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Il coniuge non proprietario dell'immobile può usufruire della detrazione fiscale per le spese di ristrutturazione?

Il coniuge non proprietario dell'immobile può usufruire della detrazione fiscale per le spese di ristrutturazione?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA
: Chiedo cortesemente un chiarimento riguardo alla situazione seguente.
Posseggo un immobile in ristrutturazione nel quale io e il mio coniuge convivente non proprietario di questo immobile andremo ad abitare terminati i lavori.
Attualmente viviamo in un altro appartamento nel quale abbiamo la residenza.
Mia moglie potrebbe beneficiare della detrazione sull'immobile che andremo ad abitare per spese a lei fatturate e da lei sostenute?
Ammesso che non sia possibile, con fatture intestate solo a me e bonifico riportante solo me come beneficiario della detrazione ma emesso da un conto cointestato con mia moglie, questa contestazione può porre dubbi sul fatto che sia io a sostenere le spese?

Grazie.


   


RISPOSTA
Prima di rispondere alla sua domanda è bene evidenziare due aspetti fondamentali. In via generale la detrazione per gli interventi di cui all’art. 16-bis del Tuir spetta, tra gli altri, anche al familiare convivente del proprietario, possessore o detentore dell'immobile sul quale vengono effettuati i lavori (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado). 
La convivenza deve sussistere nel momento in cui si attiva la procedura finalizzata all’esercizio della detrazione (cioè deve già sussistere all’inizio dei lavori) e i lavori devono essere effettuati su uno degli immobili in cui di fatto si esplica la convivenza (sarà possibile provarlo, ad esempio, con uno stato di famiglia).

Si ritiene che non sia necessario che l'abitazione nella quale convivono familiare e intestatario dell'immobile costituisca  anche la loro abitazione principale mentre, come detto, è necessario che i lavori siano effettuati su una delle abitazioni nelle quali si manifesta il rapporto di convivenza.

Altro aspetto fondamentale è che il diritto alla detrazione spetta esclusivamente a colui che effettivamente sostiene le spese. In sostanza se le spese saranno sostenute dal proprietario solo quest’ultimo potrà portarsele in detrazione. Nel caso in cui il soggetto che sostiene le spese non avesse redditi da dichiarare (e fosse pertanto a carico del coniuge) la detrazione per quell’anno andrebbe inevitabilmente persa.

In conclusione se l’immobile in oggetto è uno di quelli in cui si esplica la convivenza (ad esempio è la casa di villeggiatura) si ritiene possibile che il “familiare convivente”, che  sostiene le spese di ristrutturazione, possa poi portarle in detrazione, fermo restando il rispetto degli altri requisiti previsti dalla norma.

In merito al bonifico bancario se questo viene effettuato da un conto corrente cointestato è importante che il codice fiscale del “beneficiario della detrazione” indicato sul bonifico sia unicamente quello di colui che effettivamente sostiene le spese.

Cosa c’è da sapere…

Per fruire della detrazione è necessario, tra gli altri,  che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale da cui risultino:
  • causale del versamento ( per le ristrutturazioni: Interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16 bis del Tuir, DPR 917/1986)
  • codice fiscale del soggetto che sostiene la spesa e beneficiario della detrazione
  • Codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
Il D.L. n.63/2013,  c.d. “Decreto Energia” che contiene diverse misure per il rilancio dell’edilizia, oltre alla proroga della detrazione Irpef del 50% per gli interventi del patrimonio edilizio e dell’aumento della detrazione  Irpef al 65% relativa alle spese di riqualificazione energetica,  ha introdotto la possibilità, per i contribuenti che già fruiscono dell'agevolazione per il recupero del patrimonio edilizio  di ottenere un'ulteriore detrazione del 50% delle spese sostenute e documentate (fino a un massimo di 10.000 euro per ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione)  dalla data del 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013 per l'acquisto di mobili arredi e “grandi elettrodomestici” finalizzati all'arredo dell'abitazione oggetto dell’intervento edilizio. Anche il pagamento di questi ultimi va effettuato con bonifico bancario (secondo le modalità su indicate per le spese di ristrutturazione). In alternativa (per i soli acquisti di mobili arredi e “grandi elettrodomestici”) la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 29/E del 18/09/2013 ha previsto la possibilità di utilizzare, per il pagamento, carte di credito o di debito (es. Bancomat). Da ultimo si evidenzia che il DDL Stabilità, attualmente ancora in corso di approvazione, ha previsto l’estensione al 31/12/2014 sia della detrazione al 50% delle spese di ristrutturazione che del “bonus” arredo.


Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
Cinzia Calabrese, Marco Chiudioni, Ada Martino, Romeo Melucci.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

50&PiùCaaf svolge un qualificato servizio di assistenza fiscale certificato dal visto di conformità, garantito da una polizza assicurativa e dalla competenza dei suoi esperti fiscali. E' scelto ogni anno da oltre 750.000 lavoratori e pensionati.

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