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SCOLIOSI: leggende e verità

Atteggiamento scoliotico e scoliosi sono due situazioni patologiche diverse: la prima è facilmente correggibile, la seconda crea un’inclinazione e rotazione stabile delle vertebre.

Articolo tratto dalla rivista 50&Più numero di gennaio.

di Alessandro Mascia

Una spalla più alta, l’orlo dei pantaloni o delle gonne non simmetrico, una scapola più sporgente dell’altra, un leggero gibbo all’altezza del dorso. Può capitare di vedere una di queste condizioni nei nostri figli o nipoti e di domandarci se hanno una scoliosi o, comunque, un disturbo di accrescimento della colonna o del sistema scheletrico in generale.

La scoliosi è una alterazione stabile della colonna (dismorfismo) caratterizzata dall’inclinazione e rotazione delle vertebre. Più la scoliosi è grave, più le vertebre saranno ruotate ed inclinate. Si differenzia dall’atteggiamento scoliotico in quanto quest’ultimo è correggibile e le vertebre non presentano una componente di rotazione. Nella scoliosi la colonna vertebrale ha normalmente una forma ad “S”, per cui il soggetto si presenta con una spalla più alta da un lato ed il bacino più alto dal lato opposto. Attenzione, però, in quanto questa condizione si evidenzia anche nello schema posturale fisiologico che tutti abbiamo quando siamo in piedi con il carico su una gamba mentre l’altra è in condizione di riposo (schema di Delenois). La differenza è che lo schema fisiologico è un atteggiamento, mentre la scoliosi non si modifica cambiando posizione. Le più frequenti sono composte da tre curve nella colonna vertebrale, ma possono essere anche formate da due o, nei peggiori casi, da quattro curve. Le cause possono essere ad esempio un piede piatto, il ginocchio valgo, una vertebra a cuneo (congenita), il torcicollo miogeno, la frattura della clavicola alla nascita.

Ma una scoliosi può essere anche causata dall’alterazione dello sviluppo dei visceri, oppure dallo strabismo o dall’ipoacusia (una minore capacità uditiva di uno o di entrambe le orecchie). I motivi di insorgenza della scoliosi possono essere precedenti o successivi alla nascita, ma ce ne sono alcuni legati proprio al momento del parto: come una possibile frattura della clavicola, oppure una lesione da stiramento dell’insieme dei nervi del braccio (plesso brachiale), oppure in letteratura sono presenti anche dati riferiti a bambini affetti da scoliosi nati con l’ausilio del forcipe (potrebbe determinare uno sviluppo asimmetrico del cranio e, quindi, della colonna vertebrale).

Nel caso in cui la scoliosi abbia un’origine prenatale, questa può essere rappresentata da una patologia chiamata “torcicollo miogeno” dove alcuni muscoli del collo, essendo in contrazione costante, costringono la testa ad essere sempre inclinata e ruotata. Esistono, inoltre, degli studi di embriologia in cui è evidenziato che uno dei meccanismi di instaurazione di molte scoliosi dipende dal non corretto accrescimento delle strutture (foglietti) che sostengono gli organi interni, determinando una tensione asimmetrica sulla colonna e costringendola così ad un adattamento di inclinazione e rotazione. Ma possono essere cause prenatali della scoliosi anche una vertebra non formata correttamente (ad esempio, una vertebra con deformazione a cuneo) oppure un deficit dell’udito o della vista, per cui il bambino è costretto ad assumere delle posizioni di adattamento asimmetrico per poter compensare il disturbo.

Un elemento importante è anche la familiarità, per cui se uno dei genitori ha una scoliosi, anche i figli potrebbero averla e, in questo caso, è utile prevedere dei controlli periodici per verificare il corretto accrescimento del sistema muscolo-scheletrico. Tra le cause successive al momento della nascita si annoverano anche un piede piatto, una minore o maggiore lunghezza delle ossa delle gambe (ipometria o ipermetria), la frattura di un osso o un intervento chirurgico (per la tensione determinata dalle aderenze della cicatrice) durante l’età dell’accrescimento (0-18 anni). Questi sono tutti fattori che determinano uno squilibrio degli appoggi e dei carichi tale da modificare la corretta postura della colonna.

Dato che la scoliosi è una alterazione morfologica dovuta all’accorciamento dei muscoli profondi della colonna vertebrale, il trattamento per eccellenza è la Rieducazione Posturale Globale (RPG). Questa metodica prevede il riequilibrio della colonna vertebrale e, più in generale, di tutto sistema muscolare e scheletrico del corpo attraverso delle posture di allungamento. Il primo obiettivo del trattamento è evitare il progressivo peggioramento delle curve della colonna. Gli obiettivi successivi auspicabili sono quelli di correggere il più possibile l’angolo di inclinazione e rotazione delle vertebre, rendendo tale miglioramento stabile nel tempo.

Durante la crescita del bambino ci sono delle fasi che evidenziano un picco di sviluppo più veloce in cui il rischio di peggioramento della scoliosi è maggiore. Questi momenti di accelerazione della crescita dell’apparato muscolo-scheletrico sono mediamente intorno ai 13 anni per le femmine e verso i 15 anni per i maschi. Sono momenti riconoscibili in quanto la velocità di crescita raggiunge in queste fasi il centimetro al mese. Più è precoce l’insorgenza della scoliosi, più sarà infausta l’evoluzione della patologia, in quanto la colonna deve ancora crescere molto e può, di conseguenza, peggiorare notevolmente. Al contrario, una scoliosi che inizia tardivamente avrà un rischio evolutivo minore.

Per le scoliosi di circa 30 gradi e oltre di inclinazione, il protocollo di trattamento prevede anche i corsetti correttivi. A seconda della gravità della scoliosi, andranno indossati per un numero di ore proporzionale. Attenzione, però: il corsetto fornisce un’azione meccanica correttiva di tipo passivo, mentre la vera correzione morfologica di allungamento, riequilibrio ed informazione di posizione è determinata dal trattamento di rieducazione posturale individuale. I gruppi di ginnastica per la correzione delle scoliosi non sono adeguati, in quanto ogni scoliosi è diversa dalle altre e non è possibile standardizzare dei trattamenti generali efficaci. Più l’intervento riabilitativo ed ortesico è precoce, maggiori saranno le possibilità di contenerne l’evoluzione.

Si può iniziare a partire dai 5-6 anni, quando cioè il bambino è in grado di seguire e controllare gli esercizi con attenzione. La frequenza dei trattamenti deve essere intensificata nei periodi dei picchi di sviluppo e può invece essere rallentata quando ormai la crescita in altezza del bambino-adolescente è stabilizzata. Un falso credo da smentire è che il nuoto (come anche qualsiasi altro sport) sia utile per correggere le alterazioni morfologiche della colonna come la scoliosi, ma anche il dorso curvo e il dorso piatto. Queste patologie sono sempre adattamenti da accorciamento e rigidità muscolare. Lo sport è un’attività di rinforzo muscolare, per cui le scoliosi non possono che peggiorare se non sono controbilanciate da esercizi di allungamento e riequilibrio. Lo sport deve essere concordato con l’équipe medica di riferimento e non deve prevalere sul trattamento riabilitativo.


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