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Blocco Tir: gravi DISAGI
Inizia la conta dei danni. Da più parti si sollecitano misure contro il blocco dei Tir. Rassicurazioni dal Ministro degli Interni Cancellieri. Intanto nei supermercati iniziano a scarseggiare frutta e verdura fresca, latte e carne.

A Roma un’ordinanza del Prefetto Giuseppe Pecoraro ha vietato i sit-in ai caselli autostradali fino a venerdì. Un provvedimento che potrà essere preso anche da altre città. Sul blocco il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, è intervenuta oggi al Senato, rassicurando che il Governo sta seguendo da vicino la situazione. Chiare le indicazioni ai prefetti: «Se dovessero verificarsi strascichi della protesta che compromettano la sicurezza della circolazione e l'incolumità delle persone, i prefetti potranno, come avvenuto oggi a Roma, far ricorso all'adozione di apposite, mirate, urgenti ordinanze.

Il Ministro ha anche assicurato al vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, in una telefonata, che “il governo italiano intraprenderà tutte le misure necessarie per porre fine ai blocchi causati dallo sciopero dei Tir". E' quanto si legge in una nota della Commissione. I blocchi, infatti, potrebbero interferire con la libera circolazione delle merci nell’Unione europea.

Anche le associazioni dei consumatori chiedono misure urgenti. “Come Associazioni di tutela dei diritti dei cittadini abbiamo sempre rispettato e difeso il diritto a manifestare, purché questo avvenga nel pieno rispetto delle regole e non dia luogo a manifestazioni di violenza”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. “Quello attuato in questi giorni, però, non è uno sciopero, ma una serrata. Che sta iniziando a creare gravi disagi soprattutto nei centri urbani. Per questo chiediamo alle associazioni organizzatrici della serrata di rientrare nella legalità, aprendo un confronto sulle loro richieste, senza bloccare ulteriormente il Paese.”

I primi disagi si stanno manifestando non solo relativamente ad alcune merci che iniziano a scarseggiare “ma anche per quanto riguarda i prezzi, in molti casi “gonfiati” proprio in ragione della scarsa reperibilità di alcuni prodotti. In particolare frutta ed alla verdura fresca, ma alcune segnalazioni iniziano a pervenire anche relativamente ai carburanti stessi”, rilevano le due associazioni.

“Questo prolungato sciopero degli autotrasportatori sta rischiando davvero di portare l’agricoltura al collasso, senza contare le conseguenze sui consumatori che oggi pagano il doppio del prezzo per comprare un chilo di zucchine”. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

“La protesta dei tir in tutt’Italia può paralizzare definitivamente il comparto, visto che nello Stivale 9 prodotti agroalimentari su 10 viaggiano su gomma per arrivare dal campo alla tavola. I danni al settore sono pesantissimi. Solamente in Sicilia - stima la Cia- il settore lattiero-caseario ha perso più di 4 milioni di euro a causa del mancato invio, alle centrali di trasformazione nel Catanese e in Calabria, di oltre 4 mila tonnellate di latte. E la situazione nel settore ortofrutticolo è ancora più grave: il blocco dei trasporti ha impedito la raccolta e la distribuzione di almeno 40 mila tonnellate di frutta e verdura, con mancati ricavi per quasi 60 milioni di euro. A cui però tocca aggiungere anche il danno commerciale legato alla perdita di commesse, a tutto vantaggio dei nostri competitor stranieri. Da quando è cominciata la protesta dei tir, infatti, le importazioni di ortaggi da paesi come Spagna e Maghreb sono già aumentate del 30 per cento”.

La conferma che alcuni beni alimentari iniziano a scarseggiare sugli scaffali dei supermercati arriva da Conad.  "Il blocco dei Tir dei giorni scorsi in Sicilia  - afferma il direttore generale Francesco Pugliese, non ha consentito ai prodotti freschi siciliani di poter raggiungere i mercati del Nord e dell'Europa. I blocchi 'spontanei' che si stanno verificando in queste ore impediscono il tempestivo rifornimento dei punti di vendita con prodotti freschi di primaria necessità quali ortofrutta, latte e carne, che incominciano a scarseggiare sugli scaffali".
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