Cerca
Registrazione   |  Login
Percorso di navigazione > Home > Notizie > NOTIZIE DEL GIORNO > Costume e Societa'


06
La “Notte della TARANTA”


Tanta musica, ma anche tanta tradizione. Quelle della Taranta sono notti che raccontano un intero territorio, il Salento, attraverso suoni antichi e danze arcaiche

Tratto dalla Rivista 50&Più numero luglio/agosto

di Winda Casula

Negli ultimi anni il Salento ha riscoperto la sua musica popolare, ha saputo valorizzarla e l’ha resa celebre ben oltre il tacco d’Italia. La pizzica è tornata ad essere un elemento di identità culturale che ogni anno, soprattutto in estate, richiama migliaia di turisti e appassionati nei comuni della Grecìa Salentina e non solo, oltre ad artisti di fama nazionale e internazionale che da tempo hanno cominciato ad esibirsi accanto ai gruppi folcloristici nati fra Lecce e le cittadine della provincia.

Nel 1998 è nato un festival che ogni anno ha saputo rinnovarsi e attirare sempre più artisti nelle sue tappe musicali.Oggi la “Notte della Taranta” coinvolge 15 comuni ed è diventata una delle manifestazioni di musica popolare più importanti d’Europa. Quest’edizione si svolgerà dal 5 al 23 agosto, con la consueta tappa finale a Melpignano, in grado di convogliare ormai 150mila spettatori (www.lanottedellataranta.it).

“Il Festival fa protagonista il Salento grazie all’iniziativa dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e dell’Istituto Diego Carpitella, e in sedici anni ha avuto una crescita straordinaria, unendo alla tradizione altri linguaggi e stili musicali - racconta a 50&Più il direttore artistico Sergio Torsello -. Il festival è cambiato molto. E’ cambiato il luogo, si è evoluta la formula, si è consolidato un modello organizzativo. All’inizio si svolgeva tutto in una notte. Il Concertone finale di Melpignano (che allora si teneva nella piccola Piazza San Giorgio) era preceduto nella stessa serata da concerti a “ragnatela” nei comuni della Grecìa Salentina.

Il festival itinerante, di fatto, nasce nel 2000, mentre nel 2002, per la prima volta, abbiamo affiancato alla figura del Maestro Concertatore ospiti italiani e internazionali. Nel 2004 è nata l’Orchestra popolare “La Notte della Taranta”. Nel 2010, infine, è stato dedicato uno spazio adeguato anche alla danza tradizionale. Di pari passo è cresciuto e si è consolidato un impianto organizzativo che nel 2009 ha portato alla nascita della Fondazione “La Notte della Taranta”.

Come è cambiato l’evento agli occhi del pubblico?
I cambiamenti più significativi si sono avuti proprio nella percezione del pubblico. Nato come un evento che celebrava attraverso la musica un ritrovato amor loci, un nuovo senso di appartenenza, oggi è uno dei più importanti festival musicali d’Europa. Se nella fase iniziale era un progetto figlio di un movimento “intellettuale”, oggi è entrato nell’immaginario locale come un “bene comune”. E come tale è non solo percepito, ma anche vissuto dal pubblico.

Quante sono le realtà locali e non che ruotano attorno ad un calendario così fitto?
Tra gruppi musicali, associazioni, musicisti, operatori culturali, piccole e medie imprese e amministrazioni comunali, direi qualche centinaio.

Quanto è importante comunicare un territorio attraverso la musica popolare?
Le musiche di tradizione orale hanno una caratteristica fondamentale che le contraddistingue dalla musica colta: sono forme espressive strettamente legate al ciclo della vita e perciò capaci di condensare in pochi elementi i tratti distintivi dell’identità culturale di un territorio. Raccontare un territorio con la musica popolare significa, dunque, imbastire una narrazione profonda. Che aggira l’effetto cartolina e guarda oltre un certo esotismo di maniera. Un racconto che si sofferma sui luoghi ma anche sulle persone che vi abitano, sulla cultura materiale e sull’immaginario collettivo.

