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Gli IMPRENDITORI in piazza

In una Piazza del Popolo gremita, a Roma si è svolta la manifestazione organizzata da Rete Imprese Italia "Senza impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro".

Oggi a Roma, in Piazza del Popolo, si è tenuta "Senza Impresa non c'è Italia", la mobilitazione generale delle imprese promossa dalle cinque organizzazioni aderenti a Rete Imprese Italia: Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. Hanno partecipato oltre sessantamila persone, imprenditori da tutta Italia, per chiedere una svolta decisiva nelle scelte di politica economica del Paese, tenendo conto delle difficoltà e delle esigenze del mondo dell'impresa diffusa, dell'artigianato e del terziario di mercato, che rappresenta il 94% del tessuto produttivo dell'Italia e ne è la forza trainante, visto che contribuisce per il 69% al fatturato nazionale e garantisce il 58,8% dell'occupazione del Paese.

"Il prossimo governo ed il Parlamento devono cambiare registro". È l'appello lanciato in apertura della manifestazione di Roma dal presidente di turno di Rete Imprese Italia  e di Confesercenti, Marco Venturi. Il nuovo governo e Parlamento "devono prendere atto di questa grande forza, dell'enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese,devono cambiare registro e capire che senza di noi il Paese si ferma". "Abbiamo pagato sulla nostra pelle - ha proseguito Venturi - e stiamo ancora pagando tutti gli errori di scelte politiche dissennate". In particolare, il portavoce attuale di Rete Imprese Italia ha puntato il dito contro "una pressione fiscale che per le nostre imprese tocca il 66% anche a causa di una tassazione locale senza limiti".

"Se per la prima volta nella storia d'Italia i nostri imprenditori sono qui in piazza così numerosi vorrà pur significare qualcosa", ha detto il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. "Siamo qui perché questa crisi ha lasciato e continua a lasciare cicatrici profonde sulla pelle delle nostre imprese. Troppi posti di lavoro sono stati persi e tanti colleghi e amici non ci sono più". Sangalli ha poi citato una frase di papa Francesco, "non ci faremo rubare la speranza": le persone che sono in questa piazza non si arrendono e non vogliono tirare i remi in barca ma – ha osservato Sangalli - non ci possono chiedere di remare sempre controcorente". "I nostri problemi sono sempre quelli che ricordiamo: lavoro, credito, consumi. Dobbiamo abbassare di un punto l'Irpef e abolire l'Irap. Ridiamo fiato ai consumi e ridiamo fiducia agli imprenditori riaprendo i rubinetto del credito". Gli imprenditori chiedono risposte e sono pronti a scendere nuovamente in piazza: "Qualcosa è cambiato – ha concluso Sangalli - la politica non può più fare finta di niente. Se non riceveranno adeguate risposte dal nuovo Governo gli imprenditori sono pronti a scendere nuovamente in piazza, più numerosi e determinati di oggi".

Giacomo Basso, presidente di Casartigiani, ha sottolineato che "mai è stato approvato un pacchetto, neanche sintetico, a favore della piccola impresa perché non siamo sufficientemente considerati". E intanto: “Dal 2006 ad oggi - ha concluso Basso - 134mila aziende hanno chiuso. Noi non scappiamo e non delocalizziamo, siamo legati alla terra e a alla famiglia. Da oggi - ha aggiunto riferendosi al successo della manifestazione - più forti e rappresentativi".

Il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, ha evidenziato che gli imprenditori "non hanno perso la speranza, hanno perso la pazienza. La politica ci ha deluso, ma nonostante tutto siamo qui per sostenere l'Italia: rispettateci e date riconoscimento alle nostre ragioni".Questa manifestazione - ha concluso Merletti - non resterà solo nella nostra memoria ma nella storia, come la più grande manifestazione delle piccole e medie imprese italiane.

Per Daniele Vaccarino, presidente Cna, "il mondo delle piccole imprese deve diventare il luogo "dove i giovani possono e vogliono lavorare". Poi, rivolto alll'esecutivo che verrà, Vaccarino ha detto: "Al governo diciamo basta sgambetti alle imprese. Bisogna costruire un progetto sui punti di forza del Paese noi siamo tra questi. L'Italia deve ripartire da noi".



Per saperne di Più: www.confcommercio.it
                             www.reteimpreseitalia.it


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