uno di questi vortici rallenta, il flusso di energia vitale diminuisce o si blocca. Questa condizione definirebbe l’inizio dell’invecchiamento o l’inizio di uno stato di malattia. Per riacquistare la giovinezza, la salute e la vitalità si deve ricreare il normale movimento rotatorio di questi centri energetici e ciò è possibile attraverso questi cinque esercizi. A questo punto il colonnello mostra a Kelder i cinque esercizi. Si deve iniziare con l’esecuzione quotidiana di ognuno di questi e ripeterlo per tre volte per poi aumentare progressivamente le ripetizioni fino ad eseguirli 21 volte.Sono esercizi che aiutano la mobilità articolare e muscolare. Partendo dalla stimolazione dei muscoli del bacino (in particolare del perineo), migliorano la vascolarizzazione del corpo verso l’alto in direzione dell’addome e dei muscoli respiratori (nello specifico del muscolo diaframma), fino a favorire una migliore ossigenazione di tutto il corpo e della testa. Gli esercizi insegnati dai monaci tibetani stimolerebbero la funzionalità delle ghiandole del sistema endocrino del corpo (ipofisi, epifisi, tiroide, paratiroide, pancreas, surrenali, ovaie e testicoli). Come per tutte le attività motorie, è indispensabile un controllo medico che attesti l’idoneità fisica per effettuare questi esercizi. È opportuno essere seguiti da insegnanti specializzati che possano controllarne la corretta esecuzione.

I Cinque riti tibetani riprendono la filosofia di base di altre discipline nate sempre in Oriente, come il Tai Chi, lo Yoga e il Qi Gong. L’interpretazione medica di questi esercizi attesta che migliorano la circolazione aiutando il corpo ad eliminare le tossine. L’aumento dell’apporto di ossigeno potenzia l’attività cerebrale e, coinvolgendo il sistema linfatico ed endocrino, si ha un miglioramento di tutte le ghiandole, comprese la tiroide e l’ipofisi, così che la produzione dell’ormone della crescita rallenterebbe il processo di invecchiamento.

Un ulteriore beneficio è indotto dall’effetto placebo, il quale attesta che le aspettative e le convinzioni influiscono direttamente sullo stato fisico dell’uomo ed anche sulla percezione del dolore. I numerosi esperimenti eseguiti sull’effetto placebo hanno evidenziato come pazienti convinti di assumere un farmaco, mentre veniva somministrata loro una compressa priva di principi attivi, abbiano ottenuto miglioramenti quasi avessero assunto realmente il farmaco stesso. Sono stati dimostrati benefici contro emicrania e cefalea, nel controllo del peso corporeo, nei disturbi del sonno, nella funzionalità intestinale, nell’evoluzione dell’osteoporosi e persino nell’attività sessuale.

LA FONTE DELLA GIOVINEZZA

È indicato per: migliorare i sintomi dell’artrosi, la circolazione arteriosa, venosa, linfatica e cerebrale; tonificare i muscoli; rallentare l’evoluzione dell’osteoporosi; migliorare la funzionalità del sistema endocrino e molte altre ancora.
È controindicato in caso di: vertigini; morbo di Parkinson; patologie cardiache; interventi chirurgici recenti; sclerosi multipla ed altre ancora da verificare con il proprio medico.
Per la pratica di questi esercizi è comunque sempreindispensabile il consenso di un medico specialista.

 

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