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DONNE, crescono gli omicidi in Italia

Nel mondo oltre 100 Paesi non hanno una legge contro la violenza domestica. In Italia, quest'anno, da gennaio a novembre sono state uccise 128 donne, più di tutto il 2012.


Violenze ripetute e inarrestabili, sembrano non finire mai persino davanti a leggi più severe. Proprio alla vigilia della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ad Ispica (Ragusa) una donna ha rischiato di morire per mano di suo marito. L'uomo con una spranga di ferro e legno aveva abbattuto la porta della camera da letto dove la donna riposava minacciandola di morte.  Fortunatamente sono intervenute le Forze dell'Ordine e la tragedia è stata sventata.
L'uomo, 57 anni, era solito a minacce e violenze. L'ultima denuncia lo scorso ottobre.

 
 
Solo il 7,2% delle donne
denuncia di essere stata
vittima di violenza
 
Nel nostro Paese le donne vittime di una qualche forma di violenza, nella fascia di età compresa fra i 16 e i 70 anni sono, secondo l'ultima indagine dell'Istat, 6 milioni 743 mila: circa il 32% del totale delle donne italiane. Più di un milione di donne l'anno finiscono nella rete dei soprusi da parte dell’altro sesso, che si ripetono più volte arrivando a sommare la vergognosa cifra di 14 milioni di atti di violenza (dallo schiaffo allo stupro), mentre gli episodi di stalking, da quando esiste lo strumento legislativo, vengono segnalati all'autorità di polizia al ritmo di oltre 25 casi al giorno.

E' il quadro ricordato dalla prima indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza sulle donne realizzata da Intervita Onlus  (www.intervita.it/ )con il patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità e presentata alla Casa del Cinema di Roma, a poco più di un mese dall'approvazione della Legge sul Femminicidio. I dati raccolti dicono che tra spese sanitarie e costi sociali, l’esborso per la collettività è pari a circa 1,7 miliardi di euro. Se poi a questa cifra si aggiungono i costi del lavoro per mancata produttività, pari a 604 milioni, si arriva a 2,3 miliardi. A fronte di tutto questo, per le iniziative di prevenzione al fenomeno si investono soltanto 6,3 milioni. Si tratta di dati che, secondo i ricercatori, "rischiano di non spiegare fino in fondo la gravità del fenomeno, perché soltanto il 7,2%  delle vittime denuncia l'accaduto", solo il 18,2% delle donne che hanno subito violenze li considera reati, mentre un terzo delle donne che hanno subito violenza trascorre una vita senza parlarne mai con nessuno.

 
 
Il 13% degli omicidi
avviene all'interno delle
mura domestiche
 
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) nel mondo la violenza tra le mura domestiche è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne (14 - 50 anni), il 13% degli omicidi nel mondo (pari a 1 su 7) è commesso tra le mura di casa, da parte del partner della vittima, mentre il 42% di coloro che hanno subito violenze fisiche o sessuali da uomini con cui avevano avuto una relazione intima ha riportato danni alla salute. Per quanto riguarda l'Italia, invece, solo nel 2012 le vittime di femminicidio sono state ben 124 le donne uccise dal marito, dal fidanzato o da un ex. Violenze, spesso, commesse sotto gli occhi dei figli. Secondo l'Istat, infatti, quasi 700 mila donne hanno subito violenze ripetute dal partner e avevano figli al momento della violenza, e nel 62,4% dei casi i figli hanno assistito a uno o più episodi di violenza.

Quest'anno le donne uccise sono ancora di più rispetto all'anno passato, e siamo a fine novembre. Secondo Telefono Rosa (/www.telefonorosa.it/), da gennaio ad oggi in Italia sono state uccise 128 donne.

Oggi è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Se guardiamo oltre i nostri confini, più di cento paesi, ha ricordato  Michelle Bachelet, Vice Segretario Generale e Direttore Esecutivo di UN Women (www.unwomen.org/), l’agenzia che l’ONU ha istituito di recente, sono privi di una legislazione specifica contro la violenza domestica e più del 70% delle donne nel mondo sono state vittime nel corso della loro vita di violenza fisica o sessuale da parte di uomini.

L'Italia ha aggiunto un altro tassello nella lotta internazionale contro le violenze domestiche ed il femminicidio. Siamo il primo paese europeo e primo paese non americano che ha firmato la Convenzione di Belém do Pará dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa) adottata nel 1994 da 32 stati del continente americano su 34 allo scopo di prevenire, punire e combattere il fenomeno della violenza sulle donne.

Un atto "dall'alto valore simbolico" perché su questo fronte "le azioni delle singole nazioni non bastano", mette in evidenza la vice Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità (www.pariopportunita.gov.it/),  Maria Cecilia Guerra, a margine della cerimonia di firma, nella sede dell'organizzazione internazionale dei 35 stati indipendenti delle Americhe che rappresenta anche il principale forum politico per il dialogo multilaterale, la soluzione dei problema politici e il rafforzamento delle democrazie nel Continente.

"Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è quello di premere a livello internazionale per la firma e la ratifica della Convenzione di Istanbul", il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante per combattere concretamente la violenza domestica nei confronti delle donne. L'Italia è stata tra i primi a farla propria ratificandola, l'estate scorsa, ma sono ancora troppi i Paesi, specie tra i pesi massimi del Consiglio d'Europa, a mancare all'appello. "Per questa ragione - spiega Guerra - in accordo con il Consiglio d'Europa, ci sembrava importante collegare l'azione portata avanti in sede europea con quella intrapresa su questo fronte nel continente americano".

Leggi “Io mi salverò”, un ampio servizio che la Rivista 50&Più ha dedicato alla violenza sulle donne. Tra le testimonianze l'intervista al giurista Lundy Bancroft autore del libro “Uomini che maltrattano le donne”.

L.B.
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