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Famiglie: reddito RISTRETTO
Il reddito delle famiglie è inferiore del 2,4% rispetto al 1991. L’analisi della Banca d’Italia. Aumentano i poveri e il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,9 %della ricchezza netta familiare totale: era il 44,3% nel 2008.

Si restringe il reddito delle famiglie italiane che nel 2010, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato pari a 32.714 euro, 2.726 euro al mese. In termini reali il reddito medio nel 2010 è inferiore del 2,4% rispetto a quello riscontrato nel 1991. E’ quanto emerge dalla ricerca di Bankitalia sui bilanci delle famiglie italiane.

Secondo l’indagine di via Nazionale, il reddito equivalente, una misura che tiene conto della dimensione e della composizione del nucleo familiare, si è attestato sui 18.914 mila euro per individuo, un valore inferiore, in termini reali, dello 0,6% a quello osservato con l’indagine sul 2008.

Nel 2010 il reddito familiare medio risulta più elevato per le famiglie con capofamiglia laureato, lavoratore indipendente o dirigente, di età compresa tra i 45 e i 64 anni, mentre risulta inferiore per le famiglie residenti al Sud e nelle Isole. Inoltre, il reddito delle famiglie in cui il capofamiglia ha la cittadinanza straniera risulta in media inferiore di circa il 45% a quello delle famiglie italiane.

La concentrazione della ricchezza. La ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti), presenta un valore mediano di 163.875 euro. Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,9 %  della ricchezza netta familiare totale (44,3% nel 2008). La concentrazione della ricchezza, misurata in base all’indice di Gini, è risultata pari a 0,62, in lieve aumento rispetto alla precedente rilevazione del 2008.

L’aumento dei poveri. La quota di individui poveri è del 14,4%, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008. Tale quota supera il 40% tra i cittadini stranieri. Nel 2010 il 29,8% delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le spese, il 10,5% le reputava più che sufficienti, mentre il restante 59,7% segnalava una situazione intermedia. Rispetto alle precedenti rilevazioni emerge una tendenza all’aumento dei giudizi di difficoltà.

L’indebitamento delle famiglie
. La percentuale di famiglie indebitate è pari al 27,7%. L’indebitamento, come in passato, risulta più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passività sono costituite in larga parte da mutui per l’acquisto e per la ristrutturazione di immobili.
Il debito residuo per le famiglie che usufruiscono di almeno un finanziamento corrisponde in media a poco più di un’annualità di reddito; il valore sale a quasi due annualità considerando le sole famiglie con mutui per l’acquisto di immobili. L’incidenza mediana della rata annuale complessiva per il rimborso dei prestiti sul reddito familiare è del 12,4 per cento.

La vulnerabilità finanziaria, convenzionalmente identificata da una rata per il rimborso dei prestiti superiore al 30% del reddito, riguarda l’11,1% dei nuclei indebitati e si concentra presso le famiglie con entrate modeste. Il fenomeno appare stabile rispetto al passato.

Gli strumenti di pagamento
. Continua la tendenza, segnalata anche nelle precedenti rilevazioni, alla progressiva sostituzione degli strumenti di pagamento tradizionali, quali il contante e gli assegni bancari, con modalità di pagamento più avanzate e flessibili, come la carta di credito, il Bancomat e le carte di pagamento prepagate. Circa il 71% delle famiglie possiede almeno una carta di pagamento alla fine del 2010: è in leggero aumento la diffusione di Bancomat, il cui possesso sale dal 63,6% delle famiglie nel 2008 a quasi il 69% di questa rilevazione. E’ stabile la diffusione di carte di credito, detenute dal 32% delle famiglie. In forte crescita la diffusione di carte prepagate (dal 7,3% nel 2008 al 12,1%del 2010).
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