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Itinerari di CARNEVALE
Sul numero di febbraio della Rivista 50&Più un itinerario tra le mete più belle del Carnevale, in Italia e all’estero, a firma di Loris Porcheri. A Venezia sfileranno anche le maschere di 50&Più di Ancona (nella foto), realizzate dalla socia Anna Lorenzetti.

I dolci nelle pasticcerie e i coriandoli per le strade non lasciano dubbi: siamo entrati nel periodo che precede la Quaresima e prima di fare penitenza, come la tradizione ci insegna, licet insanire, secondo gli antichi, è “concesso impazzire”. Tutto questo è il Carnevale, un autentico ribaltamento delle regole.

Le origini
Già i Medici, a Firenze, erano noti per l’organizzazione di feste carnascialesche con carri allegorici, canti, balli, libagioni nei giorni che precedevano la Quaresima. Ma quanto è antico il Carnevale, o a quali usanze potrebbe risalire? Gli antichi Romani, ad esempio, festeggiavano i “Saturnali” in onore del dio Saturno, durante i quali l’eccesso veniva addirittura sollecitato perché considerato propizio per un abbondante raccolto. In quella settimana sfilavano per le vie cittadine carri trainati da animali sontuosamente addobbati, ogni autorità era sospesa e ci si scambiava d’abito e di ruoli.

Una festa popolare per sancire il passaggio dall’inverno alla primavera. Tutt’oggi l’etimologia del nome resta incerta: potrebbe derivare da carrum novalis, “carro navale”, un battello su ruote con cui i romani trasportavano la statua di Iside, accompagnato da gruppi festanti mascherati, oppure da carnem levare, “togliere la carne”, una locuzione riferita al divieto, da parte della Chiesa, di cibarsene durante la Quaresima. Nei secoli non si è mai smesso di festeggiare il Carnevale, tanto che ogni città - in Italia come all’estero - vanta un proprio evento con lo stesso spirito: divertimento, voglia di vivere, spensieratezza, ironia, cultura, condivisione. Allora, prepariamo la valigia, indossiamo una maschera e facciamo un bel viaggio tra i carnevali più famosi d’Italia e non solo.

Venezia
Nel 1094 appare per la prima volta in un documento ufficiale della Repubblica Serenissima, il riferimento ad un “divertimento pubblico” detto Carnevale, ma bisogna aspettare il 1296 perché il Senato della Repubblica dichiari “festivo” il giorno prima del mercoledì delle Ceneri. Lo spirito era lo stesso degli antichi Saturnali: da una parte la libertà concessa permetteva di sfogare il malcontento popolare in modo da controllarlo, dall’altra l’uso delle maschere annullava, anche se per poco tempo, le differenze di ceto. Così, a Carnevale, l’unico saluto che risuonava per le calli veneziane poteva essere: «Buongiorno signora maschera».

I secoli non hanno scalfito le tradizioni e, come allora, veneziani e turisti mascherati si muovono tra palazzi, ponti, calli e piazze in un alternarsi di realtà e finzione senza pari nel mondo. “La vita è teatro. Tutti in maschera” è il tema di quest’anno: dal 4 al 21 febbraio le strade e le piazze di Venezia si riempiranno di concerti e attività con particolare riguardo agli eventi che conducono “le signore maschere” alla scoperta degli angoli nascosti. Ogni giorno, partendo da Piazza San Marco, si organizzano visite guidate per portare alla luce luoghi “insoliti e segreti” della città lagunare. Per maggiori informazioni: www.carnevale.venezia.it

Viareggio
Il Carnevale a Viareggio ha una storia molto più recente. Nel 1873 un gruppo di ricchi borghesi della città per protestare contro le tasse, indossa delle maschere mentre i giovani organizzano una parata di carrozze addobbate. L’irriverenza verso i governanti è subito immediata e da allora di questo carnevale è rimasto intatto l’umorismo e lo scherno della cosa pubblica, raccontati da carri allegorici semoventi che sfilano tra ali di folla. È sul lungomare - che si distende per tre chilometri - che sfilano i carri in maschera.

Quest’anno gli appuntamenti saranno sei, dal 5 febbraio fino al 3 marzo: i giganteschi carri, che arrivano a misurare fino a 20 metri di altezza e 14 di lunghezza e sono mossi da argani e pulegge, si avvicenderanno accompagnati da musica, balli e maschere, prima fra tutte quella di Burlamacco, la maschera ufficiale di questo Carnevale. I temi scelti, come da tradizione, sono di bruciante attualità, così come i personaggi rappresentati: dal presidente francese Nicolas Sarkozy al sindaco di Firenze Matteo Renzi a quello di Viareggio Luca Lunardini, fino al presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi che, vestito da capitano della Marina, dovrà salvare il “Titanic Europa”. E per chi volesse toccare con mano l’essenza del Carnevale, può visitare La Cittadella, nei cui laboratori prendono vita i carri. Per maggiori informazioni www.viareggio.ilcarnevale.com.

