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Il WELFARE? Lo fanno gli anziani
Secondo il Rapporto Italia 2012, indagine campionaria dell’Eurispes, sono sempre di più gli anziani che offrono il proprio contributo alle famiglie.

Il Rapporto Italia 2012 dell’Eurispes quest'anno si è focalizzato in particolare  sulla funzione dell’anziano come soggetto sociale nella vita di tutti i giorni, concentrandosi sulle relazioni sociali, gli interessi, le attività e gli impegni, l'apertura alla modernità e il livello di autonomia.

Sono soprattutto le relazioni umane a riempire la vita della maggioranza degli anziani, anche se non manca una percentuale minoritaria, ma preoccupante, che riferisce di non vedere mai o quasi le persone care.

Il 68,5 % degli over64 si prende cura dei nipoti, provvedendo anche ad accompagnarli a scuola, mentre il 71,3% aiuta economicamente i figli e gli prepara da mangiare. Sono meno numerosi quelli che fanno le pulizie di casa per loro. Sono le donne dai 65 anni in su le più impegnate, rispetto agli uomini, nel sostegno del figli.

“Nel tentativo di esplorare il delicato tema della solitudine degli anziani – rileva l’Eurispes -, al campione è stato chiesto con chi ha trascorso le ultime feste natalizie. I risultati indicano che, almeno in questo particolare periodo dell’anno, la quasi totalità degli intervistati è stata in compagnia: il 91,1% è stato insieme alla propria famiglia; solo l’1,6% ha trascorso il Natale con amici, mentre il 2,4% è stato da solo.

Per quanto riguarda la loro visione sulla terza età la maggioranza (45,4%) considera questo momento della vita un’occasione per dedicarsi di più a se stessi e ai propri interessi, il 27,8% considera invece l’età matura come una fase di declino, mentre per il 19,4% si tratta di un periodo in cui ci si può riposare. Sono soprattutto gli uomini che vedono questa fase come un’occasione per coltivare i propri interessi personali, mentre le donne la identificano con un momento nel quale è possibile concedersi un po’ di riposo.

I soggetti con basso livello di istruzione hanno una visione più negativa e passiva della vecchiaia. Le malattie rappresentano il principale timore associato alla condizione anziana (48,7%). Al secondo posto, indicata in un caso su 5 (21,9%), si trova la paura di non essere più autonomi. Segue la paura della solitudine (10,5%), di sentirsi inutile (7,5%), di trovarsi in difficoltà economiche (6,1%). Le donne in misura maggiore indicano come prima paura le malattie e allo stesso tempo temono, più degli uomini, la solitudine negli anni della vecchiaia.
 
Nel tempo libero, le uniche attività realmente diffuse risultano essere la lettura di quotidiani e libri. Oltre un terzo fa attività fisica spesso o qualche volta e quasi un terzo coltiva un hobby.
Solo il 22% frequenta spesso mostre o musei: il 16,3% va al cinema, il 12,4% a teatro o concerti. Il 17,2% viaggia per svago, il 13,6% svolge attività di volontariato, il 13,2% frequenta centri e luoghi di ritrovo per anziani.

I dati riguardo il rapporto degli over 64 con le nuove tecnologie vedono il cellulare come l’apparecchio tecnologico utilizzato più comunemente: la maggioranza lo utilizza con regolarità, solo il 6,6% non lo usa mai ed un 6,1% non sa usarlo.
Seguono poi il computer ed Internet: circa la metà utilizza questi due strumenti anche se con tempi di fruizione differenti (47,7% e 45,8%), mentre un’altra metà ammette il proprio analfabetismo informatico (il 38,6% per il pc ed il 37,9% per Internet) oppure dichiara di non farne mai uso.

I quotidiani online, ancora poco diffusi nella terza età, sono consultati tutti i giorni solo dal 5,3% ed ignorati dalla netta maggioranza degli intervistati (73,6%).  
Ancor meno frequente risulta l’utilizzo di You Tube e del Social Network: li consultano tutti i giorni rispettivamente l’1,8% ed il 4% degli intervistati.

A proposito del grado di autonomia, il 77,6% degli anziani è autonomo, quindi dichiara di non dover chiedere aiuto a nessuno: si reca dal medico, in banca o alla posta, fa la spesa, prepara da mangiare e sbriga i lavori domestici.

Emerge anche una percentuale minoritaria, ma degna di attenzione, di chi denuncia un disagio, avrebbero cioè bisogno di aiuto per le necessità di tutti i giorni, ma nessuno glielo offre.
La quota più alta si registra rispetto all’incombenza della spesa. Contenute, invece, le quote di quanti si avvalgono dell’aiuto di un/una badante per le proprie necessità; la percentuale sale al 12,7% solo nel caso delle faccende domestiche. Uno su 10, invece, può contare sul supporto di parenti e amici.
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