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INPS: disavanzo di 9,8 miliardi

Sale la spesa per gli ammortizzatori sociali e calano le entrate contributive.  Aumentano i dipendenti nella fascia d’età degli ultracinquantenni e scendono gli under 30. Intanto la pensione non basta: un pensionato su due con meno di 1.000 euro al mese.


Il disavanzo sui conti Inps c’è ed è di 9,8 miliardi. La causa non sta solo nell’incorporazione dell’ex-Inpdap (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell 'Amministrazione Pubblica) e dell’ex Enpals (Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo e dello Sport Professionistico ), ma anche dall’aumento della spesa per gli ammortizzatori sociali e da un calo delle entrate contributive  soprattutto del settore pubblico. Intanto diminuisce la disponibilità finanziaria dei pensionati. Quasi la metà percepisce meno di mille euro al mese. Mentre il reddito delle famiglie dal 2008 è sceso del 9,8%. Questi i dati principali contenuti nel Bilancio sociale Inps 2012 presentato questa mattina.

Ammortizzatori a +19% - Nel 2012 la spesa per gli ammortizzatori sociali è cresciuta del 19% rispetto al 2011, superando i 22,7 miliardi (di cui 10,1 miliardi di contributi figurativi). L'Istituto sottolinea che la spesa principale è quella per la disoccupazione con 13,8 miliardi (+18,2%), oltre due miliardi in più rispetto agli 11,684 spesi nel 2011. Il peso maggiore degli ammortizzatori è a carico dello Stato con 14,237 miliardi a fronte degli 8,536 miliardi di contributi da imprese e lavoratori.

Dipendenti pubblici, 130mila in meno - Nel 2012 c'è stata una vera e propria emorragia di dipendenti pubblici, molto diminuiti a causa del blocco del turnover e dei pensionamenti. Nel 2012 le entrate contributive dell'ex Inpdap sono scese di 4,78 miliardi (-8,2%). I contribuenti del fondo pubblici statali sono diminuiti di 107.012 unità (da 1.780.000 a 1.672.988 con un -6%) mentre quelli del fondo pubblici enti locali sono scesi di 25.070 unità (da 1.305.542 a 1.280.472 e un -1,9%). Cresce invece di 1.870 unità il fondo pubblici sanitari e il fondo pubblici ufficiali giudiziari (+721).

Nel 2012 quasi tutte le categorie di lavoratori mostrano una diminuzione. I lavoratori dipendenti del settore privato si riducono di 48.888 unità (-0,4%); i lavoratori pubblici di 129.515 unità (-4%); i lavoratori autonomi di 13.817 unità (-0,3%) e i parasubordinati di 22.167 unità (-2%).

Il blocco del turnover ha accentuato nel pubblico la tendenza che c'è anche nel privato di diminuzione dei dipendenti con meno di 30 anni (-20,1% nel pubblico, -8,7% nel privato) e di progressivo invecchiamento dei lavoratori. Le variazioni per classe d'età, infatti, sono negativi fino ai 50 anni con una riduzione media del 9,3%. Si rilevano invece incrementi dell'1,4% per i dipendenti tra i 50 e i 60 anni e del 5,9% per quelli oltre i 60 anni.

Un pensionato su due con meno di mille euro al mese - Molto bassa risulta, secondo i dati Inps, anche la disponibilità finanziaria dei pensionati: quasi la metà di loro (il 45,2%) ha un reddito inferiore ai mille euro al mese secondo il bilancio 2012 dell'istituto di previdenza. A rimanere sotto la soglia sono 7,2 milioni di persone, tra le quali 2,26 milioni (il 14,3% del totale) non arrivano a 500 euro. Possono invece contare su oltre 3mila euro al mese poco più di 650mila pensionati.

Resta forte lo squilibrio legato al sesso, dal momento che il 55,3% delle pensionate può contare su meno di mille euro al mese a fronte del 33,6% degli uomini. Nella classe di importo più bassa (fino a 500 euro) ci sono il 17,4% delle donne (1,479 milioni di persone) e appena il 10,7% degli uomini (786mila).

Dipendenti pubblici e privati: divario degli assegni - Un altro divario nel reddito da pensione è tra i pensionati pubblici e quelli privati: i primi nel 2012 arrivavano in media a 1.948 euro al mese, oltre 700 euro in più rispetto ai 1.223 euro guadagnati da coloro che hanno lavorato come dipendenti nel settore privato. I dati si riferiscono a chi beneficia di un solo trattamento pensionistico. La differenza dipende anche dal numero di anni lavorati e si allarga tra le donne, con 826 euro medi di pensione a quelle del fondo lavoratori dipendenti e 1.613 per quelle del settore pubblico. Per artigiani e commercianti il reddito da pensione rimane in media sotto i mille euro.

L.B.
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