Pubblicato il 31 gennaio 2012, 16.15
Come impiegare il gettito fiscale recuperato? Il Governo studia la riduzione dell’Irpef. Per il primo scaglione potrebbe passare dal 23 al 20%.
“La lotta all'evasione è uno sforzo titanico, ma comincia a dare i suoi frutti. Nel 2011 abbiamo recuperato 11,6 miliardi. Ora, con il controllo dei conti correnti bancari, può partire la grande svolta di primavera", annuncia Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Tutto questo denaro già recuperato e quello che dovrà ancora arrivare dalla lotta all’evasione, potrebbe servire per la riduzione delle aliquote Irpef oppure all’aumento di alcune detrazioni specifiche per lavoratori, famiglie e pensionati.
Revisione aliquote Irpef
Archiviati i due decreti su liberalizzazioni e semplificazioni, il Governo ora si sta concentrando sul Fisco, per dar vita alla “fase tre”, dedicata all’equità.
La prima mossa è quella di portare al prossimo Consiglio dei Ministri un decreto sulle semplificazioni fiscali che, oltre ad agevolare la vita dei contribuenti, punterà a ridurre i costi che le imprese sostengono per gli adempimenti tributari.
Contemporaneamente a questo decreto, il Governo sta lavorando a una nuova delega fiscale che prevede il vincolo di impiegare ogni anno il gettito recuperato dalla lotta all'evasione fiscale proprio alla riduzione dell'Irpef. Il primo intervento sarebbe quello di destinare almeno 10-15 miliardi di euro (qualora l’incasso del gettito recuperato lo consentisse) alla riduzione del primo scaglione di Irpef dal 23 al 20 %, oppure di aumentare specifiche detrazioni per quegli italiani a basso reddito.
Parte l’operazione “Serpico”
La lotta all’evasione fiscale è appena iniziata. Gli ultimi blitz delle fiamme gialle sono solo un assaggio. "Gli uffici sono al lavoro. L'ultima manovra del Governo – dichiara Befera a La Repubblica - contiene un driver formidabile per la lotta all'evasione. Ora l'Agenzia delle Entrate ha accesso diretto ai conti bancari. L'archivio dei depositi da consultare ai fini fiscali lo aveva inventato Visco nel '96: il Parlamento lo ha bloccato per 15 anni, ora Monti l'ha finalmente sbloccato”.
Per far partire la raccolta dei dati manca solo l'ultimo provvedimento attuativo, “che vareremo – continua Befera - nei prossimi giorni d'intesa con il Garante della Privacy. Grazie al sistema informatico "Serpico" abbiamo l'incrocio con tutti i dati possibili, dalle dichiarazioni Inps ai dati del registro delle imprese”.
Il redditometro
“Nel frattempo – precisa Befera - stiamo mettendo a punto gli ultimi aggiornamenti al redditometro, che saranno pronti entro fine febbraio. A quel punto, potrà partire la "grande svolta di primavera": in contemporanea con le dichiarazioni dei redditi di maggio e di giugno, partirà un'operazione di controlli massivi su tutte le posizioni sospette".