Putignano
A questa cittadina potrebbe andare il premio per il Carnevale più lungo. Dal 1394, qui, a pochi chilometri dalla patria dei trulli, il Carnevale inizia il 26 dicembre e termina il “martedì grasso”. La Festa delle Propaggini, giorno di Santo Stefano, sancisce l’inizio dei festeggiamenti con decine di persone che si alternano su un palco per declamare poesie dialettali con cui sbeffeggiare società, politici e classe dirigente. Il 17 gennaio, Sant’Antonio Abate, il Carnevale entra nella sua natura più sfrenata.

Da quel momento i “giovedì” scandiscono i festeggiamenti, portando in scena racconti e storie: si inizia con il giovedì dei “Monsignori”, segue quello dei “Preti”, delle ”Monache”, dei ”Vedovi”, dei ”Pazzi” (i celibi e le nubili), delle ”Donne Sposate” e, per finire, quello degli ”Uomini Sposati”. Anche qui non mancano carri allegorici realizzati da maestri della cartapesta, affiancati da maschere create da giovani emergenti e da Gruppi mascherati.

La maschera ufficiale di questo lunghissimo Carnevale? Farinella, rappresentata come un jolly con l’abito multicolore e il cappello a tre punte, intento a mettere pace tra un cane e un gatto, simboli della cittadinanza di Putignano. Come a dire: divertiamoci ma non perdiamo di vista la realtà. Per maggiori informazioni: www.carnevalediputignano.it.

Sempre in Italia
E poi in giro per l’Italia si presentano altre piccole manifestazioni, ma non meno importanti, come a Ivrea con la famosa “battaglia delle arance” legata ad un episodio medievale: la figlia di un mugnaio si ribella al feudatario dispotico, che vorrebbe esercitare il diritto dello jus primae noctis, facendo scatenare la rivolta della popolazione. La battaglia è il ricordo di quella ribellione. Ad Acireale, invece, si festeggia quello che viene considerato il Carnevale più bello della Sicilia: i carri, animati e illuminati, si aprono e raddoppiano la larghezza e l’altezza, ma ancora più spettacolari sono i carri infiorati per i quali vengono utilizzati migliaia di fiori freschi, sullo sfondo barocco della città.

E all’estero?
A Praga, cuore dell’Europa, musiche e danze rallegrano ogni angolo della Città Vecchia, riportando alle corti europee del XVII e XVIII secolo, dove clowns e saltimbanchi danno vita al “Divertimento Furioso”. Per i più piccoli, c’è “Amoretto”, con laboratori e set fotografico; per i grandi “Cuisine d’alchimiste”, menù carnevaleschi per soddisfare il palato.

A Nizza, invece, è un turbinio di fiori, profumi e colori. La Promenade des Anglais viene percorsa dai carri realizzati con gerbere, rose, gladioli, margherite, iris, garofani e mimose coltivati per la cosiddetta “Battaglia dei fiori”, resa ancora più sfavillante con migliaia di luminarie nella notte.

E che dire allora di Rio de Janeiro? Qui ci attende il più famoso Carnevale del mondo. La festa quest’anno raggiunge il culmine tra il 18 e il 21 febbraio, quando le scuole di samba più importanti si fronteggiano per il titolo di “Campione di Carnevale”. Ognuna sceglie un tema, rappresentato da 3.500-6.000 persone, da 6-8 carri allegorici e 300 musicisti. Le scuole investono molto denaro e lavorano tutto l’anno per preparare carri, costumi, coreografie e musica, ma soltanto quelle appartenenti al gruppo “A” possono sfilare nel sambodromo, una struttura in cui per ogni spettacolo si riversano 80mila persone. È un vero e proprio campionato in cui la giuria stila una graduatoria: la scuola che si ritrova in fondo alla classifica va in serie “B”; la prima classificata del girone “B”, invece, l’anno successivo sfilerà con le grandi.

Le scuole di samba più piccole si esibiscono sull’Avenida Rio Branco dove un tempo si svolgevano le sfilate, anche se a Rio il Carnevale viene vissuto in ogni strada, tanto che ogni quartiere prepara la sua parata. Sono i cosiddetti blocos, i “blocchi”, che festeggiano per tutto il periodo ballando samba nelle strade chiuse al traffico per l’occasione.

Carnevale a Venezia con la 50&Più di Ancona
Ultimo, ma non meno importante, il Carnevale che da qualche tempo a questa parte, viene organizzato da 50&Più di Ancona. Anche per questo 2012 sarà il suggestivo palcoscenico di Venezia a ospitare un gruppo di circa 15 maschere che dal 10 all’11 febbraio, in uno scenografico corteo di 60 partecipanti, sfilerà per le calli veneziane. Anna Lorenzetti, socia di 50&Più, grazie alla sua perizia artistica e alle doti artigianali, ogni anno cura la creazione delle Maschere (nella foto).
I risultati sono tali da aver suscitato persino l’attenzione della Tv nazionale che qualche tempo fa ha dedicato un breve dossier televisivo alla sua attività e alla casa-laboratorio dove realizza i modelli. Anche perché Anna Lorenzetti non si limita alla creazione delle “sole” maschere carnevalesche, ma estende la sua creatività anche ad altri temi di particolare interesse culturale.
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