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Il CAMBIAMENTO è possibile

Sono venuti da tutta Italia. Erano oltre 5 mila per il Grande Raduno di 50&Più “Nessun uomo è un'isola”. Un incontro speciale che si è concluso in Piazza San Pietro per assistere all'udienza di Papa Francesco.




“Alzatevi ed abbracciatevi”, è iniziato così l'intervento di Betty Williams, Premio Nobel per la Pace, al Grande Raduno di 50&Più. Oltre 5 mila persone, al padiglione otto della Fiera di Roma, il 22 ottobre, si sono alzate e abbracciate. Un gesto semplice quanto insolito, quand'è l'ultima volta che abbiamo abbracciato qualcuno? L'invito racchiude un messaggio altrettanto semplice: “Le braccia – dice Betty Williams, servono per accogliere, non per respingere né tanto meno per fare la guerra”. L'abbraccio ha anche un altro significato: sono con te perché condividiamo un unico destino.

E' quello che ci dice John Donne, poeta e religioso inglese, nel famoso sermone  “Nessun uomo è un'isola”, titolo che 50&Più ha messo al centro del suo evento. “Dobbiamo recuperare il concetto di gratuità nei confronti del nostro prossimo”, ha dichiarato Renato Borghi, presidente nazionale di 50&Più, aprendo la manifestazione condotta da Catherine Spaak.
“Ognuno di noi deve prendere su di sé le proprie responsabilità. L'età matura – ha proseguito Borghi - è una risorsa, possiamo fare tantissimo per la società e per i nostri giovani. Nulla può cambiare? Dobbiamo vincere questa mentalità nichilista, dobbiamo convincere la politica che non si corre per il potere, dobbiamo fare una battaglia contro chi crede che tutto è negoziabile, che non ci sono più valori e che non c'è più verità. Il cambiamento è possibile, dobbiamo crederci”.

L'evento è stato un racconto di esperienze diverse. Quelle di persone tanto comuni quanto eccezionali, la cui vita è cambiata da un giorno all'altro. Così è stato per Betty Williams, insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1976, insieme a Mairead Corrigan, per il suo ruolo di co-fondatrice della Community of Peace People, un'organizzazione che si batteva per una soluzione pacifica della questione dell'Irlanda del Nord.

Il suo attivismo è arrivato anche in Italia. Presiede la Fondazione Città della Pace che in Basilicata, nei comuni di Sant'Arcangelo e di Scanzano Jonico, dà accoglienza ai bambini che vivono in situazioni di pericolo nei loro paesi (è possibile effettuare donazioni alla Fondazione Città della Pace con bonifico bancario: IBAN IT 80 K033 5901 6001 0000 0072 002 oppure mediante bollettino postale sul conto corrente n. 1012433700).
Il suo impegno pubblico nasce a seguito di un fatto tragico. “Assistetti alla morte di tre angeli investiti da un auto sulle strade di Belfast. Questo dramma mi ha spinto a reagire”. La morte dei tre bambini venne provocata da un latitante dell'Ira (Irish Republican Army), Danny Lennon, che aveva perso il controllo del veicolo dopo essere stato colpito da proiettili sparati dalla polizia britannica. Da allora l'impegno per la pace e per la difesa dei più piccoli sono la sua missione.

“Quando sono arrivato a Scampia avevo mille paure, ma a vincere è stata la decisione di non girarmi dall'altra parte”, racconta don Aniello Manganiello, conosciuto come il prete anticamorra per aver alzato la voce contro i clan in uno dei quartieri più difficili di Napoli. Recentemente don Aniello ha dato vita all'associazione “Gli ultimi” che si batte contro lo smaltimento dei rifiuti tossici in Campania. “L'associazionismo è un importante strumento di aggregazione e partecipazione, i giovani oggi sono disincantati, non hanno validi punti di riferimento. Questo vostro modo di stare in mezzo alla gente – ha detto rivolgendosi alla platea - di credere in un percorso comune, è un valido esempio per i nostri giovani”.

Esperienze di impegno sono venute anche dai soci 50&Più. La storia di Emilio Grato Grivon, socio ottantenne, è quella di chi, invece di godersi la meritata pensione, decide di fare il volontario in Africa, in Tanzania. Grazie alla sua volontà, a un'energia e bontà fuori dal comune, dal 2005 ad oggi ha contribuito alla costruzione di venticinque scuole a Mbeya. “In questo momento – racconta – sono impegnato nella costruzione di un casa di accoglienza per anziani le cui condizioni di vita sono difficili da immaginare”. Per proseguire i lavori già iniziati servono fondi. Tutti coloro che vogliono dare il proprio contributo, anche piccolissimo, possono effettuare un bonifico a: Magabe Secondary School p.o box 3785,  MBEYA (Tanzania) I-BAN NLCBTZTXMBE, National Bank of Commerce, c.c 016103005503.

La storia della socia 50&Più Marisa Bertozzi Coppelli è un esempio di tenacia e coraggio per tutti. Anche la sua vita è cambiata all'improvviso, il giorno in cui gli è stata diagnosticata la leucemia, divenuta poi la protagonista del racconto “Quando l'intruso... genera storie” con il quale ha vinto la Farfalla d'oro del Concorso di Prosa, Poesia, Pittura e Fotografia, di 50&Più. “Vincere con questo racconto è stata una cosa inaspettata e mi ha reso molto felice”.

Filippo Cappello, altro socio 50&Più, ha fatto della sua passione per la magia un modo per dare un sorriso ai bambini ricoverati negli ospedali pediatrici. Questo mago-clown ha raccontato la sua esperienza nella maniera a lui più consona, uno spettacolo di magia.

Una testimonianza speciale di vitalità è stata quella di Giorgio Re, presidente onorario di 50&Più. “E' impossibile rimanere insensibili stando insieme a così tanti amici. Questo è il mio mondo!”

“Quello che abbiamo ascoltato oggi – ha concluso il segretario generale 50&Più, Gabriele Sampaolo – è un invito a mettersi nei panni degli altri. E' lo stesso messaggio che John Donne con Nessun uomo è un'isola fece più di 400 anni fa. Proviamo a cogliere nel profondo questo invito, a partire da quello che ci è più a portata di mano. Diamo vita a questo movimento, proviamo a metterci nei panni dell'altro. ”

Il Raduno è stato un lungo racconto di esistenze vissute in prima linea. Ad esse si sono aggiunte altre testimonianze dalla platea raccolte dal giornalista Paolo Notari. Esempi di vitalità, di voglia di mettersi in gioco, di persone che vogliono esserci, che desiderano stare in mezzo agli altri e che il concerto finale di Gino Paoli, accompagnato al pianoforte da Danilo Rea, ha reso ancora più convinte ed entusiaste.

Così come è accaduto il 23 ottobre ai 5.500 soci 50&Più che si sono ritrovati in Piazza San Pietro per  per assistere all'udienza di Papa Francesco.


di Luisella Berti



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