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Giochi sotto L'ALBERO

Natale è il calore della famiglia, il piacere della tavola imbandita, l’attesa del regalo da scartare... Ma è anche, e (forse) soprattutto, giocare. E tra mazzi di carte e giochi di società - oggi anche in versione elettronica - la sfida continua.


Articolo tratto dalla rivista 50&Più, numero di dicembre.

di Stefano Ripert

Come ogni anno, la più importante festività del mondo arriva quasi a sorpresa, con l’agguato dei dolci “surrogati” natalizi negli scaffali dei supermercati, quando, almeno al Centro-Sud, siamo ancora in maniche corte. Quelli originali, di lì a poco, faranno bella mostra anche nei negozi più “in“. Ma al di là delle accelerazioni imposte dal marketing, la magia di scartare un panettone (o un pandoro? La questione in famiglia può accendere diatribe vivissime) è sempre la stessa: è la gioia semplice di ritrovarsi con i parenti, zii, cugini, amici attorno a un tavolo, prima per i manicaretti e poi per giocare tutti insieme. La Tombola, insomma, senza il prodromo di svariate portate, che Tombola sarebbe? Fa tutto parte di una cerimonia con ritmi ben precisi. E allora, oggi come ieri, prima la cena della Vigilia, a casa dei nonni o nella propria, addobbata a festa con l’albero scintillante a dare il benvenuto agli ospiti che, entrando, depositano i regali al suo cospetto.

Nell’aria effluvi culinari che invadono i sensi e invitano le genti, vestite di tutto punto, alla tavola. Un’alchimia che non ha alcun effetto tra i più piccolini, che continuano a giocare scorazzando per la casa, magari con il pancino e il maglioncino ricolmo di tutte le tipologie di leccornie razziate. E solo dopo la tavola, mentre pandori e panettoni hanno il loro giusto momento di gloria, è l’ora dei giochi da tavola. Regina della festa, la Tombola. Negli anni Ottanta era con le cartelle in plastica, con le finestrelle da calare come palpebre, e i numeri di beige bordati di rosso. Ma chi è già negli “anta“ ricorderà quella dei nonni con cartelle di carta da coprire con i fagioli e sacchetto rigorosamente in tela, come quello in cui si conservava la farina, e i numeri in legno: adesso è già considerata un pezzo di modernariato. Comunque quaterne, cinquine e tombole venivano urlate a brucia pelo e sempre con molta soddisfazione. In genere, chi teneva e poteva permettersi il banco era un adulto: aveva la soddisfazione di poter chiamare i numeri e sentirsi protagonista e, se era bravo e creativo nella recitazione, alzava di molto l’indice delle risate. Abilità che era richiesta anche per i giochi delle carte, come il Mercante in Fiera, dove la stoffa del banditore era ancora più apprezzata.

Ma adesso le cose come stanno? I grandi, ma soprattutto i più piccoli, riescono ancora a percepire
quelle sensazioni che alle generazioni precedenti sono rimaste nel cuore? Proviamo a fare un’indagine a campione, una sorta di excursus lungo lo Stivale. “Certo che giochiamo! - ci dice il papà di un dodicenne del torinese – Magari coi giochi appena regalati, dato che per abitudine tra i regali sotto l’albero c'è sempre qualche gioco da tavolo”. Qualcuno, invece, fa scelte più atletiche.
Ecco cosa racconta la mamma di un teenager: “A Natale abbiamo sempre organizzato giochi di “movimento“ tipo tirare palline per buttare giù birilli, mini tornei di ping pong (basta mettere sul tavolo da cucina una rete... Nei megashop svedesi la vendono a pochi euro), bowling, tiro al bersaglio”. Quando in famiglia ci sono bambini di età diverse, la sfida è coinvolgere i più piccoli e catturarne l’attenzione. “I miei vanno pazzi per il Gioco dell’Oca (indipendentemente se è Natale o Pasqua...) e sono capaci di andare avanti per ore... A patto che vincano sempre loro”, ci confessa con un sorriso la mamma di un paio di piccole pesti iscritte alle elementari.

E Angelo di Milano, papà di Francesca, 12 anni, e Lorenzo, 10 anni: “Da noi Mercante in Fiera, Ubongo o qualche altra cosetta con le carte... Per esempio strasa camisa”. A volte poi sono i più piccoli a sorprenderci: “Un anno, Gaia e Matteo - racconta mamma Caterina - hanno organizzato un piccolo spettacolo circense di solidarietà esibendosi davanti a nonni e amici per mandare il ricavato a Medici senza frontiere”.

La cara vecchia Tombola, comunque, resiste. “Noi di solito giochiamo a Tombola o a Sette e mezzo”, ci dice Loredana di Roma. La sua casa a Natale si riempie di bambini. I due figli, Simone e Giulia, e poi cuginetti, amici e parenti: “I giochi classici sono quelli che scegliamo sempre... Se no, che Natale è? Poi, magari, dopo un po’, i bambini si annoiano e se ne vanno a giocare per conto loro con il Nintendo”.

I giochi classici insomma resistono, magari rivisitati elettronicamente, come ci racconta via internet una mamma di Perugia: “Per rallegrare la solita Tombola (che a volte risulta noiosa) abbiamo usato l’applicazione in digitale. Si chiama “I Tombola”. La nostra tavoletta Ipad sorteggiava i numeri e ce ne spiegava il significato secondo la cabala napoletana!”. Nello specifico, sul Web si trovano centinaia di combinazioni ludiche. Un esempio tra tutti, Santa Klaus in trouble, ovvero “Babbo Natale nei guai”.

Il gioco è la traduzione elettronica di un sogno: metterci per una volta alla guida della slitta di Babbo Natale, fronteggiando distese di neve, camini da scalare e renne imbizzarrite.
Di giochi così ce ne sono a centinaia e possiedono un grande potere di attrazione per i piccoli di casa e i loro fratelli maggiori. Così, mentre gli adulti magari non si risparmiano due battute sulla politica o sul calcio nemmeno la Notte di Natale, i ragazzi sono lì al computer, o col telefonino connesso a internet in mano, gareggiando con altri giocatori on-line, magari in Australia. E forse anche questo è un regalo dello spirito natalizio, formare attraverso il gioco, una grande famiglia con intelletti affini e sconosciuti, dispersi ai quattro angoli del globo. Una famiglia, però, con cui sarà difficile condividere il profumo di una fetta di panettone appena tagliato o un morso di torrone al cioccolato.

Gli intramontabili giochi di società mantengono il loro fascino anche tra i bambini che, per esempio, continuano ad apprezzare moltissimo il Monopoli.

Gli alternativi giochi di “movimento”, come il tiro al bersaglio e il mini bowling, continuano ad alimentare accese competizioni per l’ambito primo posto.

Le classiche carte da gioco non perdono smalto e, tra Canasta, Sette e mezzo, Pinnacolo..., restano
le protagoniste di lunghe sfide notturne.

L’amato ping pong “versione casalinga”
sembrerebbe essere facilmente realizzabile: racchette, pallina
e una rete di pochi euro montata sul tavolo.
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