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PRESSIONE fiscale al 54%

Studio Confcommercio: in Italia il peso effettivo del fisco è al top tra le economie avanzate. Il sommerso è al 17,4% del Pil che significa 272 miliardi sottratti alla collettività.  “Cancellare l'aumento dell'Iva, rinviato al 1° ottobre è la priorità”, ha affermato il viceministro all'Economia, Stefano Fassina.


L'Italia tra le economie più avanzate vanta due primati: quello della pressione fiscale e del livello dell'economia sommersa. E' quanto emerge dallo studio presentato al consueto convegno annuale sui temi del fisco e dell'economia sommersa dal titolo "Tasse…Le cambiamo? Come ridurre la pressione fiscale e far emergere l'economia sommersa".

Il sommerso economico  in Italia è al 17,4% del Prodotto interno lordo (Pil) nel 2012-2013. Una percentuale che porta l'imponibile ogni anno sottratto al Fisco a 272 miliardi. Il sommerso in Italia risulta dunque più elevato che nella maggior parte delle economie avanzate: in Messico vale l'11,9% del Pil, in Spagna il 9,5%, nel Regno Unito il 6,7%, negli Stati Uniti il 5,3%, in Svezia e in Austria il 4,7%, in Francia il 3,9%, in Irlanda il 3,3%, il Belgio il 2,7%, in Canada il 2,2% e in Danimarca l'1,9%. In Australia, Olanda e Norvegia l'economia sommersa è sotto l'1% del Pil. Una diretta conseguenza di questa situazione è che la pressione fiscale si scarica su una fetta minore della popolazione. Secondo Confcommercio, la pressione fiscale effettiva, il gettito cioè osservato in percentuale di Pil emerso, si attesta quest'anno al 54%, al top fra le economie avanzate. La pressione fiscale apparente, secondo calcoli prudenziali che non includono aumenti Iva ma solo quelli su Imu e Tares, è invece al 44,6% del Pil nel 2013.

La classifica anche in questo caso proietta il Belpaese al top tra le economie principali. In Danimarca la pressione fiscale effettiva è al 51,1% del Pil, in Francia al 50,3%, in Belgio al 49,3%, in Austria al 46,8%, in Svezia al 46,7%, in Norvegia al 42,3%, in Olanda al 40,8%, nel Regno Unito al 40,4%, in Spagna al 36,7%, in Australia al 34,8%, in Canada al 31,9%. Chiudono la classifica Irlanda (28,4%) Stati Uniti (27,9%) e Messico (26,2%). Il nostro è poi uno dei Paesi in cui la pressione fiscale è cresciuta di più tra il 2000 e il 2013 (+2,7%), passando dal 41,9 al 44,6%. In Portogallo il peso delle tasse nel periodo 2000-2013 è cresciuto del 3,2%, in Giappone del 2,6% e in Francia del 2,3%. "Gli italiani sono un popolo di pagatori di tasse", ha spiegato il direttore dell'Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, presentando i dati.  "Oltre una certa soglia - ha osservato Bella - l'aumento delle imposte genera una riduzione della crescita. L'eccesso di imposizione riduce le nostre possibilità".

"La stagione difficilissima, che tutti speravamo si esaurisse nell'anno in corso - ha detto Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio - purtroppo prosegue. Nel primo semestre di quest'anno hanno chiuso i battenti più di 240mila imprese, di cui oltre la metà appartenenti ai servizi di mercato. Questo ci porta, purtroppo, a stimare per i servizi un saldo negativo a fine anno di oltre 80mila imprese, peggio dello scorso anno”.

"La pressione fiscale in Italia è insostenibile, c'è una relazione stretta tra pressione fiscale, spesa e sommerso, e c'è una evasione fiscale di sopravvivenza". Lo ha affermato il viceministro all'Economia, Stefano Fassina, intervenendo al Convegno organizzato da Confcommercio . "Senza voler strizzare l'occhio a nessuno, senza ambiguità nel contrasto all'evasione - ha precisato Fassina -  non e' una questione prevalentemente morale: ci sono ragioni profonde strutturali che spingono tanti soggetti economici a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno". Secondo Fassina, cancellare l'aumento dell'Iva, rinviato al 1 ottobre "è la priorità" e le risorse possono essere reperite lasciando l'Imu sul 15% delle prime case che sono quelle di maggior valore. "Al convegno ha partecipato anche il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera che ha sottolineato che "l'Agenzia conta di recuperare a fine anno 12-13 miliardi dalla lotta all'evasione. "Noi ogni anno - ha spiegato Befera - recuperiamo dai 2 ai 3 miliardi in più rispetto a quanto previsto nel bilancio preventivo. Quest'anno, a meta' anno, siamo perfettamente in linea con l'anno scorso e alla fine dell'anno dovrebbero essere 12-13 miliardi".

Per saperne di Più: www.confcommercio.it

L.B.

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