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Il GIOCO non conosce crisi
Agli italiani piace giocare, abbiamo il primato in Europa. Una domanda sulla quale ha teso i suoi tentacoli la criminalità che fattura almeno 10 miliardi di euro l'anno. La denuncia arriva da Libera.

Un paese dove si spendono circa 1260 euro procapite, neonati compresi, per tentare la fortuna che possa cambiare la vita tra videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. E dove si stimano 800mila persone dipendenti da gioco d'azzardo e quasi 2 milioni di giocatori a rischio. 

Un fatturato legale di 76,1 miliardi di euro, a cui si devono aggiungere, la stima è per difetto, i 10 miliardi di quello illegale. Il gioco è "la terza impresa" italiana, l'unica con un bilancio sempre in attivo e che non risente della crisi che colpisce il nostro Paese. E' un settore che offre lavoro a 120.000 addetti e muove gli affari di 5.000 aziende, grandi e piccole. E mobilita il 4% del Pil nazionale. 

E' questa la fotografia scattata dall'Associazione Libera (www.libera.it) nel il dossier Azzardopoli, il paese del gioco d'azzardo, dove quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare. Il dossier documenta con numeri alla mano una vera calamità economica, sociale e criminale per il nostro Paese.

Primato in Europa
A inizio 2011 l’ottimismo spingeva a una previsione d’incasso del mercato dei giochi pari a 80 miliardi, poi una frenata autunnale aveva ridimensionato la previsione a 73 miliardi.
Ma l’Italia, che pure incassava la manovra più dura e consapevole, quella di Monti, dava fiato nell’ultimo trimestre a una raccolta ancora più lusinghiera e, a chiusura di conti, il dato finale si sarebbe attestato a 76,1 miliardi, pari alla somma del debito finanziario dei Comuni nostrani a fine 2010.  Per la cronaca, si legge nel dossier, curato da Daniele Poto, l'Italia con questa cifra occupa il primo posto in Europa e il terzo posto tra i paesi che giocano di più al mondo.

La grande contraddizione
Il  dato sul fatturato va incrociato con altri che segnalano una contraddizione deflagrante. Tra dissipazione e povertà. La fotografia Censis sull’Italia del 2010 descriveva persone “fragili, spaventate, dipendenti”. La povertà relativa riguardava 8.272.000 connazionali, il 13% dell’universo totale, investendo 2.734.00 famiglie. Risultava che una famiglia di due membri spendeva mensilmente meno di 992 euro, un singolo meno di 595, una famiglia di 4 tra genitori e figli si attestava a 1617. L’Italia era nelle retrovie del primo gruppo europeo a 15 e non se la passava neanche bene in assoluto.

L’indagine Istat relativa al biennio 2009-2010 e diffusa a fine dicembre 2011 ha chiarito  che un italiano su quattro è a rischio povertà e che il 16% delle famiglie ha dichiarato di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese.  

Altri raffronti? 76 miliardi di euro sono il risultato di quattro Finanziarie normali . E 76 miliardi è una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di più di quanto viene riversato sull’istruzione.

Come agisce la criminalità
Ad Azzardopoli i clan fanno il loro gioco. Sono tante, svariate e di vera fantasia criminale i modi e le tipologie per fare bingo. Infiltrazioni delle società di gestione di punti scommesse, di Sale Bingo,che si prestano in modo "legale" ad essere le "lavanderie" per riciclaggio di soldi sporchi. Imposizione di noleggio di apparecchi di videogiochi, gestione di bische clandestine, toto nero e clandestino. Il grande mondo del calcio scommesse, un mercato che da solo vale oltre 2,5 miliardi di euro.

Sale giochi utilizzate per adescare le persone in difficoltà, bisognose di soldi. E non ultimo quello dell'acquisto da parte dei clan dei biglietti vincenti di Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci. I clan sono pronto infatti a comprare da normali giocatori i biglietti vincenti, pagando un sovrapprezzo che va dal cinque al dieci per cento: una  maniera "pulita" per riciclare il denaro sporco.

La battaglia di Libera
Per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni d'illegalità nel mercato dei giochi, Libera chiede di prevedere il delitto di gioco d'azzardo, di intensificare controlli e monitoraggio dei concessionari, di  inasprire le sanzioni per chi viola il divieto di gioco per i minori.
Libera - ha detto Luigi Ciotti - vuole sollecitare, senza evocare scenari di proibizionismo e colpevolizzare nessuno, una risposta da parte di tutte le istituzioni e del governo".
Un appello alla assunzione di responsabilità rivolto anche "a chi gestisce in maniera legale" le attività di gioco. "C'è - ha sottolineato Ciotti - un rischio dipendenza crescente anche in virtù di un marketing avvolgente. Il rischio è la distruzione individuale e sociale che coinvolge centinaia di migliaia di famiglie 'intrappolate' in una dipendenza economica di debiti che spesso è l'anticamera dell'usura”.

I numeri di Azzardopoli
  • 76,1 miliardi di euro fatturato mercato legale del gioco nel 2011, primo posto in Europa e terzo posto nel mondo tra i paesi che giocano di più
  • 1260 euro procapite, (neonati compresi) la spesa per i giochi
  • 10 miliardi di euro il fatturato illegale 
  • 41 clan si spartiscono la torta del mercato illegale del gioco d'azzardo
  • 800mila persone dipendenti da gioco d'azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio
  • 10 le Procure della Repubblica direzioni distrettuali antimafia che nell'ultimo anno hanno effettuati indagini
  • 22 le città dove nel 2010 sono stati effettuate indagini e operazioni delle Forze di Polizia con arresti e sequestri direttamente riferibili alla criminalità organizzata. 
  • 25mila- 50mila al giorno ricavo clan Valle-Lampada per gestione videopoker e macchinette slot-machine
  • 400mila slotmachine in Italia, una macchinetta "mangiasoldi" ogni 150 abitanti
  • 3.746 i videogiochi irregolari sequestrati nel 2010, alla media di 312 al mese
  • 120.000 addetti che lavorano nel settore e muove gli affari di 5.000 aziende
  • Lombardia regione dove si spende di più
  • Tre volte alla settimana la media di gioco per i giocatori patologici, più di tre ore alla settimana e per una spesa ogni mese dai 600 euro in su
  • 5 -10% il soprapprezzo che i clan pagano i biglietti vincenti del Gratta e Vinci per riciclare soldi
  • 294 sale e più di 50mila slot machine distribuite tra Roma e provincia.
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