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Due coniugi vivono ognuno nell'abitazione di proprietà dell'altro. Chi ha diritto all'esenzione IMU?

Due coniugi vivono ognuno nell'abitazione di proprietà dell'altro. Chi ha diritto all'esenzione IMU?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA
: Avrei un quesito da porre. Mio marito era unico proprietario fino al 30 settembre dell'abitazione dove risiede e abita a Roma. Questa è l'unica che possiede sul territorio comunale, e dunque aveva l'esenzione IMU.

Ha donato a me l'abitazione, in regime di separazione dei beni. Anch'io non possiedo altre abitazioni sul territorio comunale di Roma. Io non risiedo a Roma, ma a L'Aquila, in una casa di proprietà di mio marito.

Per una sfortunata coincidenza dunque, adesso lui risiede in casa mia a Roma e io risiedo in casa sua a L'Aquila. In regime di separazione dei beni.

Possibile che nessuno di noi abbia diritto all'esenzione IMU per abitazione principale?

Lui non può spostare la residenza a L'Aquila per questioni di lavoro, e io non posso spostarla a Roma per motivi di famiglia.

Grazie


   


RISPOSTA
: Purtroppo la vigente normativa non tiene in considerazione  particolari situazioni come quella descritta in cui l’immobile è utilizzato da un familiare del possessore. Infatti, il trattamento previsto per l’abitazione principale riguarda esclusivamente “l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente” (art. 8, comma 3, d.lgs. 23/2011).

Si ricorderà che, diversamente, ai fini ICI, l’art. 8, comma 2, D.Lgs. n. 504/92, considerava abitazione principale quella in cui “... il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente” ed i regolamenti comunali in molti casi disponevano l’esenzione anche per le abitazioni date in uso gratuito dal proprietario a parenti ed affini entro il secondo grado.

Si evidenzia che il D.L. 102/2013 è intervenuto nuovamente sulla materia ed ha previsto che i Comuni nella propria delibera possono equiparare all’abitazione principale l’immobile dato in uso gratuito a parenti in linea retta (quindi solo genitori e figli) purché sussistano i requisiti della “residenza” e delle “dimora”.

Nel vostro caso, pertanto, nessuno dei coniugi potrà godere, per l’unità immobiliare posseduta, in cui vive l’altro, del trattamento previsto per l’abitazione principale, dal momento che la norma citata (art. 8, comma 3, d.lgs. 23/2011) richiede che, per usufruire di tale agevolazione, il possessore dell’immobile vi risieda anagraficamente e vi dimori abitualmente (perciò debbono sussistere entrambi i requisiti – v. circ. 3 /DF del 18.05.2012).

Si consiglia comunque di verificare la delibera IMU del vostro Comune per accertare se abbiano previsto particolari forme di agevolazione. E’ facoltà del singolo Comune, infatti, prevedere nella propria delibera l’equiparazione all’abitazione principale dell’immobile che il genitore da in uso gratuito al figlio (o viceversa) oppure prevedere, negli altri rapporti di parentela, un’aliquota Imu più bassa di quella ordinaria.


Cosa c’è da sapere…

Per l’abitazione principale il D.lgs. n. 23/2011 prevede espressamente la seguente definizione: “l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.
Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.”.
L’aliquota agevolata è applicabile, oltre che per l’abitazione principale, anche per le relative pertinenze classificate nelle categorie catastali C/2, C/6, C/7 (nella misura massima di una per ciascuna categoria e anche se classificate in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo).

Si precisa che, per il solo anno 2013, ai fini del calcolo della rata IMU a saldo, i Comuni possono pubblicare le proprie delibere nei loro siti internet entro il 9 dicembre 2013  (D.L. 102/2013). Inoltre, Il D.L. n. 133 del 30 novembre 2013 è intervenuto in merito al saldo IMU 2013 prevedendo, tra l’altro, l’abolizione della seconda rata per l’abitazione principale e le sue pertinenze (escluse le categoria A/1, A/8, A/9). Tuttavia, per gli immobili ubicati in quei Comuni che nel 2013 hanno deliberato o confermato un’aliquota superiore a quella “standard” del 4 per mille i contribuenti dovranno versare il 40% di detto incremento (la differenza pari al 60% rimarrà a carico dello Stato). Il versamento della differenza dovuta per l’abitazione principale dovrà essere effettuato entro il 16 gennaio 2014 (resta ferma la scadenza al 16 dicembre 2013 per gli altri immobili). Anche in questo caso, tuttavia, sembra che non sia stata ancora scritta la parola fine sulla questione relativa all’IMU sull’abitazione principale ed il Governo nei prossimi giorni potrebbe abolire anche il versamento del suddetto 40%.


Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
Cinzia Calabrese, Marco Chiudioni, Ada Martino, Romeo Melucci.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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