Riuscite a lavorare di concerto con le amministrazioni locali?

Il rapporto e la collaborazione con le amministrazioni locali (comuni, ma anche Provincia e Regione) è fondamentale per il nostro festival. Essenzialmente per due motivi: è un evento che vive quasi totalmente grazie a finanziamenti pubblici e poi coinvolge ben quindici comuni disseminati su tutto il territorio provinciale.

Cos’è il mito della taranta per Lei?
Mi occupo di “tarantismo”, musica popolare e cultura salentina da quasi trent’anni, ma credo sia davvero difficile rispondere in poche battute ad una domanda del genere. Parafrasando Ernesto De Martino, posso dire che il complesso simbolismo del ragno che morde e avvelena e la “guarigione” ottenuta grazie all’azione di musica, danza e cromoterapia in fondo ci costringe ad interrogarci sul “male di vivere” nelle sue forme passate e contemporanee. Forse anche per questo il mito della taranta è oggi più vivo che mai.

Qualche anticipazione sul calendario di quest’anno?

E’ in preparazione, ma ci saranno importanti novità: per la prima volta anche la danza è affidata ad un “maestro concertatore”, il coreografo Miguel Berna, grande studioso e interprete delle tradizioni coreutiche dell’area mediterranea; per accedere al festival itinerante, invece, bisogna partecipare ad un bando con un progetto speciale. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di stimolare la creatività dei tanti gruppi che animano la scena della pizzica. Insomma: la “Notte della Taranta” come sempre si rinnova.

VACANZE DANZANTI

Per tutto il mese di agosto è possibile frequentare un corso di canto, tamburello e pizzica nella formula vacanza, grazie alla Scuola di Tarantelle di Roma, guidata dal Maestro Sandro Pasquali, che anche questa estate torna in Salento per proporre una formula alternativa di soggiorno, fatta di musica popolare partecipata oltre che ascoltata.

La località scelta è Ponte Ciolo, nei pressi di Santa Maria di Leuca. “Questi soggiorni studio - spiega il maestro, leader del gruppo “Le Tarantole” e con una lunga esperienza musicale - hanno l’obiettivo di creare un ulteriore legame tra danza, tradizione e territorio. La mattina è dedicata al mare, il pomeriggio allo stage di danza popolare, canto e tamburello e la sera alle feste e sagre”. Ma com’è arrivato alla musica popolare il Maestro Pasquali? “Ho fatto un tour lunghissimo dal 1980 al 1990 con i cantanti della televisione - ricorda - e mentre d’inverno si era ospiti nelle trasmissioni, d’estate si andava in giro per tutto il Sud Italia. Ho fatto almeno 60 concerti fra Salento, Calabria, Campania, Sicilia e Sardegna, e sono stato attratto da queste tradizione. Così mi ci sono dedicato. E’ stata una scelta spontanea”.L’appuntamento con la vacanza studio è già collaudato e ha ottenuto un ottimo riscontro grazie alla sua formula familiare. “Si condivide una grande casa in campagna - racconta Pasquali - che offre 13 posti letto ed è attrezzata per fare spazio a tutti. L’idea è proprio quella di condividere insieme tutta l’esperienza”.

Per info: 
www.scuoladitarantelle.it

 


IL MORSO MELODICO DELLA TARANTA

Danza, musica, folclore e territorio: il vero protagonista resta il Salento con la sua memoria, i suoi spazi, la sua cultura.

