Pubblicato il 09 gennaio 2012, 10.25

Un studio italiano spiega come evitare le allergie al pelo dei felini. No al gatto in camera da letto. Il rischio di sviluppare allergie è maggiore quando si adotta il gatto da adulti.
Secondo l’ultimo rapporto Eurispes gli italiani sono decisamente un popolo di animalisti.
L’87,2% nutre verso gli animali un sentimento positivo, basato sul rispetto e sulla cura della loro salute, e lo dimostra ospitando in casa principalmente cani (il 48,4% ) e gatti (il 33,4%).
Purtroppo, nel caso dei gatti è possibile che il loro padrone soffra di allergia da contatto con l’animale. Le spiegazioni possono essere molteplici; la causa di una reazione allergenica può essere una proteina della saliva del felino, oppure tra i suoi peli possono annidarsi pollini o acari che causano reazioni, senza che il gatto ne sia direttamente responsabile.
Una risposta al problema proviene da uno studio condotto dal professor Giuseppe Verlato, dell'Università degli Studi di Verona e pubblicato sulla rivista “Journal of Allergy and Clinical Immunology”. I ricercatori del programma hanno scoperto che il rischio di sviluppare un'allergia al pelo del quattrozampe è maggiore quando lo si adotta da adulti, rispetto a quanto accade se il “nuovo arrivo” avviene quando si è bambini. Ma, dato ancor più importante, è non tenere mai l'animale in camera da letto. In questo modo si può abbattere in maniera radicale il rischio di allergia al pelo felino.
Lo studio, che va avanti dagli anni 90, ha mostrato attraverso più di 6.000 interviste che il possedere un gatto fin dall'infanzia è un fattore protettivo nei confronti di possibili allergie al pelo dell'animale. Gli autori concludono che “Il rischio di sensibilizzazione nei confronti del pelo di gatto aumenta in età adulta, in particolare quando all'animale è consentito entrare in camera da letto”.