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E' possibile detrarre dal 730 le spese sostenute per un viaggio di istruzione scolastica?

E' possibile detrarre dal 730 le spese sostenute per un viaggio di istruzione scolastica?

Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA
: sono un contribuente con due figli a carico in età scolastica iscritti alla scuola secondaria di primo grado (medie statali) e alla scuola secondaria di secondo grado (liceo scientifico statale).
Vorrei sottoporre alla Vs/ attenzione il seguente quesito allo scopo di chiarire quali sono le tipologie di spesa che possono essere riconosciute e portate in detrazione nella dichiarazione annuale dei redditi.

Premesso che tutte le scuole sono dotate di POF (piano offerta formativa) in cui vengono chiariti anche gli scopi e le attività all’interno di ogni istituto e vengono altresì contemplate le attività che possano essere ampliate. Queste attività possono essere di volta in volta proposte, discusse e approvate nel corso dell’anno scolastico all’interno dei consiglio d’istituto e/o di classe ed a tali proposte/attività possono liberamente aderire le singole famiglie valutando altresì la bontà dell’ampliamento all’offerta formativa stessa.
 
Chiedo: la spesa sostenuta per un viaggio d’istruzione, proposto in sede di consiglio di classe, organizzato dalla scuola, a cui ha aderito anche mia figlia, pagato regolarmente con bollettino postale alla scuola stessa e considerato quale ampliamento dell’offerta formativa, può essere portata in detrazione al momento della compilazione dell’annuale dichiarazione dei redditi quale erogazione liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado?

E più generalmente quali sono le tipologie di spesa che le famiglie possono portare in detrazione senza dover rimettersi a singole interpretazioni?

Grazie, cordiali saluti


   


RISPOSTA:
L’art. 15 lett. e) del Tuir consente una detrazione dall’imposta lorda IRPEF, pari al 19%, calcolato sull’importo delle spese per la frequenza ai corsi di istruzione secondaria e universitaria. Per gli istituti privati  l’agevolazione è ammessa in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali. Se la spesa è sostenuta per i figli, la detrazione spetta al genitore a cui è intestato il documento che certifica la spesa. Se invece il documento che comprova la spesa è intestato al figlio, le spese devono essere ripartite tra i due genitori nella proporzione in cui le hanno effettivamente sostenute.

La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 87 del 11/03/2008 ha avuto modo di precisare che in base a  tale  norma i contribuenti possono usufruire di una detrazione per “le spese   di   iscrizione   alle   scuole   medie   inferiori   e  superiori, all'università e a corsi universitari post-laurea”.
Sono da intendersi escluse le altre spese sostenute di natura “accessoria”, quali viaggi o libri,  come anche ribadito dalla Risoluzione n. 803 del 17/06/1980 del ministero delle Finanze secondo la quale “ e'  da  escludere  la deducibilità   stessa per  ogni altro onere sostenuto per il compimento degli studi,  quale l'acquisto  di testi scolastici strumenti musicali, materiale di cancelleria ecc.”.
Si ritiene, pertanto, che le spese da lei sostenute non possono essere portate in detrazione come “spese di istruzione”.
In merito al suo quesito se possono essere portate in detrazione come erogazioni liberali si evidenzia che, in base all’art. 15, comma 1, lettera i-octies) del Tuir, sono detraibili le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica, all’ampliamento dell’offerta formativa, a condizione che il versamento sia eseguito tramite banca o ufficio postale. Tale detrazione, a differenza della precedente, è personale e non spetta se sostenuta nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.

E’ importante osservare che deve trattarsi di “erogazioni liberali” cioè di eventuali donazioni spontanee di somme di denaro che vengono versate per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni solo ed esclusivamente su base volontaria. Nel suo caso sembrerebbe che si tratti, al contrario, di un pagamento effettuato a fronte di specifiche prestazioni ricevute per le quali, in via generale, si ritiene non spetti la detrazione. Qualora, al contrario, si trattasse di un’erogazione liberale oltre ai documenti di spesa, per evitare contestazioni in sede di accertamento, si ritiene utile fornire una dichiarazione dell’Istituto scolastico che attesti la natura di “erogazione liberale volontaria, finalizzata all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica, all’ampliamento dell’offerta formativa”.


Cosa c’è da sapere…

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate 101/2000 ha precisato che la detrazione spetta anche per la frequenza di master universitari se, per durata e struttura dell'insegnamento, sono assimilabili a corsi universitari o di specializzazione e sono gestiti da istituti universitari pubblici o privati. Se il master è gestito da università private la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per le tasse e contributi previsti per analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani.
La Circolare 95/2000 ha, altresì, chiarito che  anche i corsi tenuti presso università estere sono detraibili, facendo riferimento alla spesa per la frequenza di corsi analoghi tenuti presso l’università statale italiana più vicina al domicilio fiscale del contribuente e considerando come importo massimo detraibile quello del corso analogo nell’istituto statale italiano; sono escluse dal descritto beneficio, ovviamente, le spese di viaggio e alloggio.


Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
Cinzia Calabrese, Marco Chiudioni, Ada Martino, Romeo Melucci.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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