Nella credenza popolare il “tarantismo” è una malattia provocata dal morso di un ragno, la tarantola, che poteva manifestarsi soprattutto nei mesi estivi, quando la popolazione contadina si dedicava alla mietitura del grano. La musica e la danza rappresentano la terapia, una sorta di esorcismo. Il fenomeno è stato a lungo studiato a partire dal 1959 quando l’antropologo, filosofo e storico Ernesto De Martino costituisce un gruppo di ricerca con un medico, uno psichiatra, uno storico delle religioni, una psicologa ed un etnomusicologo, e parte alla volta del Salento per documentare attraverso l’osservazione e l’uso innovativo, per l’epoca, di video che realizza fra i comuni di Copertino, Nardò e Galatina, in provincia di Lecce.

Dai risultati della ricerca, riassunti nel libro “La Terra del Rimorso pubblicato nel 1959”, emerge che le cause profonde degli episodi di “morso”, che coinvolgono le donne, sono da ricercarsi nell’aspetto psicologico e sociale della vita contadina, e legate a frustrazioni, traumi e difficili condizioni di vita. L’esorcismo musicale dai sintomi diventa pertanto una sorta di liberazione personale, comunque convogliata in una simbologia “socialmente accettabile”. La “tarantata” che ascoltava la musica cominciava a danzare a tempo battendo i piedi e compiva svariati giri su se stessa finché non crollava a terra stremata e “guarita”. Secondo la tradizione veniva poi condotta nella chiesa di San Paolo di Galatina, dove beveva l’acqua sacra del pozzo e otteneva la grazia. Il fenomeno è oggi completamente scomparso. 


 


Dal Salento al Gargano,
 un altro appuntamento folk

Restando sempre in Puglia ma spostandosi sul Gargano, per gli appassionati di musica popolare c’è anche un altro appuntamento da non perdere. Dal
 4 al 10 agosto si svolge il “Carpino Folk Festival”, giunto alla sua diciannovesima edizione. 

Carpino, un comune di poco più di 4mila abitanti in provincia di Foggia, è il cuore della kermesse, e nella sua Piazza del Popolo ospita una serie di spettacoli all’aperto, trasformandosi in una vera e propria città teatro.

Accanto all’evento musicale sono nate anche due iniziative autonome: il “Carpino Food Festival”, per la valorizzazione enogastronomica della tradizione contadina, e il “Cantar Viaggiando”, un percorso a bordo dei treni delle ferrovie del Gargano che parte da San Severo per passare da San Nicandro e Cagnano Varano fino a raggiungere Carpino.
Per info: www.carpinofolkfestival.com

 

Stampa






AREA RISERVATA 50&PIU' CARD
Sconti e agevolazioni su tutti i servizi riservati ai soci.

COMMUNITY
Accedi allo spazio di incontro, informazioni e proposte.
COLLEGAMENTI UTILI
Accedi alla pagina dedicata ai link di maggiore interesse.

In Primo piano

Incontri 50&Più in Sardegna

La grande festa de soci 50&Più quest’anno si tiene a Geremeas (Ca) dal 30 maggio al 28 giugno


Pensione 2020: vecchie e nuove regole

Cercando di fornire risposte semplici, vediamo di chiarire cosa cambierà in tema di pensioni nel corso dell'anno entrante


Pensioni: sempre più magre dal 2020

Il nuovo anno non prevede alcuna grande novità per gli importi in pagamento, se non rivalutazioni assai modeste


50&Più: tornano le Olimpiadi invernali

Appuntamento dal 19 al 26 gennaio a San Sicario (TO), nel comprensorio sciistico della Via Lattea


Archivio News


 Forse ti interessano
 anche notizie su...
LAVORO e PREVIDENZA
Assistenza e sanità, sicurezza, pensioni e contributi  (...)

 TEMPO LIBERO
Arte e cultura, viaggi e turismo, scienza e tecnologia (...)

 COSTUME e SOCIETA'
Eventi, salute e benessere, novità per gli over 50, anniversari  (...)

ECONOMIA e FINANZA
Fisco, consumi e tariffe, trasporti, energia e ambiente (...)


 
Per ogni informazione contatta.il nostro numero verde.
La telefonata è gratuita da tutta Italia.