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Sì al decreto Enti Locali


Roma è “salva". Confermata la proroga della "sanatoria" delle cartelle, la Tasi aumenta per finanziare le detrazioni sull'abitazione principale per le fasce più deboli. Eliminata la "web tax".

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto sugli enti locali dopo che la prima versione, quella scritta dal governo Letta, è stata lasciata decadere per l’approvazione finale alla Camera (la data ultima era il 28 febbraio).

Cosa contiene il nuovo decreto? Innanzitutto le misure "salva Roma"  che anticipano la somma di 570 milioni di euro per la gestione ordinaria della Città. Una misura tampone visto che il buco di bilancio della Capitale è di circa 800 milioni di euro.

E’ stata confermata la proroga della “sanatoria” delle cartelle Equitalia fino al 31 marzo 2014. E qui il pensiero corre a tutte quelle persone che, vista la decadenza del decreto, ieri hanno fatto lunghe file agli sportelli di Equitalia.

Per la Tasi i comuni hanno facoltà di aumentare l’aliquota fino allo 0,8 per mille in modo da finanziare le detrazioni fiscali per le fasce più deboli. Attualmente la Tasi prevede un’aliquota minima dell’1 per mille fino a un massimo del 2,5 per mille. Questa addizionale, benché non formalizzata dal governo Letta, era già nelle intese con i Comuni.

Con il decreto è stata abrogata la “Google tax” o “Web tax” che doveva entrare in vigore, secondo il decreto milleproroghe, il 1° luglio 2014. Con questa decisione le casse dello Stato rinunciano a 237,5 milioni di euro per l’anno 2014, a 191,7 milioni di euro per l’anno 2015, a 201 milioni di euro per l’anno 2016 e a 104,1 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017. Queste somme sarebbero dovuto affluire nel  Fondo per interventi strutturali di politica economica, come prevedeva la Legge di Stabilità.

I punti principali del decreto:

TASI

Per consentire le detrazioni sulla prima casa di cui hanno beneficiato le famiglie italiane nel 2012 l’aliquota massima della Tasi (tributo sui servizi indivisibili) per l’anno 2014 per ciascuna tipologia di immobili può essere aumentata complessivamente fino ad un massimo dello 0,8 per mille complessivo. L’incremento può essere deliberato dai Comuni a condizione che il gettito relativo sia destinato a finanziare detrazioni o altre misure relative all’abitazione principale in modo tale che gli effetti sul carico dell’imposta Tasi siano equivalenti a quelli dell’Imu prima casa.

Modalità di pagamento

Il versamento della Tasi avviene mediante modello F24 e/o bollettino di conto corrente postale (per consentire all’Amministrazione finanziaria di disporre dei dati in tempo reale non è possibile utilizzare servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali). Il Comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tasi e della Tari (tassa sui rifiuti) prevedendo almeno due rate a scadenza semestrale. È consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.

Contributo ai Comuni

Per compensare il mancato gettito ai Comuni dovuto alla differenza tra l’aliquota Tasi prima casa (2,5 per mille) rispetto alla aliquota Imu (4 per mille) il contributo dello Stato di 500 milioni di euro per il 2014 attribuito ai Comuni dalla legge di stabilità viene incrementato di 125 milioni di euro. Il riparto della cifra è stabilito con un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’Interno, secondo una metodologia condivisa con l’Anci, tenendo conto dei gettito standard ed effettivi dell’Imu e della Tasi. È eliminato il vincolo di destinazione del contributo alle detrazioni, inizialmente previsto dalla legge di stabilità.

Immobili della Santa Sede

Sono esentati dal versamento della Tasi i fabbricati della Chiesa indicati nei Patti Lateranensi (si tratta di circa 25 immobili ubicati a Roma).

Terreni agricoli

I terreni agricoli sono esclusi dal pagamento della Tasi.

ENTI LOCALI

Per gli enti locali in difficoltà finanziaria vengono adottati alcuni provvedimenti per sanare le situazioni più gravi, dando indicazione di criteri stringenti per l’obbligo di risanamento.

Vengono sospese le procedure esecutive nei confronti dei Comuni in predissesto.

Inoltre, per l’esercizio 2014 gli enti locali che abbiano presentato, nel 2013, piani di riequilibrio finanziario che non sono poi stati approvati dalla Corte dei Conti, hanno la facoltà di presentare un nuovo piano entro 90 giorni dal diniego della Corte dei Conti a condizione che sia avvenuto un miglioramento nel risultato di amministrazione registrato nell’ultimo rendiconto approvato.

Per il Comune di Napoli vengono inoltre sospese temporaneamente le procedure esecutive a carico. Per quanto riguarda il trasporto pubblico campano vengono vietate azioni esecutive verso società che gestiscono il tpl regionale fino al 30 giugno 2014.

Con un’altra norma si dispone che nei Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, il cui riequilibrio finanziario sia condizionato da significative misure di riduzione dei costi e razionalizzazione delle società partecipate, l’ente possa raggiungere l’equilibrio entro tre anni compreso quello in cui è stato deliberato il dissesto.

Agevolazioni per territori colpiti da eventi sismici

Per le regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia colpite dagli eventi sismici nel maggio del 2012 è prevista la proroga dei termini per il rimborso dei finanziamenti erogati da Cassa Depositi e Prestiti ed Istituti di credito. Per l’Aquila non si applicano le misure sanzionatorie previste per la violazione del patto di stabilità.

Roma Capitale

Anticipo di 570 milioni di euro per la gestione ordinaria del Comune. La somma altrimenti dovuta in più rate deriva prevalentemente dai tributi versati dai cittadini. Il Comune, a sua volta dovrà predisporre piani di rientro pluriennali del debito secondo i criteri per tale rientro corrispondenti a quelli introdotti in sede parlamentare.

WEB TAX

Rispetto alla norma precedentemente prevista, viene abrogata la norma della legge di stabilità che prevedeva la web tax.

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