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La tutela contro la DISOCCUPAZIONE




La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego prevista dalla Riforma Fornero prevede due tutele: ASpI e Mini-ASpI. Quali sono i requisiti per farne domanda?

A cura di 50&PiùEnasco

In Italia le politiche di welfare e i sistemi di protezione sociale sono variati molto negli ultimi 20 anni e con essi gli strumenti per tutelare almeno in parte coloro che hanno perso il  lavoro. 

Le tutele attualmente in vigore sono arrivate con la riforma del mercato del lavoro (c.d. Riforma Fornero - L. n. 92 del 2012) che ha ridefinito le prestazioni a sostegno del reddito introducendo una disciplina unitaria. L'intento è stato quello di sorpassare la frammentarietà degli strumenti a favore dei lavoratori che hanno perduto involontariamente il lavoro.

ASpI e Mini-ASpI sono le due sigle con cui è indicata la nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, che dal 01/01/2013 ha sostituito la disoccupazione ordinaria e la disoccupazione con requisiti ridotti e, a regime, sostituirà la mobilità e la disoccupazione speciale nell’edilizia.
I requisiti d’accesso ricalcano, parzialmente, i vecchi requisiti della disoccupazione ordinaria e ridotta, ma con alcune novità, che incidono, in particolare, sugli aventi diritto, sul calcolo delle nuove prestazioni e sulla loro durata.
 
 
La durata dell’ ASpI è collegata
all’età anagrafica del lavoratore
 

Sono interessati da questa prestazione tutti i lavoratori dipendenti del settore privato indipendentemente dalla tipologia contrattuale, gli Apprendisti, i Soci lavoratori di cooperativa con rapporto associativo e il Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato. Rimangono esclusi i Dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni, gli Operai agricoli a tempo determinato e ed i Lavoratori extracomunitari entrati in Italia con permesso di soggiorno di lavoro stagionale per i quali resta confermata la specifica normativa.

L’indennità sarà riconosciuta ai lavoratori che si trovino involontariamente in stato di disoccupazione e che siano immediatamente disponibili allo svolgimento di un’attività lavorativa. L’indennità è riconosciuta anche al lavoratore che abbia accettato la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro nell’ambito della procedura conciliativa, presso le direzioni territoriali del lavoro, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

E’ necessario, inoltre, soddisfare determinati requisiti contributivi e assicurativi. In questo caso è opportuno fare una distinzione tra ASpI e Mini-ASpI.

Per l’ASpI è previsto il doppio requisito dell’anzianità assicurativa di almeno due anni e della contribuzione di almeno un anno nel biennio precedente la perdita dell’occupazione, mentre per la Mini-ASpI è previsto esclusivamente il requisito contributivo di almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi precedenti il “licenziamento”.

L’indennità mensile sarà pari al 75% dello stipendio nel caso in cui essa sia pari o inferiore a 1.192,98 euro (per il 2014). L’importo mensile non può superare tale soglia indipendentemente dall’ammontare della retribuzione.

Le nuove norme prevedono un graduale aumento della durata della prestazione, collegata all’età anagrafica del lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, nell’arco dei prossimi tre anni. Per il  2014  essa durerà di 8 mesi sotto i 50 anni e 12 mesi per i soggetti con età pari o superiore a 50 anni e fino a 55 anni; di 14 mesi per i soggetti con età pari o superiore a 55 anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni. La durata sarà incrementata fino al 2016, anno in cui l’ASpI entrerà a regime, in cui l’indennità sarà corrisposta per 12 mesi ai lavoratori con età inferiore ai 55 anni e per 18 mesi a coloro i quali la superino.

La Mini-Aspi INPS viene elargita invece per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione nell'anno precedente la disoccupazione.
La Riforma del 2012 pur affrontando  due problematiche principali ovvero da un lato l’enorme divario esistente tra l’indennità di disoccupazione e l’indennità di mobilità - entrambe forme di protezione contro la disoccupazione -  e dall’altro la coesistenza di due trattamenti di disoccupazione, ha trattato solo in maniera marginale l’intervento a sostegno dei collaboratori coordinati e continuativi, limitato la tutela alla sola  indennità una tantum.
Tale limite sembra poter essere superato dalle intenzioni del Jobs Act nel cui impianto  è prevista l’introduzione di un sussidio di disoccupazione universale (NASpi) rivolto anche al mondo del precariato.

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Quando presentare la domanda

Per ASpI e Mini-ASpI  la domanda va presentata entro due mesi dall’evento che ha determinato l’insorgere del diritto. In caso di nuova occupazione l'indennità può essere sospesa o decadere in base alla nuova forma contrattuale (tempo determinato/indeterminato). Al contrario esiste una compatibilità parziale con attività di lavoro autonomo, parasubordinato e accessorio. In via sperimentale, inoltre, è previsto per gli anni 2013, 2014 e 2015, che il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell'indennità possa richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento pari al numero di mensilità non ancora percepite per intraprendere una attività di lavoro autonomo (microimpresa – auto impresa).


Tutti coloro che fossero interessati al tema trattato, possono rivolgersi
ai nostri uffici di Patronato presenti su tutto il territorio nazionale che forniranno, gratuitamente, tutta l’assistenza necessaria.

 Leggi qui tutti gli articoli della rubrica previdenza

 Gli esperti di 50&PiùEnasco che curano questa Rubrica sono:
Rosaria Bendia, Paolo Daprelà, Filomena Ianni, Daniela Toschetti.

50&PiùEnasco è un Istituto di Patronato e di Assistenza Sociale, presente su tutto il territorio nazionale e fornisce la propria assistenza gratuita nello svolgimento delle pratiche relative a tutte le tipologie di prestazioni erogate da INPS (comprensive di quelle a carico dei lavoratori pubblici - ex INPDAP - e dei lavoratori dello spettacolo - ex ENPALS, ENASARCO, INAIL, Ministero dell'Interno.

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