Il sondaggio è di Eurobarometro: in media per gli europei la vecchiaia inizia a 64 anni. Si è giovani fino a 42. L'indagine ha interrogato gli europei anche su lavoro, pensione e volontariato. Oggi al via l'Anno Europeo dell'invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni.
Fino a quando si è giovani? E quando inzia la vecchiaia? Sono solo due delle domande alle quali hanno risposto gli europei all'indagine di Eurobaromentro, realizzata nell'ambito dell'Anno Europeo 2012 dedicato all'
Invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni che si sta inaugurando in queste ore a Copenaghen.
Essere vecchi... quando si comincia?
Giovane e vecchio? Due parole e tanti significati diversi che variano da un Paese all'altro:
In Portogallo, Svezia e Malata, ad esempio, le persone
under 37 sono considerate giovani, mentre a Cipro e in Grecia si è giovani fino a
50 anni, ma si è vecchi a
57,7 anni in
Slovacchia. La percezione della vecchiaia dipende anche dall'età degli intervistati e dal sesso. Per i giovani tra i 15-24 anni la vecchiaia inizia all'età di
59,1, mentre per gli
over 55 a
67,1 anni. Le donne sentono che la vecchiaia inizia leggermente più tardi rispetto agli uomini (65 anni contro 62,7 anni). Il
dato medio dice che una persona non è più considerata
giovane all'età di
41,8 anni e che può essere considerata
vecchia a
63,9 anni.
La popolazione invecchia, siamo consapevoli?
Il 71% degli europei ritiene che, nei prossimi 20 anni, la percentuale di persone sopra i 65 anni aumenterà. Il dato preoccuapnte è che solo il 42% è interessato da questa tendenza. I cittadini in Portogallo, Grecia e Bulgaria sembrano sentirsi più preoccupati rispetto agli altri europei, mentre le persone nei Paesi Bassi e Svezia sembrano essere meno preoccupati con solo il 28% e il 19%. In
Italia adirittura si scende al 9%.
Dati in netto contrasto con la percezione della classe economica e politica, che considera
l'invecchiamento demografico come una grande sfida. L'indagine ha interrogato gli europei anche su altri fattori: anziani e lavoro, pensionamento, volontariato.
Lavorare, fino a quando?
Solo un europeo su tre è d'accordo con l'idea che l'età pensionabile debba aumentare entro il 2030, sebbene questa sia una priorità politica chiara in molti Stati Membri (vedi articolo del 22/12/2011 sulla
riforma delle pensioni in Italia). Tuttavia il 61% degli intervistati afferma che debba essere consentito di continuare a lavorare anche al raggiungimento dell'età pensionabile. Un terzo degli europei dice che vorrebbe continuare a lavorare anche dopo la pensione. Lo pensano così oltre il 50% degli intervistati in Danimarca, Regno Unito, Estonia e Lettonia a poco più del 20% in Spagna e Italia e il 16% in Slovenia. In generale due intervistati su tre sono d'accordo con l'idea di combinare
pensione e part-time e una pensione parziale (in Italia la possibilità è allo studio con la riforma del Lavoro in discussione, vedi articolo del 22/12/2012).
C'è anche il volontariato
L'invecchiamento attivo non è solo lavoro. Circa un quarto degli europei (compresi quelli con più di 55 anni) dicono di essere impegnati in attività di
volontariato. Gli over 55 impegnati nel volontariato sono il 36%; il 15% si prende cura di un membro anziano della famiglia; il 42% dichiara di aver effettuato attività di volontariato.