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A seguito di trasferimento temporaneo in un'altra città, occorre pagare l'Imu sull'abitazione principale di proprietà?

Nel caso di trasferimento temporaneo in un'altra città, occorre pagare l'Imu sull'abitazione principale di proprietà?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA
: Ho acquistato un'abitazione a Catania dove ho anche la residenza.
Per motivi di lavoro mi dovrò spostare a Trapani dove ho intenzione di prendere una casa in affitto con contratto transitorio della durata massima di un anno senza il trasferimento della residenza.
Considerando la natura del contratto e che rientrerò a  Catania durante il fine settimana. L'Imu della casa di proprietà a Catania andrà pagata come prima casa o come seconda casa? 
Grazie per l'attenzione.


   


RISPOSTA
: il diritto all’aliquota agevolata e alla detrazione sull'abitazione principale e relativa pertinenza, è strettamente connesso alla “residenza” e al “domicilio” del soggetto passivo nella stessa. 

Ai fini IMU il D.L. 201/2011 definisce l’abitazione principale come “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente….

Il Legislatore in pratica evidenzia due concetti fondamentali: quello dell’unica unità immobiliare e quello della dimora abituale e residenza anagrafica del possessore e del suo nucleo familiare. In riferimento a quest’ultimo punto sembra voglia far riferimento al concetto richiamato dall’art. 43, comma 2, del codice civile secondo il quale “La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale”.

Tutto ciò premesso nel suo caso specifico si tratta, in effetti, di una casistica molto particolare in quanto, sembrerebbe, che il trasferimento sia solo a carattere “temporaneo” ma in realtà la sua dimora abituale rimanga a Catania così come la sua residenza. Tenuto conto che il soggetto deputato a svolgere l’attività di accertamento e riscossione rimane comunque il Comune le consigliamo di rivolgersi all’Ufficio Tributi per avere conferma della presenza dei requisiti per poter considerare l’immobile come “prima casa”.


Cosa c’è da sapere…

Nel 2013, per l’abitazione principale, alla sospensione del versamento della prima rata Imu, stabilita dall’articolo 1 del D.L. 21 maggio 2013 n. 54, è seguita anche l’abolizione della seconda rata per l’abitazione principale e le sue pertinenze (escluse le prime case cosiddette di lusso classificate alla categoria A/1, A/8, A/9 e relative pertinenze ).

Limitatamente al saldo IMU dello scorso anno il D.L. 133 del 30 novembre 2013 aveva previsto che per gli immobili ubicati in quei Comuni che nel 2013 hanno deliberato o confermato un’aliquota superiore a quella “standard” del 4 per mille i contribuenti dovevano versare il 40% di detto incremento (la differenza pari al 60% rimaneva a carico dello Stato).  Si tratta della c.d. Mini-Imu il cui versamento doveva essere effettuato entro il 24 gennaio 2014

Il comune di Catania, ad esempio,  rientra tra i comuni che hanno stabilito l’aumento dell’aliquota base dallo 0.4% allo 0.6%.
Per coloro che non avessero provveduto al pagamento della Mini Imu è sempre possibile ricorrere al Ravvedimento operoso entro la scadenza del 30 giugno 2014 pagando, oltre l’imposta, anche la sanzione ridotta al 3,75% (in luogo di quella ordinaria del 30%) e gli interessi, al tasso legale del 1%, calcolati dal 24 gennaio 2014 alla data di versamento. 

Dal 1 gennaio 2014 solo le “prime case” cosiddette di lusso (categoria A/1, A/8, A/9) pagheranno l’Imu, mentre negli altri casi l’abitazione principale sconterà, in luogo dell’Imu, la sola Tasi, la tassa sui servizi indivisibili.


Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
Cinzia Calabrese, Marco Chiudioni, Ada Martino, Romeo Melucci.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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