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EPIFANIA: curiose tradizioni
In Russia la Befana si chiama Babuschka. In altri Paesi, invece, viene sostituita dai Re Magi.

L’Epifania si avvicina a grandi passi, concludendo le festività natalizie. Una volta - lo sanno bene i nonni - i doni del 6 gennaio erano morigerati: qualche dolcetto, qualche frutto, un pezzetto di carbone a simboleggiare che, tutto sommato, non si era proprio stati “buoni, buoni” e che qualche marachella quotidiana era all’ordine del giorno. La notte, nel proprio letto, proprio come la Vigilia, si attendeva la Befana che, come Babbo Natale, passando per il camino portava doni ai bambini. Ma la storia vuole che prima di arrivare al camino di ogni casa, di strada ne abbia fatta la “vecchina” sulla scopa, bruttissima ma dal cuore
tenero.

La leggenda racconta…
Epifania… Pifanìa… Pefana… Bifanìa… Befanìa e alla fine eccola, il passo è breve: la Befana… Sembra che proprio dai Re Magi e dalla loro ricerca di Gesù Bambino sia nata la leggenda della Befana. Guidati dalla stella cometa che annunciava la nascita del Salvatore, i tre Re attraversarono numerosi paesi con i doni. In ogni luogo in cui passavano, gli abitanti si univano a loro. Solo una vecchietta che inizialmente voleva andare, all’ultimo momento non li seguì. Pentitasi di non essere partita, preparò un cesto di dolci, uscì di casa e li cercò ma senza trovarli. Così cominciò a fermarsi presso ogni
casa che incontrava lungo il suo cammino, donando dolciumi ai bambini, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora, la leggenda vuole che la vecchietta giri ancora per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

Nella nostra tradizione popolare, la Befana ha assunto un significato diverso, legato alla sua origine rurale. Scende nelle case, infatti, attraverso le cappe dei camini, un simbolico punto di contatto tra la terra e il cielo, e distribuisce due tipi di doni: quelli buoni (presagio di buone novità della stagione) e il carbone (residuo del passato). In questo modo porta le buone novità della primavera, con doni che lascia nella calza di lana, un indumento fondamentale nelle campagne per affrontare il cammino e il lavoro dell’anno che arriva.

Una tradizione vissuta in tanti modi
Oltre che in Italia il culto della Befana è diffuso in altre parti del mondo, anche se con qualche variazione di tema. In Spagna, ad esempio, sono i Re Magi a portare i regali ai bambini, i quali il giorno precedente hanno provveduto a lasciare davanti alla porta di casa un bicchiere d’acqua per dissetare i cammelli, qualcosa da mangiare e persino una scarpa. In molte città spagnole i Re Magi sfilano per le vie su carri riccamente decorati. In Francia, i nostri cugini d’oltralpe hanno un’altra singolare tradizione: preparano un dolce speciale, al cui interno viene nascosta una fava. Chi la trova viene incoronato per quel giorno il re o la regina della festa.

In Russia, invece, la chiesa ortodossa celebra il Natale il 6 gennaio, ma ad accompagnare Padre Gelo che porta i regali, c’è Babuschka, una simpatica vecchietta. Un po’ meno fortunati i bimbi protestanti in Germania: il 6 gennaio, infatti, non è un giorno festivo, ma si va a scuola e si lavora. Anche qui è il giorno della venuta dei Re Magi. Preti e chierichetti spesso vanno nelle case per chiedere donazioni, recitare qualche Verso o intonare una canzone sacra. Le persone di religione cattolica si recano a messa.

In Islanda il 6 gennaio e per tutti il “tredicesimo”, intendendo con questo che dal 25 dicembre sono trascorsi 13 giorni. Anche qui è considerato l’ultimo giorno festivo e gli islandesi dicono addio al Natale con una fiaccolata, a cui partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada si unisce a loro l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo per l’appunto. Il primo infatti è arrivato l’11 dicembre, poi se ne è aggiunto uno al giorno fino al Natale. Dal 25 dicembre in poi, ne va via uno al giorno. La fiaccolata si trasforma poi in un falò con uno spettacolo di fuochi d’artificio.
In Ungheria tornano i Re Magi. Nel giorno dell’Epifania, infatti, i bambini magiari si travestono come loro e vanno di casa in casa, con un presepe. In cambio ricevono in dono qualche soldino.

Anche in Romania l’Epifania è un giorno festivo incentrato sulla figura dei Re Magi e sulla benedizione delle case. In alcuni paesi i bambini rumeni bussano alle porte delle abitazioni per chiedere se possono entrare e raccontare delle storie, ricevendo di solito come compenso qualche spicciolo.
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