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Un INEDITO ’600 lombardo

Dall’8 ottobre al 12 gennaio 2014 la Pinacoteca di Brera a Milano espone una selezione di dipinti dei principali protagonisti del Seicento lombardo.

di Valerio Maria Urru

I nostri musei, si sa, possiedono un’enorme quantità di opere conservate nei magazzini, spesso in attesa di una “migliore” collocazione. Un patrimonio molto più ingente di quello esposto: capolavori assoluti, ma che - d’altro canto essendo il punto di arrivo dell’Arte - non permettono di comprendere tutto quello che “c’era intorno” nello stesso periodo.

Un po’ per ovviare a questa lacuna, un po’ per consentire la visione di opere restaurate negli ultimi decenni grazie a finanziamenti ministeriali e di privati, la Pinacoteca di Brera parte questo ottobre con una nuova mostra sul Seicento lombardo, una temperie culturale di cui espone già un buon patrimonio di dipinti. Ingente, ma non completo, perché per ragioni di spazio la sezione dedicata presentava un numero ridotto di opere.

È per questo che Il Seicento lombardo a Brera. Capolavori e riscoperte presenta in mostra una selezione di 46 opere, soprattutto di grande formato, difficilmente trasportabili al di fuori del circuito del museo, una buona parte proveniente dai depositi interni ed esterni di Brera e tutte destinate ad essere esposte in un futuro progetto museale denominato “Grande Brera”.

E iniziamo con quattro importanti pale d’altare, tre delle quali firmate e datate: il Noli me tangere (1616) di Fede Galizia - un raro dipinto di grande formato di una pittrice barocca che si distinse soprattutto per le sue nature morte -; l’Assunzione della Vergine (1648) di Carlo Francesco Nuvolone, ormai pienamente barocca; il San Francesco in estasi (1650) di Giuseppe Nuvolone; il Cristo nel sepolcro, san Carlo e santi (1610 circa) di Giovan Battista Crespi detto il Cerano. Per l’occasione i dipinti di Fede Galizia e del Cerano sono stati restaurati.

Accanto al Noli me tangere di Fede Galizia è disposto Il congedo di Cristo dalla madre, tela poco conosciuta di Agostino Santagostino: non è un caso visto che entrambi narravano episodi della vita di Maria Maddalena nella chiesa del monastero femminile agostiniano dedicato alla santa.

Ma non è l’unica ricomposizione: anche se solo attraverso tre opere riappaiono alcuni cicli di dipinti che decoravano la Sala dei Senatori presso Palazzo Ducale (oggi Palazzo Reale). Dalle Storie della Passione di Cristo provengono: l’Andata al Calvario di Daniele Crespi, l’Orazione nell’orto di Giovanni Stefano Montalto e la Flagellazione di Giuseppe Nuvolone. Un ciclo forse ispirato, se non commissionato, insieme a quello dedicato alle Allegorie della Giustizia cristiana, da Bartolomeo Arese, Presidente del Senato di Milano (1660-1674), mecenate e protagonista della vita politica cittadina nei decenni centrali del XVII secolo.

La mostra comprende anche altri dipinti sacri di piccolo e medio formato: La Madonna del Rosario con san Domenico e due angioletti, bozzetto realizzato per una pala d’altare nella Certosa di Pavia di Morazzone; la tavoletta di Cerano con San Giorgio e il drago e la Natività e adorazione dei pastori di Giuseppe Vermiglio, che esprime in modo commovente la cifra stilistica di Caravaggio nel realismo lombardo.

Una delle sezioni più nutrite invece riguarda i ritratti, in prevalenza quelli di pittori milanesi e lombardi un tempo appartenuti al cosiddetto Gabinetto de’ ritratti. Tra di essi c’è quello di gruppo della famiglia Nuvolone in concerto, realizzato a metà del XVII secolo dai due fratelli Carlo Francesco e Giuseppe, e l’Autoritratto di Giulio Cesare Procaccini, ora presentati con altri ritratti, tra cui il ritratto dovuto a Francesco Cairo del pittore perugino e scrittore d’arte Luigi Scaramuccia.

A completare il percorso espositivo, dalla ricca collezione del Gabinetto dei disegni della Pinacoteca di Brera si presentano otto significativi fogli di pittori diversi, tra cui Cerano, Morazzone e Moncalvo. Comuni denominatori di grande fascino, che accomunano tutti questi artisti, sono da un lato il senso corposo della materia pittorica e dall’altro l’uso scenografico degli effetti luministici.

Per saperne di Più: http://www.brera.beniculturali.it/

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