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Pacchetto LIBERALIZZAZIONI
Prende il via la “fase due” della manovra sulle liberalizzazioni. Ecco tutte le misure su energia, taxi, farmacie, notai, trasporti. Ma per il 23 gennaio è già sciopero dei taxi.

Il governo va avanti sulle liberalizzazioni. E lo fa a grandi passi. Dopo l'annuncio dei provvedimenti principali da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, alla puntata di Porta a Porta, il puzzle del pacchetto liberalizzazioni inizia a comporsi ed è già in circolazione una prima bozza. L'obiettivo è arrivare al 20 gennaio con un primo decreto legge che probabilmente non contemplerà tutte le misure previste che sono almeno 15. Per fare le cose per bene, il governo ha chiesto consiglio all'Antitrust che il 5 gennaio ha presentato le sue indicazioni settore per settore.

I tempi previsti
Il 20 gennaio è anche la data utile per presentare il 23 gennaio alla riunione dell'Eurogruppo gli interventi per stimolare la crescita decisi dal Governo. Misure che, come ha dichiarato il ministro Monti alla conferenza di fine anno, non “faranno molto uso del denaro pubblico, anche perché ce n’è poco, ma faranno  molto uso dell’equità come leva”. E per avere più equità c'è bisogno di liberare energie. Quindi via con la riforma del mercato del lavoro, con le liberalizzazioni e concorrenza. Ai primi annunci sui nuovi provvedimenti della fase Cresci-Italia, c'è chi plaude e chi no.

Per ora, l'unica cosa certa è che entro il 20 gennaio un decreto legge sulle liberalizzazioni ci sarà, come ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà (che di concorrenza se ne intende visto che prima di diventare il braccio destro del ministro Monti, è stato presidente dell'Antitrust, oggi presieduta da Giovanni Pitruzzella).

Un provvedimento d'urgenza, quindi, con efficacia immediata dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il cui effetto però è provvisorio perché il decreto dovrà essere convertito il legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta.

I settori coinvolti
La strada si annuncia in salita e non potrebbe esser altrimenti visto il tema liberalizzazioni, sempre molto ostico da affrontare. Un primo assaggio il Governo Monti lo ha avuto con taxi e farmacie quando l'operazione liberalizzazione venne inserita nel decreto Salva-Italia. I settori coinvolti, in tutto una quindicina,  vanno dall'energia ai trasporti, dalle banche alle assicurazioni, dalle professioni alle ferrovie, dai servizi pubblici locali, compresa l’acqua, a quelli finanziari.

Benzina
I primi interventi saranno effettuati sulle pompe di benzina: "I benzinai dovranno avere la possibilità di vendere altri beni di consumo" ha detto il sottosegretario alla Presidenza Catricalà. La riforma, però, non si limiterà ad aumentare la quantità o la tipologia delle merci esposte, ma sarebbe molto più incisiva. Per il settore dei carburanti l’Autorità propone di sviluppare una rete distributiva maggiormente indipendente dalle compagnie petrolifere attraverso una piena autonomia del gestore rispetto al soggetto proprietario dell’impianto incentivando, ad esempio, forme di aggregazione di piccoli operatori nell’attività di approvvigionamento. Questo renderebbe possibile anche impianti multimarca. L'ipotesi è dunque di rivedere i contratti tra compagnie petrolifere e gestori, eliminando l'esclusiva. La proposta ha fatto insorgere l'Unione petrolifera, ma ha trovato il plauso delle associazioni dei consumatori.

Farmacie
Per quanto riguarda le farmacie l’obiettivo è permettere nuove aperture, che dovrebbero avere un effetto positivo sui prezzi. Non solo: si tratta anche di liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C - quelli per i quali è richiesta la ricetta medica, ma che sono a carico del paziente. Su questo punto il governo sembra non voler mollare.

Ordini professionali

Se il governo seguirà alla lettera i consigli dell'Antitrust allora ci sarà l'abolizione di qualsiasi forma di tariffario dei liberi professionisti. L'obiettivo finale è quello di diminuire i prezzi richiesti per le prestazioni fornite ai cittadini. Per quanto riguarda i notai, in particolare, Catricalà ha precisato che Palazzo Chigi intende "ampliare la pianta organica", aumentare quindi la concorrenza fra professionisti per consentire ai clienti di poter usufruire "dei giusti sconti". Quella dei notai è una professione a numero chiuso, ampliare la pianta organica significa superare la soglia dei 6.000 notai attuali.

Acqua e gas
Nel mirino delle liberalizzazioni finirà anche l’acqua, nonostante il referendum contro la privatizzazione. “Pensiamo di fare modifiche che non vadano contro il risultato referendario ma non vogliamo che sia un escamotage” ha dichiarato il Sottosegretario alla presidenza del consiglio. Non ci sarà invece la separazione dell'operatore della rete del gas Snam dall'Eni: "non è una priorità", ha detto Catricalà, spiegando che "esistono tanti altri rimedi che consentono alle imprese energivore di pagare meno il gas".

Taxi e ferrovie

Sui taxi è stato ripreso il discorso abbandonato a dicembre, che prevedeva la liberalizzazione delle licenze. E si registrano già proteste, uno sciopero è stato fissato per il 23 gennaio. Per il discorso ferrovie, le misure da mettere in campo sono diverse. Al riguardo l'Antitrust sollecita una rapida operatività dell’Autorità dei Trasporti proprio per vigilare sul corretto confronto concorrenziale nei servizi di trasporto ferroviario merci e passeggeri. L'attenzione è rivolta anche a livello del trasporto regionale, dove anche qui c'è bisogno di abbattere il monopolio e allargare la partecipazione a più concorrenti.

Banche e assicurazioni
Sempre nell'ottica di rendere concorrenziale il mercato e far scendere i prezzi, l'idea (anche su indicazione dell'Antitrust) sarebbe quella di introdurre il divieto per la banca che stipula un mutuo o un finanziamento di vendere contemporaneamente una polizza collegata a quel contratto. Inoltre, sempre sul fronte delle banche l'Antitrust indica la riduzione delle commissioni interbancarie.

Ultimo aggiornamento il 12/01/2012
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